Resto del mondo

2 Giorni a Marrakech: Guida Completa per Scoprire la Città in 48 Ore 

Motorini squillanti che intralciano il passaggio, torri di colori e spezie che ti investono con il loro profumo, souk coloratissimi pieni di ogni tipo di merce: questa è Marrakech. 
In questo racconto vi porto con me alla scoperta di Marrakech in due giorni e mezzo, tra caos, fascino e angoli di pace inaspettata. 

Marrakech è stata il punto di partenza e anche la conclusione del mio tour in Marocco: una città che ti spiazza appena arrivi, ma che poi sa farsi voler bene. 

Se avete poco tempo a disposizione, questa guida pratica vi aiuterà a vivere Marrakech intensamente, tra cultura, sapori e scorci autentici. 

Cominciamo questo affascinante tour? 

Giorno 1 – Immersione nella Medina 

Arrivo a Marrakech 

Sveglia a notte fonda per prendere il volo da Milano verso Marrakech. 
L’umore è un po’ altalenante: è la mia prima volta fuori dall’Europa e non so ancora se questa terra entrerà nel mio cuore. 

Dopo quattro ore di viaggio atterriamo all’aeroporto di Marrakech Menara. Dopo aver ritirato i bagagli e acquistato una SIM locale, troviamo Hamid, troviamo Hamid, il driver che mi sopporterà per ben 15 giorni, ad aspettarci. 

Dal finestrino dell’auto vedo un susseguirsi di tonalità ocra, motorini e vita: Marrakech è caotica, ma incredibilmente viva. 

Il mio viaggio comincia con una visita guidata della Medina insieme a Noureddine, che mi aiuta a orientarmi tra i vicoli labirintici del centro storico. 

Mattina: tra Tombe Saadiane e Palazzo El Bahia 

Tombe Saadiane 

Il primo monumento che visitiamo sono le Tombe Saadiane, risalenti alla fine del XVI secolo. 
All’interno di un giardino chiuso si trovano oltre 100 tombe decorate con mosaici colorati, dove riposano servitori e guerrieri della dinastia saadiana. 

Il fulcro del complesso è il mausoleo principale, che ospita le spoglie del sultano Ahmad al-Mansur e della sua famiglia. 
La stanza più famosa è quella delle dodici colonne in marmo di Carrara, davvero meravigliosa — anche se si può solo sbirciare dall’ingresso. 

Marrakech - tombe saadiane


Il biglietto d’ingresso oggi costa 100 dirham. 

Palazzo El Bahia 

Proseguendo l’itinerario raggiungiamo il maestoso Palazzo El Bahia, forse il più iconico di Marrakech. 

Anche qui l’ingresso costa 100 dirham (io ci sono tornata due volte!) e consiglio di visitarlo la mattina presto, altrimenti vi ritroverete sommersi da orde di turisti e guide. 
La prima volta l’ho visitato troppo velocemente, spostandomi di continuo; la seconda, invece, ho potuto godermi i dettagli, i soffitti e le decorazioni con calma. 

Il palazzo, costruito in oltre un decennio e completato sotto il sultano Abdelaziz Si Moussa, conta 150 stanze, quasi tutte vuote ma splendidamente decorate. 
Osservate i soffitti, i pavimenti e le pareti: valgono da soli il prezzo del biglietto. 
Noterete anche le stanze delle quattro spose e le ventiquattro concubine di Abu Bou Ahmed, e non perdetevi la stanza della favorita, un vero salotto tradizionale marocchino. 

Pausa pranzo 

Per pranzo ci fermiamo al Café Bistro Laksour, dove assaggiamo due tajine: 
una con kebab (diverso da quello che immaginiamo noi, più simile a uno spezzatino) e una con polpette di kofta e uovo. 
Dopo una mattinata intensa, era proprio quello che ci voleva. 

Pomeriggio: tra piazze e souk 

Dopo pranzo attraversiamo la famosissima e caotica piazza Jemaa el-Fna, dove si incontrano chioschi di frutta, incantatori di serpenti, domatori di scimmiette e donne che ti propongono treccine o henné. 

Se leggerete questo articolo, vi prego di scoraggiare queste pratiche sugli animali: non sono tenuti in buone condizioni, e spesso anche solo uno sguardo o una foto comportano la richiesta di una mancia. 
Ci sono cose molto più autentiche e belle da scoprire a Marrakech. 

Fate anche attenzione alle donne dell’henné: attraversare la piazza può essere stressante, anche se resta uno dei luoghi più vivi e iconici della città. 

La Moschea della Koutoubia 

Proseguiamo verso il minareto della Koutoubia, considerato il “tetto di Marrakech”. 
Con i suoi 69 metri d’altezza e il colore caldo dell’arenaria rosata, è visibile da ogni angolo della città. 
Fu costruito nel 1141 per volere del califfo almohade Abd al-Mu’min. 

