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Cosa vedere a Tirana in due giorni: itinerario, luoghi e consigli 

Introduzione 

Tirana è spesso considerata solo una città di passaggio, il punto di arrivo o di partenza per esplorare il resto dell’Albania. Tuttavia, dopo averle dedicato due giorni pieni, ho deciso di scrivere questo articolo su cosa vedere a Tirana in due giorni. È una capitale che stupisce: guardandosi intorno l’eredità comunista è ancora evidente, ma si fonde con una città incredibilmente vivace e piena di vita. 

In questo articolo vi porto con me alla scoperta di Tirana, una città in continua trasformazione tra passato e nuova vitalità. Esploreremo insieme un itinerario di due giorni attraverso i luoghi simbolo e l’anima autentica della capitale Albania. Preparatevi a scoprire una delle mete più sorprendenti e dinamiche dei Balcani. 

Dove si trova Tirana?

Tirana è situata nel cuore dell’Albania, in una posizione strategica tra le montagne e il mare. Si trova in una valle circondata da colline, con il monte Dajti che svetta a est e offre un panorama incredibile sulla capitale. Essendo nell’entroterra, ma a soli 30 chilometri dal Mar Adriatico, Tirana gode di un clima che permette di visitarla in quasi ogni periodo dell’anno. È il centro geografico, politico ed economico del Paese, il punto perfetto da cui partire per esplorare sia le Alpi Albanesi a nord che le splendide spiagge del sud.

Come arrivare a Tirana

Il modo più semplice per raggiungere la capitale è l’aereo. L’Aeroporto Internazionale di Tirana (TIA), intitolato a Madre Teresa, si trova a circa 20 minuti dal centro. Molte compagnie low-cost collegano l’Italia a Tirana con voli diretti, rendendola una meta perfetta anche per un weekend.

Una volta atterrati, potete arrivare in centro in taxi o con il bus Luna Travel. Io, però, ho scelto di noleggiare l’auto direttamente in aeroporto perché il mio viaggio a Tirana faceva parte di un road trip più ampio. Se avete intenzione di esplorare anche i dintorni o spingervi verso il mare o le montagne, il noleggio auto è sicuramente la scelta migliore per avere massima libertà e gestire i tempi a vostro piacimento.

Ricordate che, pur essendo in Europa, l’Albania non fa parte dell’Unione Europea. Questo significa che dovrete fare attenzione al roaming telefonico (disattivate i dati prima di atterrare!) e che la moneta ufficiale è il Lek, anche se spesso l’Euro è accettato.

Cosa vedere a Tirana in due giorni 

Piazza Skanderbeg: il cuore della Capitale Albania 

Tirana è divisa dal fiume Lana e si sviluppa attorno a due poli principali: il polo settentrionale è composto da Piazza Skanderbeg mentre il polo meridionale da Piazza Madre Teresa. Appena arrivati, il punto di partenza naturale è la piazza principale, un luogo carico di storia e simbolismo. Qui svetta il monumento a Skanderbeg, l’eroe che nel XV secolo fermò l’avanzata ottomana verso l’Europa. 

Questo monumento fu eretto per il cinquecentesimo anniversario della morte dell’eroe e prese il posto di una statua di Stalin. Giorgio Castriota è fondamentale per l’identità nazionale, tanto da essere nominato “Atleta di Cristo” dal Papa. In effetti sentirete molto parlare di lui, è veramente l’eroe nazionale che unisce tutto il popolo. 

Il Mosaico degli Albanesi: sfida e resilienza 

Ammirando la piazza, il vostro sguardo si fermerà al Museo di Storia Nazionale di Tirana dove un gigantesco mosaico farà capolino ai vostri occhi. Si tratta del Mosaico degli Albanesi, realizzato nel 1981 come manifesto del realismo socialista. L’opera rappresenta l’evoluzione dei guerrieri Illiri, passando per l’epoca di Skanderbeg, fino ai partigiani comunisti. 

Un dettaglio che sfugge a molti è il ‘ritocco’ politico subito dall’opera dopo il 1991: se guardate bene la bandiera al centro, noterete che la stella rossa è scomparsa. È il segno di una nazione che ha scelto di conservare la propria arte, ma di lasciarsi alle spalle l’ideologia. 

