Degustazioni,  IN CANTINA

Gattinara DOCG: il Nebbiolo dell’Alto Piemonte 

Introduzione

Avete mai provato il Gattinara DOCG? O visitato l’affascinante comune da cui prende il nome? 

Durante il mio weekend nell’Alto Piemonte, ho scelto di soggiornare proprio a Gattinara. E quale modo migliore per concludere la giornata se non degustando il celebre vino che è l’anima di questa terra? 

In questo articolo vi porto alla scoperta di uno dei vini più iconici dell’Alto Piemonte: laddove una volta giaceva il mare, oggi scorre il Sesia, tra terreni vulcanici e paesaggi da sogno. 

Cos’è il Gattinara DOCG 

Il Gattinara DOCG è un vino la cui produzione è consentita esclusivamente nell’omonimo comune. Cuore pulsante di questa denominazione è il Nebbiolo (minimo 90%), un vitigno potente che qui trova un’espressione unica. Per tradizione, possono essere aggiunte piccole percentuali di Vespolina (fino al 4%), che regala note speziate di pepe e colore, e/o Uva Rara (nota anche come Bonarda di Gattinara), preziosa per smussare i tannini e rendere il sorso più morbido. Sebbene oggi molti produttori scelgano la purezza del 100% Nebbiolo, è proprio questo blend storico ad aver reso celebre il Gattinara nel tempo. 

La pazienza è un ingrediente fondamentale: il disciplinare prevede un invecchiamento obbligatorio di 35 mesi, di cui almeno 24 in botti di legno. È il tempo necessario per stabilizzare il colore e far evolvere i profumi verso note di spezie e liquirizia. Per la versione Riserva, l’attesa sale a ben 47 mesi. 

Ma cosa rende il Gattinara davvero diverso dai cugini delle Langhe? La risposta è nel suolo. Mentre a sud domina il marnoso-calcareo, qui camminiamo su un antico vulcano spento. Questo terreno acido, ricco di minerali e porfidi, regala al vino una sapidità quasi ferrosa e un’acidità vibrante che pulisce perfettamente il palato. 

Vitigno e disciplinare di produzione 

Caratteristica Gattinara DOCG Gattinara DOCG Riserva 
Vitigno principale Nebbiolo (min. 90%) Nebbiolo (min. 90%) 
Vitigni complementari Vespolina e/o Uva Rara (max 10%) Vespolina e/o Uva Rara (max 10%) 
Invecchiamento Totale 35 mesi 47 mesi 
Di cui in legno 24 mesi 36 mesi 

Gattinara DOCG: come si presenta: colore, struttura e profumi 

La degustazione del Gattinara è un vero tripudio di sensazioni che evolvono nel calice minuto dopo minuto. 

L’aspetto: il colore del tempo 

Nel calice, il Gattinara si rivela con un colore rosso granato intenso, impreziosito da eleganti sfumature aranciate che ne testimoniano la nobile evoluzione. È una tonalità che incanta e anticipa la complessità del sorso. 

Il bouquet: profumi e sentori 

Al naso l’impatto è magnetico. Il bouquet si apre subito con delicate note floreali di viola e rosa appassita. Successivamente, emergono i sentori fruttati di ciliegia, piccoli frutti rossi e prugna, per terminare in un finale profondo e speziato dove dominano il pepe nero e la liquirizia. 

Al palato: struttura e persistenza 

In bocca il Gattinara mostra tutto il suo corpo e la sua notevole struttura. È un vino di carattere, con un tannino persistente ma ben integrato. La sua acidità vibrante non solo dona freschezza, ma svolge un compito fondamentale: pulisce perfettamente il palato, invitando subito a un nuovo sorso. 

Abbinamenti consigliati con il Gattinara DOCG

Un vino di questa importanza richiede piatti altrettanto strutturati. La sua acidità e il tannino presente lo rendono il compagno perfetto per sgrassare carni saporite e arricchire primi piatti intensi. 

I grandi classici a base di carne 

Il Gattinara sposa magnificamente i secondi piatti a lunga cottura. Pensate a un brasato, a uno stufato o, per i sapori più decisi, a una cacciagione in salmì. La struttura del vino regge perfettamente il confronto con l’intensità di manzo e agnello. 

Primi piatti ricchi e paste all’uovo 

Se preferite un primo, puntate su una tagliatella o una fettuccina al mattarello. Il condimento ideale? Un ricco ragù di manzo o di selvaggina, capace di dialogare con le note speziate del Nebbiolo. 

Il mio assaggio a Gattinara: tradizione e territorio 

Oltre ai consigli classici, durante il mio weekend nell’Alto Piemonte ho voluto testare il legame viscerale tra questo vino e la cucina locale. 

Ho degustato il vino per tutto il pasto (dolce escluso, ovviamente!) e la sorpresa è stata incredibile. Lo abbiamo abbinato al classico risotto al Gattinara e, con una mossa più audace, alla bagna cauda. In entrambi i casi, l’acidità vibrante del Nebbiolo ha pulito perfettamente il palato, rendendo ogni boccone armonioso. 

Personalmente, amo i vini decisi che sanno avvolgerti con il loro calore, e questo assaggio mi ha dato tutto: corpo, profumo e carattere. 

Il produttore: l’azienda Petterino Marco 

Gattinara DOCG

Per questo mio primo approccio al mondo del Gattinara, ho scelto una bottiglia dell’azienda Petterino Marco, annata 2010

È stato un inizio memorabile: un’annata che ha saputo esprimere tutta l’eleganza di un vino maturo ma ancora incredibilmente vivo. Se cercate un’interpretazione autentica e artigianale, questa è sicuramente un’ottima etichetta da cui partire. 

Nota dell’autrice

Oggi ho ripreso in mano questo articolo, scritto originariamente nel 2021 dopo il mio viaggio nelle terre dell’Alto Piemonte. Nonostante siano passati degli anni, sento che questo racconto abbia ancora molto da dire. Per questo ho voluto aggiornarlo con nuovi dettagli tecnici e una veste più chiara, sperando che possa esservi utile per scoprire questo vino meraviglioso.