Purtroppo, le moschee del Marocco non sono visitabili dai non musulmani, tranne quella di Casablanca, ma ammirarla dall’esterno vale comunque la pena. 

Non perdetevi poi le basi sulle quali era stata costruita la vecchia moschea, un salto nella storia che vale la pena visitare. 

Il Quartiere Ebraico (Mellah) 

Subito prima del quartiere ebraico si trova Place des Ferblantiers, una piazza scenografica decorata con palme e lampade artigianali. 
Il nome deriva dagli artigiani che lavorano il ferro e producono le tipiche lampade marocchine. 
Intorno troverete negozi di spezie, oggetti d’artigianato, e vari caffè perfetti per una pausa con thé alla menta. 

Da qui ci addentriamo nel Mellah, il quartiere ebraico. 
Anche questo souk è caotico e pieno di vita: bisogna sempre fare attenzione ai motorini che sfrecciano ovunque. 

Mi lascio trascinare tra i vicoli, anche se qui è facile cadere in qualche piccolo tranello turistico: un venditore potrebbe dirvi che “oggi è l’unico giorno di apertura del mercato delle spezie” — in realtà non è vero, ma capita spesso di sentirlo. 
Anch’io ci sono cascata e mi sono ritrovata con qualche spezia di troppo, ma tutto sommato fa parte dell’esperienza! 

Nonostante questo, il Mellah è uno dei quartieri che mi è piaciuto di più: più tranquillo, autentico e vivibile. 

La Sinagoga Lazama 

Merita una visita la Sinagoga Lazama, una delle più antiche del Marocco. 
Il biglietto costa circa 30 dirham. L’interno è piccolo ma molto curato, decorato nei toni del blu con un giardino centrale davvero grazioso. 

Marrakech - giardino sinagoga


Salite al piano superiore per vedere la zona riservata alle donne: è una visita breve ma interessante, un luogo di grande valore storico. 

Museo dell’Arte Culinaria Marocchina 

Poco distante si trova il Museo dell’Arte Culinaria Marocchina, ospitato in un elegante riad. 
Il percorso si snoda tra pannelli esplicativi sulle ricette tradizionali, strumenti tipici e una sezione dedicata alle spezie. 
C’è anche la ricostruzione di un salotto marocchino, dove si può osservare la ritualità del tè alla menta. 

L’ingresso è gratuito e, se avete tempo, organizzano anche corsi di cucina (io purtroppo non sono riuscita a partecipare). 
Il giardino interno con la fontana centrale è un piccolo angolo di pace nel cuore della città. 

Souk Semmarine e cena da Al Khayma 

La giornata prosegue tra i vicoli del Souk Semmarine, forse il più famoso della Medina. 
È un labirinto di colori, stoffe, profumi e voci, dove è impossibile non perdersi. 
Camminare senza meta è il modo migliore per viverlo. 

A fine giornata ceniamo da Al Khayma, un ristorante accogliente dove assaggio una deliziosa zaalouk (purea di melanzane e pomodoro) e una tanjia marrakchia, lo spezzatino di carne tipico cotto in anfore di terracotta con spezie, limone e olive. 
Un connubio di profumi e sapori autentici. 

Sera: la magia di Jemaa el-Fna 

Dopo cena torniamo in piazza Jemaa el-Fna, completamente trasformata: 
gli incantatori e i venditori lasciano spazio a decine di banchetti di street food, suonatori e cantastorie. 
L’atmosfera è elettrica, piena di energia e di vita. 

È uno spettacolo unico, da vivere almeno una volta nella vita — anche solo per guardare, respirare e lasciarsi travolgere dal ritmo di Marrakech. 

E’ stata una giornata intensa, piena di scoperte ed emozioni, il mio riad mi attende per accompagnarmi da Morfeo. 

Giorno 2: Marrakech tra cultura e natura 

È stata una giornata intensa, piena di scoperte ed emozioni. Il mio riad mi attende per accompagnarmi da Morfeo. 

Mattina: tra Giardini Majorelle e Jardin Secret 

Il mattino seguente, dopo un’abbondante colazione tipica marocchina a base di té alla menta, m’smen e olive, mi preparo per un’altra giornata intensa. 

Decido di prendere un taxi per raggiungere i Giardini Majorelle (altra fregatura!) dove avevo prenotato l’ingresso online — biglietto 170 dirham. 
I giardini si trovano nella zona di Gueliz, quindi distanti dalla medina. 
All’ingresso vengo proiettata in un’oasi verde piena di piante esotiche e cactus, e i celebri colori blu Majorelle e giallo intenso solleticano davvero gli occhi. 

Marrakech - Jardins Majorelle

Nel complesso ci sono anche il Museo Yves Saint Laurent e il Musée Pierre Bergé des Arts Berbères, che per questa volta ho deciso di non visitare. 

