Casablanca: cosa vedere tra piazza centrale, moschea e Corniche
Introduzione
Casablanca si discosta completamente dall’immaginario delle medine marocchine. È una città moderna e caotica, ma la bellezza dell’oceano la avvolge.
La mia tappa principale è stata la moschea, cuore del mio itinerario. Speravo di gestire meglio le ore a disposizione, ma purtroppo non è andata così.
Nonostante il poco tempo, ho creato un mini itinerario per portarvi con me e scopriremo insieme alcune tappe fondamentali della città.
Ecco dunque cosa vedere a Casablanca attraverso questo breve ma intenso “antipasto” del mio viaggio.
La piazza principale: il cuore amministrativo della città
Place Mohammed V
La prima tappa a Casablanca è Place Mohammed V, una piazza contornata da architettura coloniale e imponenti edifici istituzionali. Si possono ammirare il Palazzo di Giustizia, la Banca del Marocco e la Prefettura, caratterizzata dalla sua iconica torre dell’orologio. Quel che salta più all’occhio è la fontana centrale, che regala un aspetto di magnificenza a tutto lo spazio circostante.
Alle 11 del mattino la vita scorre frenetica tra persone che passeggiano, taxi e tantissimi piccioni. Questa scena mi ha ricordato molto la Milano degli anni ’80, con i volatili che occupavano costantemente Piazza Duomo. In questo caos totale, tra macchine e clacson strombazzanti, ho colto finalmente la vera quotidianità di Casablanca.
La piazza fu progettata dall’architetto francese Henri Prost intorno al 1920 ed è ancora oggi il cuore pulsante della Ville Nouvelle. Gli edifici sono costruiti nel particolare stile moresco. Questa corrente mescola l’architettura coloniale francese con i decori tradizionali marocchini, rendendo queste strutture uniche al mondo.
Moschea Hassan II: il simbolo di Casablanca
Una moschea sospesa sull’oceano

La Moschea Hassan II è l’unica moschea visitabile dell’intero Marocco. È particolare perché è stata costruita ai piedi dell’oceano su una piattaforma artificiale sull’Oceano Atlantico. Come citò il Re Hassan II, voleva che il trono di Dio fosse sull’acqua; questa frase è ispirata ad un versetto del Corano.
Arrivando alla moschea si viene subito colpiti dal minareto. È incredibile sentirsi così piccoli dinanzi ad un’opera così imponente, infatti è alto 210 metri e un laser proietta un raggio di 30 km verso la Mecca, fungendo così da faro spirituale.
La moschea fu costruita da 10.000 artigiani utilizzando il marmo di Agadir, il granito di Tafraoute e il legno di cedro del Medio Atlante. Una delle caratteristiche fondamentali è il tetto apribile, che viene messo in funzione quando la moschea è piena.
La moschea è immensa, può ospitare fino a 25.000 fedeli e ci si sente veramente piccoli appena varcata la soglia. All’interno tutto è solenne: i lampadari la illuminano e il tappeto rosso regala un’aria maestosa. Il legno dà eleganza e il marmo dà freschezza.
Oltre la soglia: il cuore della preghiera e il canto dell’oceano
All’interno si può accedere mediante visita guidata. La guida in italiano era bravissima e descrive perfettamente sia la storia che come funziona il rituale della preghiera. Ci tenevo in modo particolare per poter capire e apprendere qualcosa di diverso dalla mia cultura.
La visita si sviluppa nell’area dove viene effettuata la preghiera e successivamente dove c’è l’abluzione, ovvero dove c’è il lavaggio dei piedi necessario per poter pregare. La visita dura circa mezz’ora; è possibile scattare foto ma non perdetevi la spiegazione.
Dopo la visita agli interni ammirate l’esterno nella sua imponenza. Fermatevi ad ammirare i dettagli, i decori e il minareto, ascoltando nel mentre il rumore delle onde che si infrangono contro gli scogli. Penso sia uno dei posti più poetici visti in tutto il Marocco.
Visitare la moschea: informazioni pratiche
Come dicevo, la Moschea Hassan II è una delle poche moschee del Marocco aperte ai non musulmani. L’ingresso è possibile soltanto con visite guidate ufficiali disponibili in varie lingue tra cui l’italiano. È necessario acquistare il biglietto al museo situato poco prima della grande spianata.
Mi raccomando, non arrivate a ridosso dell’orario della visita perché la fila è lunga e rischiate di fare tardi. Considerate un bel po’ di anticipo: io mi sono messa in fila circa 20 minuti prima e c’era tanta coda. Sono riuscita a passare avanti perché ho pagato in contanti.