Per me questo mosaico rappresenta la sfida e la resilienza, raccontando la capacità di un popolo di risollevarsi dopo anni difficili. Rappresenta l’orgoglio di una nazione che si è sempre dovuta difendere per preservare la propria libertà. È un’immagine potente che accoglie chiunque arrivi nel cuore della capitale albanese

Il Ponte dei Conciatori: un viaggio fuori dal tempo 

Camminando per il centro ci si imbatte nel Ponte dei Conciatori, conosciuto come Ura e Tabakëve. Questo reperto risale al XVIII secolo e testimonia come Tirana fosse un tempo una città di commercianti e artigiani. Il ponte serviva per far passare il bestiame verso il mercato senza sporcare l’acqua potabile della città. 

Ponte dei conciatori a tirana

Al Ponte dei Conciatori sembra davvero di essere fuori dal tempo. Immaginarsi il passaggio del bestiame e le grida al mercato ti riporta direttamente all’atmosfera dell’antico bazar ottomano, in un contrasto netto con la città moderna.

Il ponte dei conciatori rimase “a secco” negli anni ’30, quando il fiume Lana fu deviato dagli ingegneri italiani, ma resta un angolo di storia autentica. 

La Piramide di Tirana: la nuova vita di un simbolo 

Andando avanti ci si imbatte nella Piramide di Tirana, un edificio che ha segnato la storia recente della città. Inaugurata nel 1988, fu progettata dalla figlia di Enver Hoxha per essere il mausoleo eterno del dittatore. All’epoca fu l’edificio più costoso mai costruito nel Paese, rivestito di marmi bianchi che avrebbero dovuto gridare al mondo la potenza del regime. Dopo la caduta del comunismo nel 1991, però, la sua storia è diventata quasi surreale: ha avuto mille vite, diventando discoteca, centro radio e persino base NATO. 

Fino a qualche anno fa era un rudere spettrale coperto di graffiti, famoso perché i ragazzi della città lo usavano come uno scivolo gigante e pericolosissimo su cui arrampicarsi. Oggi, grazie a un ambizioso progetto di riqualificazione, è stata completamente ristrutturata e restituita alla cittadinanza. 

Piramide a Tirana

La Piramide è la conferma di come qualcosa che viene perso e abbandonato riesca ad avere una nuova vita. Oggi la Piramide è un centro tecnologico e un punto panoramico: le vecchie pareti inclinate sono state trasformate in gradinate che permettono a chiunque di salire sulla cima e guardare la città dall’alto, un gesto che un tempo sarebbe stato impensabile.

Davanti alla struttura svetta ancora la Campana della Pace, fusa con i bossoli raccolti dai bambini durante la guerra civile del 1997, a ricordarci che dalla distruzione può sempre nascere qualcosa di nuovo. 

I sapori autentici del mercato Pazari i Ri 

Parlando di mercato, è assolutamente da non perdere il mercato di Tirana, il celebre Pazari i Ri. Qui troverete varie bancarelle con i prodotti tipici come tabacco, olive, olio e birra locale. È un mercato molto artigianale ma molto autentico, dove passeggiare è un modo di assaporare la vera vita locale

Intorno al mercato sono presenti anche diversi ristorantini dove poter mangiare un boccone e gustare la cucina albanese, magari provando un Byrek caldo o del Qofte (polpette di carne grigliata) appena fatto. 

Prestate sempre attenzione ai borseggiatori in queste zone affollate, tenendo d’occhio le vostre borsette. È il posto perfetto per immergersi nei profumi e nei colori della tradizione di Tirana

Il boulevard monumentale di Tirana 

Bulevardi Dëshmorët e Kombit 

Bulevardi Dëshmorët e Kombit Il Bulevardi Dëshmorët e Kombit è la via principale che collega le due piazze più importanti della città. Si tratta di un viale abbastanza trafficato e pieno di negozi, dove è molto piacevole fare una passeggiata anche la sera, quando le luci lo illuminano e rendono tutto più suggestivo. 

Percorrere questo viale è il modo migliore per capire come si sviluppa Tirana tra i suoi due poli principali

Galleria Nazionale delle Arti 

Lungo il percorso si incontra anche la Galleria Nazionale delle Arti. Anche se non si entra a visitare le mostre, vale la pena dare un’occhiata all’esterno e nel retro del museo, dove si trovano accantonate alcune statue dell’epoca comunista, come quelle di Lenin e Stalin, che un tempo dominavano le piazze della città. 

