Weekend in Savoia: cosa vedere a Chambéry, Aix-les-Bains e Alby-sur-Chéran
Oltre Annecy: il fascino autentico della Savoia tra laghi e montagne
Dopo aver visitato Annecy, la Savoia regala altre chicche inaspettate. Dopo aver visitato la cantina Domaine Cantoise decido di far tappa a Chambéry, il paese più vicino. Successivamente decido di ritornare verso la mia base di Annecy toccando Aix-les-Bains e Alby-sur-Chéran, un piccolo gioiellino incastonato nelle montagne savoiarde.
Questo è un itinerario da scoprire lentamente, fatto sia per famiglie che per coppie e per chi ama le esperienze lente. In questo articolo vi porterò con me alla scoperta di questi tre gioiellini sulle Alpi savoiarde.
- Dove siamo: Savoia, regione tra lago e montagne.
- Perché scegliere questa tappa: perfetta dall’Italia, alternativa alla più turistica Annecy.
- Anticipazione esperienza: città storica, relax sul lago e borgo autentico.
- Quando andare e per chi è ideale: coppie, slow travel, food lovers.
Itinerario in breve (paragrafo skimmable)
La mia giornata si è sviluppata in questo modo: di prima mattina sono andata a fare la degustazione in cantina presso il Domaine des Côtes Rousses. Dopo aver terminato la visita, mi sono trasferita verso Chambéry, dove ho dedicato circa due ore alla visita della cittadina. Successivamente mi sono spostata verso Aix-les-Bains, dedicando circa un’ora / un’ora e mezza alla città, per poi finire ad Alby-sur-Chéran e terminare la mia giornata di visite prima di rientrare ad Annecy.
Mappa delle tappe:
- Mattina/ primo pomeriggio: Degustazione al Domaine des Côtes Rousses e visita di Chambéry.
- Pomeriggio: Aix-les-Bains.
- Tardo pomeriggio: Alby-sur-Chéran.
Consiglio per ottimizzare la giornata:
Tendo a precisare che era lunedì e il lunedì tutti i musei sono chiusi; inoltre, ad Alby-sur-Chéran il Museo del Calzolaio apre soltanto in alta stagione. La mia giornata è stata possibile con questi ritmi proprio perché non era possibile visitare i musei. Qualora aveste intenzione di visitare anche gli interni (soprattutto a Chambéry o Aix-les-Bains), dovrete riproporzionare tutta la giornata e rinunciare a qualcosa. Vedere tutte e quattro le esperienze in un giorno solo visitando tutto è praticamente impossibile, ma vivendola in modo “lento” come ho fatto io, è fattibilissimo.
Chambéry: la capitale storica della Savoia
L’abbraccio dei portici e i passaggi medievali
La mia esplorazione di Chambéry inizia dopo un pranzo al sacco veloce, consumato proprio davanti al Musée des Beaux-Arts dove ci sono le panchine. Essendo lunedì il museo era purtroppo chiuso, ma la zona era comunque molto piacevole per una sosta. La prima via che conquista lo sguardo è Rue de Boigne, una via monumentale con portici eleganti costruita nell’Ottocento grazie alle donazioni del Generale de Boigne. L’architettura richiama molto lo stile di Torino, segnando il legame indissolubile tra le due capitali del regno: passeggiando qui, la cittadina è davvero graziosa e sembra di essere in due luoghi contemporaneamente. Camminando, si scoprono i traboules: passaggi stretti tra i cortili interni che, come a Lione, permettevano ai cittadini di attraversare la città al riparo dalla pioggia o di fuggire durante gli assedi. Cercarli e attraversarli è il modo migliore per vivere l’anima misteriosa del centro storico.
Il maestoso Castello dei Duchi di Savoia
All’improvviso, nel cuore del centro, appare il Castello dei Duchi di Savoia. Fondato nell’XI secolo, fu la residenza ufficiale della famiglia fino al trasferimento della capitale a Torino nel 1563. Al suo interno si trova la Sainte-Chapelle, famosa per aver ospitato la Sacra Sindone dal 1502 al 1578. Il castello vanta anche uno dei carillon più grandi d’Europa con ben 70 campane. Purtroppo, essendo arrivata durante la pausa pranzo, ho trovato chiuso e non sono riuscita a visitare gli interni, che sono accessibili solo tramite visita guidata; avrei voluto davvero visitarli perché ne vale la pena.
Sotto lo sguardo degli Elefanti e la vita locale

L’attrazione più iconica è senza dubbio la Fontaine des Éléphants, che i locali chiamano affettuosamente “les quatre sans cul” (i quattro senza sedere). Il motivo è curioso: degli elefanti si vedono solo le teste e le zampe anteriori. Questa fontana commemora le imprese in India del Conte de Boigne, un vero eroe locale. Ma la bellezza di questo posto sta anche nella sua vita quotidiana: passeggiando si trovano i residenti giocare a carte al parco e penso si tenga spesso anche un festival di libri. Una piccola curiosità colta: anche il filosofo Rousseau visse qui a lungo, definendo Chambéry il luogo dove passò i momenti più belli della sua vita.