Fatto il biglietto, vi consiglio di vedere il piccolo museo fino all’orario della visita. Per entrare servono abiti decorosi, quindi spalle e ginocchia coperte. Ricordatevi che bisogna togliersi le scarpe all’ingresso; per questo vengono forniti i sacchetti appositi dove riporle.
La Corniche: Casablanca vista mare
Corniche Ain Diab
La Corniche rappresenta il lungomare di Casablanca. È un luogo pieno di locali che costeggiano la costa, dove le onde dell’oceano si sentono in lontananza mentre si avvicinano al nostro sguardo. La passeggiata è ampia ed è piacevole camminare accarezzati dal vento.
Inoltre, il blu intenso del mare si scontra visivamente contro gli edifici moderni degli hotel nelle vicinanze. Io ho preferito camminare per godermi il panorama, ma è molto piacevole anche fermarsi in uno dei locali per sorseggiare un caffè o un tè alla menta.
È il posto perfetto per godersi un momento lento, magari aspettando il tramonto. Il contrasto tra la città moderna e la forza dell’oceano regala una prospettiva diversa su Casablanca, lontana dal traffico del centro amministrativo.
Casablanca in poche ore: il mio itinerario
Il mio itinerario a Casablanca si è svolto in modo non lineare durante la giornata. Appena arrivata in macchina, sono andata subito a vedere la piazza principale, per poi spostarmi verso la Moschea Hassan II. Queste tappe hanno richiesto circa tre ore, includendo il tempo per il pranzo.
Il pomeriggio, dopo essermi sistemata in hotel, ho voluto fare una passeggiata sulla Corniche per godermi il paesaggio e il mare. Per seguire questo percorso è necessaria una giornata abbondante, ma se volete visitare la città nella sua interezza, vi consiglierei un giorno pieno o meglio due.
Se dovessi suggerirvi un ordine, iniziate presto dalla Moschea per evitare le code, proseguite verso Place Mohammed V e godetevi il tramonto sul lungomare. Questo “antipasto” vi permetterà di cogliere l’anima moderna e caotica della città prima di ripartire.
Dove mangiare a casablanca
Per il vostro pranzo a Casablanca, vi consiglio Chez Reda Café & Grillades. È un piccolo bistrot che serve pietanze tipiche marocchine ed è situato in una posizione strategica, essendo veramente vicino alla Moschea Hassan II. In poco tempo sarete pronti per la vostra visita.
Offrono dei menù turistici a base di insalata, piatto principale e dolce a prezzi vari. Noi abbiamo scelto gli spiedini di pollo, che erano molto buoni e cotti bene. Se capitate di venerdì, ricordate che servono anche il tradizionale couscous.
È il posto ideale per una sosta veloce ma autentica. Mangiare qui vi permette di ottimizzare i tempi del vostro itinerario a Casablanca, godendovi i sapori locali senza allontanarvi troppo dal cuore monumentale della città.
Dove dormire a Casablanca
Per il mio soggiorno a Casablanca ho scelto l’Hotel Val d’Anfa, situato proprio sul lungomare della città. Non si tratta di un Riad o di un Dars, ma di un hotel in stile europeo dotato di tutti i servizi, inclusi un ristorante, un centro benessere e l’ascensore.
Quest’ultimo dettaglio lo rende molto comodo per chi ha problemi di mobilità. La stanza era molto grande con un letto comodo e un bagno veramente gigantesco, dove ho trovato con sorpresa anche il bidet. La cucina è di tipo continentale e l’hotel è adatto a ogni tipo di clientela.
Avendo scelto la mezza pensione, la cena comprendeva un antipasto, un piatto principale e il dolce. La qualità era mediamente buona per una struttura di queste dimensioni. La colazione continentale è invece ottima e abbondante, con crepes e uova preparate al momento.
Impressioni finali su Casablanca
Perché visitare Casablanca? È una città a metà tra una metropoli moderna e una capitale europea, completamente diversa dall’immaginario collettivo del Marocco. Ci permette di avere uno sguardo nuovo e di valutare il Paese con un occhio più vicino alla nostra quotidianità.
La Moschea Hassan II è qualcosa di veramente imperdibile. Sicuramente in futuro tornerò per poter osservare meglio l’architettura moresca e per apprezzare quei dettagli che, per mancanza di tempo, non sono riuscita a godermi appieno durante questa breve visita.
Inoltre, la città ha un fascino che mi intriga moltissimo: vedere le onde che si infrangono sugli scogli è sempre poetico. Se questo articolo vi è piaciuto, continuate a seguirmi qui sul blog e su Instagram per i prossimi racconti di viaggio!