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Biella Piano: il mio itinerario tra storia, lanifici e pause golose 

Biella è un piccolo capoluogo piemontese incastonato tra le Alpi e le colline, storicamente noto per l’industria tessile e il suo legame con il mondo della moda. Nonostante non sia molto conosciuta né particolarmente turistica, è proprio in questo che risiede il suo fascino: tra le sue vie si nascondono angoli silenziosi, palazzi eleganti e storie tutte da scoprire. 

Avevo visto che c’era una mostra di Steve McCurry, uno dei miei fotografi preferiti, e non ho saputo resistere. Ho acquistato i biglietti e da lì è nata l’idea di visitare questa incantevole cittadina. 

Non mi ero nemmeno resa conto di aver prenotato proprio durante le Giornate FAI di Primavera: una coincidenza fortunata che mi ha permesso di accedere a luoghi normalmente chiusi al pubblico. Un’opportunità unica per conoscere il lato più autentico e nascosto di Biella. 

In questo articolo vi porto con me tra lanifici storici, musei sorprendenti, chiese eleganti e pause golose. Ecco la mia guida di viaggio a Biella. 

Come arrivare a Biella 

Biella è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno, ed è una meta perfetta per un weekend lento tra cultura e natura. 

  • In auto: circa 1 ora e 15 minuti da Torino, un’ora e mezza da Milano. 
  • In treno: servita da treni regionali con collegamenti da Santhià e Novara. 
  • Parcheggi e trasporti locali: parcheggi gratuiti e a pagamento in centro. I mezzi pubblici collegano bene Biella Piano e Biella Piazzo, ma è piacevole anche girare a piedi. 

Cosa vedere a Biella Piano in un giorno: il mio itinerario 

Biella e i suoi lanifici storici sul torrente Cervo 

La mia visita è iniziata lungo il torrente Cervo, dove si affacciano gli antichi lanifici, testimoni silenziosi di un glorioso passato industriale. Le facciate austere, i mattoni a vista e le finestre ordinate raccontano di fatica, ingegno e di una città cresciuta al ritmo dei telai. 

Lanifici Biella

Tra gli edifici spicca l’ex Lanificio Maurizio Sella, fondato nel 1835, che univa l’antica cartiera Mondella del Cinquecento e un filatoio da seta del Seicento appartenuto al Santuario di Oropa. Il fabbricato della tessitura, risalente al 1867, si sviluppa su cinque piani con ben 87 finestre affacciate tra fiume e strada. Oggi ospita uffici e mostre temporanee, mantenendo intatto il suo fascino industriale. 

Passeggiata nel centro storico di Biella Piano 

Dopo questa breve sosta, ho lasciato la macchina in hotel e ho iniziato a esplorare a piedi Biella Piano, la parte bassa della città. Come a Bergamo, anche qui la città si divide in due livelli: la parte bassa e quella alta. 

Biella Piano mi ha subito conquistata con i suoi eleganti edifici in stile liberty e le strade tranquille, perfette per una passeggiata senza fretta. La mia prima tappa è stata il Campanile di Santo Stefano, ammirabile solo dall’esterno. Questo elegante campanile romanico, risalente all’XI secolo, un tempo svettava sull’antica chiesa demolita nel 1872. I suoi nove piani decorati con monofore e bifore e la cima con piramide ottagonale raccontano storie di secoli passati. 

Duomo di Biella: storia e interni da scoprire 

A pochi passi dal campanile si trova il Duomo di Biella, dedicato a Santo Stefano, patrono della città. Aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00, merita sicuramente una visita. 

Costruito nel 1402 in seguito a un voto alla Madonna di Oropa per la scampata pestilenza del 1399, il Duomo custodisce all’interno affreschi trecenteschi e decorazioni trompe-l’œil nelle tre navate. Particolarmente suggestivo è il portico gotico aggiunto nel 1826, che si integra con grazia nella struttura. 

Il Battistero di San Giovanni Battista 

A pochi passi dal Duomo, sulla destra, si trova il Battistero di San Giovanni Battista, un piccolo gioiello romanico dell’XI secolo costruito su un antico sepolcreto romano. La pianta quadrilatera, le quattro absidi semicircolari, il tiburio ottagonale e il lanternino sulla sommità creano un’atmosfera di armonia sobria e suggestiva. 

Battistero Biella

Sulla facciata si può ammirare un delicato bassorilievo in marmo con due putti, che aggiunge dolcezza a questa struttura austera. Purtroppo era chiuso durante la mia visita, ma il mistero ha reso la scoperta ancora più affascinante, lasciandomi curiosa di tornare. 