Dopo la visita decido di tornare verso la medina a piedi: in circa mezz’ora arrivo in centro. Camminando ancora un po’, mi dirigo verso i Jardin Secret (ingresso 100 dirham), un’altra oasi di pace dove si può ammirare il sistema di irrigazione tradizionale arabo. 
Mi godo il fresco regalato dalle piante e ne approfitto per pranzare nel caffè interno: brochettes di pollo con vista sui giardini. 

Pomeriggio: tra profumi, arte e storia 

Dopo la pausa è il momento di esplorare i souk e alcuni musei. 
La cosa più bella di Marrakech è camminare senza meta nella sua medina: ci si ritrova da un souk all’altro, senza un percorso preciso. L’importante è solo ricordarsi come tornare al proprio riad! 

Dopo pranzo visito un piccolo museo poco conosciuto ma molto interessante: il Museo del Profumo (biglietto 50 dirham). 
Il Marocco ha profumi inconfondibili, e questo museo li racconta in modo sensoriale e poetico. 

L’esposizione si snoda attraverso diverse sale: 

  • la sala dell’argan, dove si spiega la pianta e il suo processo di lavorazione; 
  • la sala della rosa, con un grande alambicco; 
  • la sala dei sette profumi essenziali del Marocco, esperienziale, dove è possibile sentire le essenze attraverso speciali lampade. 

Al piano inferiore si trovano vasi con erbe e spezie usate in profumeria e, in chiusura, una sezione dedicata ai profumi realizzati con essenze marocchine. 
È anche possibile (a pagamento) creare un profumo personalizzato. 
Per me, che amo spezie e aromi, è stata una visita interessante e sensoriale, ben spesa! 

Uscendo da questo piccolo mondo profumato, arrivo davanti alla Qoubba Almoravide, l’unico esempio di architettura almoravide rimasto in città. 
Mi accontento di ammirarla da fuori — l’ingresso costa 100 dirham — ma colpisce subito per l’eleganza della cupola e dei merli. 

Proseguo verso la Medersa Ben Youssef, la scuola coranica più famosa di Marrakech (ingresso 50 dirham). 
Il palazzo è uno dei simboli della città: un cortile con una fontana centrale, stanze ai piani superiori e decorazioni geometriche che raccontano un mondo lontano. 

Marrakech - Medersa Ben Yousef


Purtroppo le stanze sono vuote, ma basta un po’ di immaginazione per percepirne la spiritualità e il brusio degli studenti alle prese con lo studio. 

Il Dar El Bacha: museo delle confluenze e caffè più bello di Marrakech 

Ultima tappa del giorno: il Dar El Bacha – Musée des Confluences (ingresso 60 dirham), appena fuori dalla medina. 
Il museo raccoglie reperti di arte islamica, precolombiana e africana, oltre a una collezione dedicata alla tradizione marocchina. 
Le stanze e gli arredi sono splendidi, e il giardino interno con le colonne intagliate è semplicemente magnifico. 

All’interno si trova anche il Café Bacha Coffee, specializzato in miscele da tutto il mondo. 
È necessaria la prenotazione — purtroppo non sono riuscita a fermarmi, ma lo metto nella lista per la prossima volta! 

Il palazzo fu costruito intorno al 1910 per Thami El Glaoui, pascià di Marrakech dal 1907 al 1956. 
Con questa visita si conclude il mio secondo giorno a Marrakech, tra cultura, arte e profumi. 

Souk da non perdere a Marrakech 

Nei giorni seguenti, prima della partenza, ho approfittato per tornare a Palazzo El Bahia e per perdermi ancora nei souk più iconici di Marrakech. 

Camminare tra i vicoli della medina è come entrare in un labirinto di profumi, rumori e colori: ogni svolta nasconde un nuovo mondo. 

1 – Souk Semmarine 

È il più turistico, ma anche uno dei più rappresentativi. 

Qui si trova davvero di tutto: ceramiche, tessuti, babouches, gioielli artigianali e tanto altro. 

Anche se affollato, resta un luogo imprescindibile per chi desidera respirare la vera atmosfera dei mercati marocchini. 

2 – Souk Ableuh 

Qui regnano olive, spezie e aromi. 

Perdetevi tra montagne di cumino, curcuma e paprika, osservate i sacchi colorati e respirate i profumi intensi. 

Le olive – dolci, al forno o condite con harissa – sono un antipasto tipico offerto nei ristoranti marocchini: impossibile resistere! 

3 – Souk Kchacha 

Un piccolo paradiso per chi ama la frutta secca: fichi, datteri e mandorle di ogni tipo. 

Difficile non cedere alla tentazione di assaggiarne qualcuno! 

