Degustazioni

Degustazione del Gavi DOCG La Cedraia: un sorso di autenticità piemontese 

Tempo d’autunno, la stagione del tartufo è iniziata e io ho voglia di preparare un piatto di pasta fresca con il re dei boschi. Ma cosa abbinarci? Cerco nella mia cantina e trovo un Gavi DOCG di La Cedraia risalente alla mia visita in cantina di agosto, potrebbe essere perfetto per accompagnare il mio piatto! 

Il Gavi DOCG e il vitigno Cortese: storia, tipologie e caratteristiche 

La denominazione Gavi DOCG è stata istituita nel 1998, mentre la DOC risale al 1974. Entrambe sono basate sul vitigno Cortese. 

Il Gavi può essere prodotto nelle versioni tranquillo, frizzante e spumante, e nelle tipologie riserva e riserva spumante metodo classico. 

È classificato come riserva quando l’invecchiamento è di 12 mesi, di cui almeno 6 in bottiglia. La riserva spumante metodo classico richiede invece un affinamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 18 sui lieviti. 

Il vitigno Cortese è un’uva a bacca bianca autoctona del Piemonte, coltivata principalmente nella zona di Alessandria, Ovada e sui Colli Tortonesi. 

La vite ha foglia media, pentagonale e pentalobata, e un grappolo medio, spargolo e piramidale. 

Gli acini sono medio-grandi, di forma ellissoidale, con buccia sottile e pruinosa di colore verde-giallo. 

Il Cortese si distingue per la sua grande acidità, un tenore alcolico medio e una buona aromaticità. 

La Cedraia: una piccola cantina tra le colline del Gavi DOCG 

La Cedraia Winery è situata tra le colline di Novi Ligure e Gavi, territorio famoso per la produzione del Gavi DOCG. Si estende su una superficie di quasi 3 ettari, metà dei quali coltivati a vigneto. 

L’azienda vinicola nasce per volontà dell’imprenditore Marco Cremonini che, nel corso del tempo, ha recuperato la casa e i terreni di proprietà andati persi a metà degli anni ‘60. 

I terreni, costituiti da marne argillose grigio-giallastre, compatte e profonde, sono ideali per la coltivazione del vitigno Cortese, fulcro della produzione di questa piccola azienda vitivinicola. 

L’azienda è molto attenta alla sostenibilità, che applica in tutte le fasi della produzione, e alla valorizzazione del territorio. 

Un calice di Gavi, un ricordo sul palato 

Gavi DOCG La Cedraia

Il Gavi della selezione si presenta con un colore giallo paglierino intenso, impreziosito da riflessi dorati che ricordano il sole splendente durante la mia visita sul territorio. 

Al naso si susseguono profumi estivi di fiori gialli, glicine e fieno, seguiti da sentori di pesca gialla matura, mela succosa e note agrumate di limone che donano vivacità all’insieme. La mineralità aggiunge una nota molto divertente al vino. 

Al palato si rivela un vino caldo e morbido, equilibrato da una fresca acidità e da una leggera sapidità che ne esaltano la struttura. 

Servito alla giusta temperatura, intorno ai 10-12 °C, questo Gavi mostra un corpo medio e un’eleganza armonica, che lo rendono perfetto per accompagnare piatti delicati ma intensi, come le tagliatelle al tartufo. 

In retrolfattiva è persistente, con un ritorno piacevole della nota agrumata. 

Dalla vigna al piatto: abbinamenti con il Gavi 

Io ho scelto di abbinarlo a delle tagliatelle al tartufo e a delle linguine alla bottarga. Ottimo anche con il vitello tonnato. 

Conclusione 

Il Gavi degustato si è rivelato un ottimo compagno per piatti del territorio e ricette sapide, grazie alla sua mineralità e freschezza. 

Un vino forse finito un po’ in ombra, ma che vale la pena riscoprire: nel calice racconta ancora molto. 

Ti è piaciuto questo viaggio tra le colline del Gavi? Scopri anche la mia degustazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG.