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Biella Piazzo: alla scoperta del borgo antico tra cultura e meraviglie nascoste

Nel pomeriggio ho voluto esplorare Biella Piazzo, il borgo medievale della città. Si può raggiungere in auto, a piedi oppure con una funicolare panoramica (attiva fino alle 22, con partenze ogni 5 minuti). 

Dopo pranzo ho preso la funicolare per godermi la vista sulla città. Il contrasto con Biella Piano è notevole: qui dominano i vicoli acciottolati, i palazzi storici e l’atmosfera antica. 

Biella Piazzo Funicolare

Grazie alle Giornate FAI di Primavera, ho potuto accedere a luoghi normalmente chiusi al pubblico, iniziando da una delle dimore più affascinanti del borgo. 

Palazzo La Marmora: visita alla storica casa museo 

Palazzo La Marmora Biella Piazzo

La mia prima tappa è stata Palazzo La Marmora (Corso del Piazzo 19), casa museo della famiglia La Marmora. Nonostante i numerosi ampliamenti, ha mantenuto una struttura unitaria e si distingue per la facciata neoclassica. 

Grazie agli apprendisti ciceroni del FAI abbiamo visitato alcune stanze: la Sala del Camino, la Sala dei Castelli, il Salotto Verde, la Sala dell’Alcova e la Sala dei Motti. Un palazzo incredibile: tornerò sicuramente per visitarlo con più calma e ammirarne anche i giardini. 

Il Sudario: la chiesa misteriosa del Piazzo 

Poco distante da Palazzo La Marmora, ho potuto visitare anche il Sudario, una piccola chiesa spoglia ma affascinante, situata tra Palazzo La Marmora e Palazzo Ferrero. Non si sa molto su questo edificio: probabilmente faceva parte del complesso di Palazzo La Marmora. 

Ha pianta quadrata, come anche il presbiterio e l’attuale sacrestia. In alto ci sono due logge da cui i nobili potevano assistere alla messa. Oggi è sconsacrato e privato, ma occasionalmente ospita eventi. 

Chiesa di San Giacomo: gotico e arte sacra a Biella Piazzo

Chiesa di San Giacomo Biella Piazzo

Proseguendo il nostro itinerario a Biella Piazzo, una delle ultime tappe è stata la Chiesa di San Giacomo. L’edificio fu costruito nel XIII secolo in stile gotico, mentre la facciata e il campanile risalgono al secolo successivo. 

Grazie agli Apprendisti Ciceroni, abbiamo avuto la possibilità di visitare l’interno della chiesa, a pianta a croce latina e suddivisa in tre navate separate da pilastri cruciformi. È interessante notare come, osservandola in prospettiva, la chiesa appaia leggermente inclinata. 

All’interno si conservano diverse opere di grande valore artistico. Tra le più rilevanti segnaliamo il coro ligneo intagliato (1697-1698), il trittico quattrocentesco attribuito a Daniele de Bosis — con la Madonna col Bambino, i Santi Gottardo e Giacomo, e il donatore Giacomo Dal Pozzo — e il Battistero barocco. 

Abbiamo anche avuto modo di visitare la cripta, piccola ma suggestiva: qui si possono osservare le fondamenta dei pilastri, che aggiungono ulteriore fascino al luogo. 

Porta della Torrazza: ingresso regale al borgo medievale 

Dopo aver visitato questi luoghi carichi di storia, lascio il Piazzo per tornare verso Biella Piano. Nonostante la pioggia, decido di camminare fino alla prossima tappa. Attraverso la Porta della Torrazza, che spicca subito per i suoi mattoni rossi a vista. 

Fu costruita nel 1780 in occasione della visita a Biella e al Santuario di Oropa del re Vittorio Amedeo III e della regina Maria Antonia Ferdinanda di Spagna, in sostituzione di una porta medievale preesistente. 

Mostra di Steve McCurry a Biella: emozione e fotografia 

Il giorno seguente, la mattina sono carica: finalmente andrò a vedere la mostra di Steve McCurry. Sono proprio emozionata! 

La mostra inizia a Palazzo Gromo Losa. Fin dai primi scatti mi sento proiettata in un mondo di immagini potenti, capaci di emozionarmi profondamente. Inutile dirlo: mi sono commossa. Le lacrime, stavolta, non sono riuscita a trattenerle. 

Terminata la prima parte della mostra, mi prendo un momento per ammirare i giardini all’italiana del palazzo, con le magnolie in fiore. Il giardino è celebre soprattutto per la fioritura delle rose: da maggio a novembre regala uno spettacolo straordinario. 

Biella Piazzo Palazzo Gromo Losa

Proseguo la visita a Palazzo Ferrero, costruito tra il XV e il XVI secolo dalla famiglia omonima. Dal 1833 passa ai La Marmora, e da lì inizia una nuova fase, con un cambio di destinazione d’uso. 

Prima di entrare mi concedo un caffè e un mucroncino al Caffè Deiro, una coccola perfetta. All’ingresso mi fermo a osservare i soffitti affrescati, poi continuo la mostra, che qui è dedicata alle “Icons”. 

Alcune immagini sono così potenti da lasciarmi senza parole. Le guardo sempre con ammirazione, chiedendomi se un giorno riuscirò a scattare una foto che si avvicini, anche solo per un micromillimetro, alla grandezza delle sue. 

Steve McCurry riesce a far viaggiare chi guarda le sue fotografie, portando con eleganza e delicatezza momenti difficili vissuti dalle persone ritratte — un talento raro, poco comune ad altri fotografi. 

Dopo la mostra è tempo di pranzo, e decido di fermarmi al ristorante “La Civetta”, dove mi concedo dei crostini con la salsiccia di bra e delle crespelle alla biellese. 

Piazza Cisterna e sinagoga: le meraviglie nascoste di Biella Piazzo 

Dopo pranzo riesco finalmente a fare un giro con calma in Piazza Cisterna, il giorno prima c’era una gara di corsa e non ho potuto apprezzarla al meglio. Questa incantevole piazza rappresenta il cuore del Piazzo: qui si affacciano il Palazzo dei Principi Dal Pozzo della Cisterna e il Palazzo Comunale. 

Biella è tra le poche città piemontesi a conservare tutte e tre le testimonianze della presenza di una comunità ebraica: il ghetto, la sinagoga e il cimitero israelitico. Grazie alle Giornate FAI ho potuto visitare la sinagoga. 

Il giorno prima, passandoci davanti, non avevo capito dove fosse la sinagoga. Da fuori è anonima e sembra una qualunque casa residenziale. La fila mi ha permesso di riconoscerla. Appena varcata la soglia si passa uno stretto corridoio che porterà alle scale. Salendo al primo piano si accede a una sala a pianta quadrata: i banchi sono addossati alle pareti e l’ambiente è riccamente decorato. 

Un piccolo gioiello nascosto nel cuore del Piazzo. 

Quartiere Vernato: tracce di storia e archeologia industriale 

Sotto una pioggia torrenziale mi dirigo verso l’ultima tappa del mio viaggio, il quartiere Vernato. 

Questo quartiere non è molto menzionato ma le facciate antiche dei palazzi ti teletrasportano in un periodo oramai lontano, quando nell’800 le attività manifatturiere erano nel loro massimo splendore. 

Prendendo via dei Conciatori arriviamo alla nostra prima tappa, l’ex cuoificio-cinghificio Magliola. Lo si riconosce per la facciata, che ricorda i tempi passati, quando le concerie davano lavoro a tante persone. Oggi è stato riqualificato e riconvertito in alloggio. 

quartiere vernato

Risalendo la strada incontriamo Casa Masserano, una dimora signorile tardogotica risalente agli inizi del Cinquecento. Nella facciata, seppur rovinati, si possono intravedere una Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Rocco e, soprattutto, la sinopia dell’Om Salvej, l’uomo selvaggio delle montagne biellesi. 

Continuando a passeggiare incontriamo l’ex conceria Varale, riconoscibile per il camino che spunta oltre il cancello d’ingresso. Camminando si sente davvero il passato e quanto importante era questa cittadina. 

L’ultima mia tappa è la casa della Sindone, una casa gialla su travi di legno risalente all’alto medioevo e per l’affresco sull’arcata della porta di ingresso, risalente alla fine del XVII secolo raffigurante San Filippo Neri che sorregge il Sudario e che dà il nome alla casa. 

Conclusione: Biella Piazzo, un borgo da scoprire lentamente 

Biella è così, un po’ timida, si lascia scoprire piano piano e ti mostra il suo carattere un passo dopo l’altro. 

Ho incontrato persone meravigliose e attaccate alla propria terra, promuovendola, amandola e con la voglia matta di farla tornare agli antichi splendori. 

Consiglio di assaporare questa città passo dopo passo. E tu, non vuoi visitare Biella ora? 

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