Questo viale rappresenta il cuore istituzionale di Tirana, con i suoi palazzi governativi che si alternano a spazi verdi, rendendo la camminata un mix perfetto tra storia e vita moderna. È qui che si percepisce davvero la grandezza monumentale che il regime voleva dare alla capitale, oggi reinterpretata dalla quotidianità degli albanesi. 

Parco Rinia 

Tirana non è solo edifici e piazze, è anche un polmone verde, e quest’area è rappresentata dal Parco Rinia. Fu costruito nel 1950 come “Parco della Gioventù”, ma dopo la caduta del regime negli anni ’90, il verde fu “ingoiato” da centinaia di costruzioni abusive e chioschi, togliendo uno spazio fondamentale al centro della città. Solo grazie alla riqualificazione degli anni 2000 queste strutture furono demolite per restituire il verde alla città. 

All’interno del parco sorge il Complesso Taiwan, un centro con caffè e ristoranti proprio nel cuore del giardino. Il nome un po’ bizzarro deriva da un aneddoto: si dice che il proprietario volesse ringraziare lo Stato di Taiwan, o che il nome evocasse un’“isola felice” di capitalismo in mezzo al verde. 

Passeggiare in questo parco è un ottimo modo per distaccarsi dalle vie trafficate e godere di un po’ di fresco nelle calde giornate estive. È un luogo dove il verde fa riposare gli occhi e dove, durante il Summer Festival, la città si riempie di eventi e vitalità. 

Bunk’Art 2: dove il cemento si fa memoria 

Uno dei posti più tristi ma al tempo stesso più belli che ho visitato è il Bunk’Art 2. È una struttura impressionante, con muri spessi 2,4 metri in cemento armato e acciaio, progettata per resistere a un attacco nucleare o chimico. L’ingresso è una cupola che ti toglie subito il fiato: è un memoriale e, appena varchi la soglia, ti trovi davanti a decine e decine di foto delle vittime del regime. 

Bunk'Art 2 a Tirana

Sotto terra si sviluppa un labirinto di 24 stanze. In origine erano uffici segreti e alloggi per il Ministro dell’Interno, ma oggi ogni sala racconta il dolore di quel periodo tra foto, abiti e strumenti di tortura. È un luogo che mi ha aperto gli occhi su una parte di storia che non conoscevo e ho provato davvero tantissimo dolore per quello che la popolazione albanese ha dovuto passare. 

Il cuore oscuro dello spionaggio 

Questo bunker è rimasto un segreto di Stato fino al 2016, quando è stato finalmente aperto al pubblico. Entrarci è un momento simbolico: la popolazione ha potuto finalmente vedere il “cuore oscuro” del controllo del regime, dove la polizia segreta coordinava lo spionaggio sui cittadini, nascondendo microfoni persino nei muri o nei portacenere. 

Le stanze sono piene di installazioni che usano suoni e luci per farti sentire quell’atmosfera soffocante. Se avete poco tempo come me, vi consiglio assolutamente di visitarlo: è qui che si capisce davvero un pezzo di storia albanese che merita di essere compresa. I corridoi stretti e le pesanti porte di ferro restano lì a ricordare quanto fosse sottile il confine tra la protezione dello Stato e l’oppressione

Tirana e il rapporto con i libri 

 Girovagando per Tirana vi imbatterete in numerosi Bookshop Caffè.

Vi è un connubio fondamentale tra il caffè e i libri, due elementi molto importanti nella cultura albanese. A Tirana il caffè non è solo una bevanda, ma un rito sociale, e unire il caffè ai libri è stata un’evoluzione naturale per i giovani intellettuali. È un ottimo modo per rilassarsi con musica soffusa e pareti piene di scaffali, dove la gente si ferma per ore a studiare o a discutere di progetti creativi. 

Passeggiando per le strade, soprattutto lungo il Bulevardi Dëshmorët e Kombit o vicino al Parco Rinia, vedrete venditori ambulanti che espongono libri usati sui muretti. Non è raro trovare vecchi testi scolastici dell’era comunista accanto a traduzioni modernissime di bestseller internazionali. Io ho provato a cercare, come al solito, un libro di cucina albanese, ma purtroppo non l’ho trovato o, se ne vedevo uno, era scritto in albanese e quindi impossibile per me da tradurre! 