4 – Souk Haddadine 

Il suono dei martelli sul ferro annuncia che siete arrivati nel souk dei fabbri e artigiani del metallo. 

Qui si trovano oggetti in ferro battuto e soprattutto le lampade marocchine, splendide e dal fascino orientale. 

5 – Souk Siyyaghin 

Il souk dei gioielli: anelli, collane e bracciali in stile berbero e tribale. 

Io non ho resistito alla tentazione di fotografarne qualcuno – semplici ma bellissimi, perfetti come souvenir. 

6 – Souk Chouari 

Qui i protagonisti sono legno e vimini. 

Tra i profumi di cera e legno vedrete artigiani intenti a lavorare cesti, mobili e piccoli oggetti decorativi. 

7 – Souk Seffarine 

Il mercato del rame e dell’ottone. 

Le luci si riflettono sui vassoi e sulle teiere esposte, creando un’atmosfera calda e avvolgente. 

Un luogo perfetto per chi ama la fotografia e i dettagli. 

8 – Souk Fekharine 

Il regno della ceramica marocchina. 

Tra le botteghe si trovano infinite varietà di tajine, perfette per ricreare i sapori del Marocco una volta tornati a casa. 

9 – Souk Sabbaghine 

Il souk dei tintori è uno degli angoli più fotogenici e autentici della città. 

Sono finita qui quasi per caso e sono rimasta incantata dai fili di lana appesi, che vanno dal rosso al blu più intenso. 

10 – Souk Smata 

Questo souk è dedicato a ciabatte e cinture. 

Le babouches colorate sono un classico intramontabile: un souvenir irresistibile da mettere in valigia. 

11 – Souk Attarine 

Un souk misto, dove però le spezie rubano la scena. 

Preparati a un’esplosione di profumi e colori! 

12 – Souk Kimakhin 

Il souk degli strumenti a corda: un luogo insolito, dove la musica tradizionale marocchina sembra riecheggiare in ogni angolo. 

13 – Souk El-Bradiia 

Qui le protagoniste sono le anfore, simbolo dell’artigianato marocchino più autentico. 

14 – Souk El-Btna 

Il regno di pelli e pellami. 

L’odore può essere un po’ intenso, ma fa parte dell’esperienza: rappresenta la parte più vera del lavoro artigianale. 

15 – Souk Zrabi 

Il souk dei tappeti, tra i più celebri del Marocco. 

Troverete tappeti berberi e marocchini di ogni misura e colore: un tripudio di geometrie e trame che raccontano la storia del Paese. 

Dove mangiare a Marrakech 

Durante le mie quattro sere a Marrakech ho provato diversi ristoranti, ognuno con la propria anima. 

Ecco dove consiglio di fermarvi: 

  • Café Bistro Laksour – Due tajine: una con kebab (simile a uno spezzatino) e una con kofta e uovo. Sapori autentici e porzioni generose. 
  • Al Khayma – Iniziamo con i briouates (triangolini di pasta phyllo vegetariani, di carne e di formaggio), zaalouk e la tanjia marrakchia, uno spezzatino cotto in anfora. Chiudo in dolcezza con la pastilla dolce, un’esplosione di contrasti. 
  • Dar Chef – Cena più elegante, con harira e mrouzia, una tajine di carne con cipolle caramellate, uvetta e mandorle. Concludo con una selezione di biscotti marocchini e l’immancabile tè alla menta. 
  • Dar Tuareg – Qui ho provato l’harira con datteri e la pastilla di pollo: sapori dolci e salati perfettamente bilanciati. 
  • Le Cuisine du Terroir – Nel cuore del centro: un cous cous di pollo ben speziato e abbondante. 

Dove dormire a Marrakech 

In queste sere ho alloggiato in due riad, vere oasi di pace lontane dal caos della medina. 

Dar Silsila – Piccolo, accogliente e in posizione centrale. 
Un angolo di paradiso dove rigenerarsi prima di tuffarsi nel trambusto della città. 

Riad Bahia Salam – Vicino a piazza Jemaa el-Fna e al quartiere ebraico. 
Un hotel più grande, con una splendida terrazza. (Non ho provato la spa). 

Entrambi gli hotel sono in una posizione comoda per esplorare Marrakech: li ho trovati molto puliti e con un servizio gentile.

Conclusione 

Come dicevo all’inizio, non sapevo se Marrakech avrebbe conquistato il mio cuore. 
È una città piena di contrasti e di contraddizioni — e forse proprio per questo mi sono capitate anche le maggiori fregature. Tuttavia, è anche una città affascinante, viva e autentica. 
Le persone sono meravigliose, e i luoghi che ho preferito sono proprio quelli meno turistici, dove si respira la vera essenza marocchina. 

Marrakech ti entra nell’anima: so che tornerò, per assaporarne ancora l’atmosfera. 

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