La Basilica di San Sebastiano 

La chiesa di San Sebastiano, dal’eleganza sobria e quasi austera, mi ha subito incuriosita durante la pianificazione. Nonostante fossi quasi a ridosso della chiusura mattutina, ho camminato velocemente per poterla visitare. 

Situata in Via Quintino Sella 54-56, accanto al Museo del Territorio con cui condivide un suggestivo chiostro, è aperta dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00. L’interno buio e raccolto, accompagnato dal profumo di incenso, invita al raccoglimento, soprattutto in una giornata di pioggia. 

La basilica, esempio importante del Rinascimento piemontese, commissionata dal nobile Sebastiano Ferrero, ha una pianta latina con tre navate e richiami all’architettura lombarda. Al suo interno si trovano opere come l’Assunzione di Bernardino Lanino e un coro cinquecentesco in legno intarsiato. 

Nonostante la luce fioca, la chiesa trasmette un senso di quiete profonda e bellezza antica, una scoperta intima e preziosa che vale la deviazione. 

Birra e sapori locali: la birreria Elvo 

Biella vanta un’antica tradizione brassicola, con la celebre Menabrea nata proprio qui. Io però volevo scoprire qualcosa di più artigianale e autentico, e ho scelto la birreria Elvo, un locale raccolto e accogliente in Via S. Filippo 17. 

Ho assaggiato la Alterelvo, una rossa in stile Altbier, dal profumo tostato e dal corpo leggero, perfetta per una pausa pranzo rilassante. L’acqua, ingrediente fondamentale della birra, è leggera e fresca, come una nuvola che accompagna il pasto. 

A completare l’esperienza, un tagliere con salumi e formaggi tipici, dai sapori decisi e autentici, con un abbinamento speciale al gorgonzola che mi ha conquistata. 

Visita al MEBO: museo Menabrea-Botalla 

Mebo Biella

Nel pomeriggio mi sono dedicata alla scoperta di Biella Piazzo (ne parlerò in un prossimo articolo) e, tornando a Biella Piano, ho visitato il MEBO, museo dedicato alla storia della birra Menabrea e del formaggio Botalla, due vere istituzioni locali. 

Il museo si sviluppa su due piani: al primo si respira la vita della famiglia Botalla, con la riproduzione di una vecchia stalla, attrezzature casearie e la storia del formaggio Sbirro, nato dalla collaborazione con Menabrea. Al piano inferiore, si esplora il mondo della birra, con antiche tecnologie, registri storici e la storia dell’azienda. 

Immaginare la famiglia Menabrea al lavoro con passione mi ha fatto apprezzare ancora di più questa realtà. Lo sapevate che una donna ha portato avanti l’azienda? Un vero esempio di girl power ante litteram! 

La visita, durata circa un’ora, si è conclusa con l’acquisto di un souvenir: formaggio Sbirro e birra Menabrea, entrambi deliziosi. 

Prodotti tipici di Biella: dolci, formaggi e salumi 

Tornando verso il centro, ho fatto tappa alla pasticceria Messera per gustare i famosi torcetti al burro, una piccola golosità da non perdere. 

Poi una breve sosta alla macelleria per scegliere prodotti tipici da portare con me: la morbida toma del Pollone, il saporito Maccagno e il caratteristico salame ‘d la duja, veri tesori biellesi. 

Per cena sono tornata al Piazzo, all’Osteria Due Cuori, dove ho gustato piatti piemontesi autentici. Racconterò i dettagli nel prossimo articolo dedicato al cibo e ai sapori di Biella. 

Dove dormire a Biella 

Per il mio soggiorno a Biella ho scelto l’Augustus Hotel, un piccolo gioiello nel cuore del centro storico. 

Il personale si è dimostrato sempre gentile e attento, e il comodo parcheggio è stato una grande comodità che mi ha permesso di esplorare la città senza pensieri. 

Non posso non menzionare la colazione, un momento speciale con torcetti fragranti e paste di meliga che sono stati il modo perfetto per iniziare la giornata con dolcezza. 

Perché tornerei a Biella Piano 

Passeggiare tra le vie di Biella Piano mi ha regalato scorci emozionanti e momenti di quiete, di quelli che si assaporano solo quando non si ha fretta. 
Il centro, così raccolto, custodisce monumenti preziosi e angoli capaci di raccontare storie antiche con discrezione. 
Mi piacerebbe tornare per visitare un lanificio ancora attivo e il museo Fila, che purtroppo era chiuso durante la mia visita. 
Nel prossimo articolo vi porterò alla scoperta di Biella Piazzo, tra panorami, palazzi e un fascino che sa di altri tempi. 

Se ami scoprire borghi storici piemontesi, ti consiglio anche il mio articolo su Orta San Giulio, un affascinante borgo sul Lago d’Orta ricco di storia e paesaggi incantevoli.