Vicino al centro esistono numerosi caffè decorati anche con della Street Art: divertitevi a passeggiare, sorseggiare un caffè e ammirare le pareti decorate. È una zona piena di vita e molto moderna, che mostra il lato più creativo della capitale. 

Dove mangiare a Tirana 

Come ho già accennato, nella zona del Pazari i Ri (il mercato nuovo) si trovano tantissimi ristorantini dove mangiare un boccone. Io ci sono stata per una pausa pranzo veloce ed è l’ideale per immergersi nell’atmosfera locale. 

Per la sera, invece, ho cercato un ristorantino tipico che si chiama Shije Fshati, che propone cucina tradizionale albanese.

Ho scelto di mangiare le Qofte (delle polpettine saporite, solitamente di agnello) e ho voluto provare il Djathë Kaçkavall: un formaggio albanese che gli chef grigliano spesso (è molto gustoso, ricorda per certi versi la feta ma ha una consistenza diversa).

Qofte a Tirana

Il cibo era ottimo e i prezzi assolutamente economici rispetto agli standard italiani: oggi le Qofte costano circa 8 €, mentre il formaggio grigliato circa 5 €. Per accompagnare il tutto, ho preso una birra albanese fresca: è stata la conclusione perfetta per una cena autentica e senza pretese.  

Oltre a questo, se avete tempo, vi consiglio anche i ristoranti Oda (vicino al mercato) o Era, entrambi famosi per piatti iconici come il Tavë Kosi o la Fërgëse.  

Piatti tipici da provare a Tirana 

Non si può andare in Albania senza provare i piatti tipici. Se avete poco tempo e avete solo un weekend a disposizione per visitare Tirana, vi consiglio assolutamente di provare il Tavë Kosi.

Il Tavë Kosi è uno spezzatino di agnello cotto con yogurt e uova, poi passato al forno fino a creare una crosticina deliziosa. 

Un altro piatto imperdibile è la Fërgëse, a base di peperoni, pomodori e ricotta salata (gjizë). Ha una consistenza cremosa e viene servita calda, spesso in un tegamino di terracotta. A mio parere è davvero squisita e rappresenta il vero sapore della tradizione locale

Assaggiare questi piatti è il modo migliore per concludere la giornata e immergersi completamente nell’ospitalità albanese, che passa sempre attraverso la buona tavola

Consigli utili per visitare Tirana 

Per visitare a fondo Tirana, a mio parere, servono due giorni pieni, o tre giorni se volete avere la possibilità di visitare con calma anche i musei. Portate scarpe comode perché bisogna camminare tanto, soprattutto se decidete di andare a vedere il Bunk’Art: le distanze possono essere notevoli e starete molto in piedi. 

Se invece avete poco tempo, consiglio di concentrare la visita nel centro storico, in quanto lì sono racchiusi i principali monumenti ed è una zona molto piacevole per passeggiare. In questo modo riuscirete a vedere l’anima della città anche in un solo weekend

Il periodo migliore per visitare Tirana è sicuramente la primavera o l’autunno. D’estate le temperature sono alte e il clima è piuttosto afoso, mentre d’inverno può fare molto freddo. In primavera e in autunno, invece, le temperature sono miti ed è davvero piacevole passeggiare tra le vie colorate della capitale. 

Conclusione 

Tirana è una città che a prima vista può sembrare avere poco da offrire, può sembrare confusionaria e trafficata, tuttavia non deve essere considerata solo una città di passaggio. A mio parere è proprio da qua che si comprende una parte della storia albanese.

Ammetto di averla vista un po’ di sfuggita, ma nel mio prossimo futuro vorrò sicuramente scoprire meglio gli angoli nascosti e i musei che mi sono persa. 

Il mio viaggio risale al 2023, ma alcune cose non sono cambiate. Tirana può sembrare austera, soprattutto per questa architettura sovietica, ma basta cercare il colore per apprezzarne la città e le persone. È una capitale sospesa tra il suo passato comunista e una nuova identità europea, un contrasto che la rende affascinante e viva. 

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