I dettagli che non ti aspetti: la Cattedrale di San Francesco di Sales
L’ultima tappa è la Cattedrale di San Francesco di Sales, un luogo che consiglio di non perdere per le sue incredibili illusioni ottiche. All’interno si trova infatti la più grande collezione d’Europa di dipinti in trompe-l’œil: le decorazioni su soffitti e pareti sembrano tridimensionali, ma sono totalmente piatte. Costruita nel XV secolo, l’esterno appare molto sobrio e quasi nascosto in un angolo della piazza, creando un contrasto sbalorditivo con la ricchezza decorativa degli interni e il suo antico segnatempo astronomico.
Consigli pratici: parcheggio e logistica
Per chi arriva in auto come me, ho parcheggiato a Place Monge Parking: è una soluzione comodissima per trovarsi subito a pochi passi dal centro storico e iniziare la visita a piedi.
Aix-les-Bains: relax sul lago del Bourget
Tornando verso Annecy, ho fatto tappa a Aix-les-Bains, celebre località di villeggiatura affacciata sul Lac du Bourget. Appena arrivata, nonostante i lavori in corso, ho subito sentito quell’aria un po’ nobile e un po’ decadente che ti riporta indietro nel tempo. Questa città è stata per decenni la “capitale delle regine”: personaggi come la Regina Vittoria e l’Imperatrice Sissi venivano qui per le proprietà curative delle acque termali. Camminando per il centro storico, saltano subito all’occhio le eleganti decorazioni in stile Liberty dei palazzi, tipiche della Belle Époque.
Tra vestigia romane e palazzi storici
Proprio nel cuore della città si trova l’Arco di Campanus. Sebbene quando l’ho visitato fosse un po’ nascosto dai cantieri, resta una tappa fondamentale per comprendere il passato millenario della città. Ma l’edificio che più di tutti cattura lo sguardo è il suo casinò, il Grand Cercle. Costruito nel 1847, è uno dei più antichi di Francia. Guardandolo da fuori, mi è rimasta quella forte curiosità di sbirciare dentro, immaginando le feste dell’Ottocento e il prestigio che si respirava in quei saloni.
Il fascino selvaggio del Lac du Bourget
Aix-les-Bains si affaccia sul Lac du Bourget, il lago naturale più grande e profondo di Francia. Vi consiglio di dedicare del tempo a una passeggiata sul lungolago: l’atmosfera è molto familiare, tra pescatori e famiglie, perfetta per una domenica di relax. Rispetto ad Annecy, il Bourget è spesso percepito come più selvaggio e meno affollato; osservare le montagne che si tuffano direttamente nell’acqua regala riflessi fantastici.
Consigli pratici per la visita
Per il parcheggio potete fare come me: lasciate l’auto poco prima del centro storico per godervi la visita a piedi in discesa, attraversando il cuore della città per poi terminare la passeggiata sulle sponde del lago. Nonostante i restauri in corso, ho apprezzato moltissimo l’aria da “modello Ottocento” di queste strade e sicuramente vorrò tornare per vedere con calma tutto ciò che ho trovato chiuso.
Alby-sur-Chéran: il borgo segreto
L’ultima tappa è stata Alby-sur-Chéran e devo dire che i francesi sono fantastici nel valorizzare il loro territorio. Questo piccolo borgo l’ho trovato per puro caso mentre sfogliavo il sito del turismo: per ogni borgo era riportato cosa fare e vedere e ne avevo approfittato per scrivere all’ufficio comunale, che molto gentilmente mi aveva già mandato la guida turistica.
Il borgo sorge proprio sul fiume Chéran ed è diviso in due dal ponte che collega le due estremità. Io sono arrivata nel tardo pomeriggio e non c’era quasi nessuno, se non gli abitanti del luogo.
1. Perché è una chicca: il borgo dei calzolai
Ma che cos’è che rende Alby famoso? Per secoli è stata la capitale della calzoleria in Savoia. Nel diciannovesimo secolo contava centinaia di calzolai e questa identità si riflette ancora nell’architettura delle case, pensate per ospitare il laboratorio artigianale al piano terra.
L’atmosfera è rimasta intatta: non ci sono folle, non ci sono orde di turisti pronti a fotografare, ma residenti pronti a godersi la piazza e le loro strade. Avrei voluto visitare il Museo del calzolaio ma ahimè apre solamente durante la stagione estiva, quindi se capitate in quel periodo non perdetevelo.
2. Cosa vedere: tra archi e acque selvagge
Appena arrivati troverete Place du Trophée, che rappresenta il cuore del borgo: è una piazza dalla forma triangolare unica, circondata da case colorate con portici medievali. Gli archi servivano a proteggere le merci e gli artigiani che lavoravano all’aperto; è veramente molto carina e dalla forma unica.
Andando più avanti nel borgo troverete il fiume Chéran, che rappresenta uno dei pochi fiumi selvaggi rimasti in Francia (certificato sul sito Rivières Sauvages). Il ponte offre una vista spettacolare sulla natura circostante e sulle vecchie case che affacciano sull’acqua: vi divertirete tantissimo a fare fotografie sia al fiume che alle case tipiche con i loro vicoli stretti.
3. Esperienza personale: il valore della scoperta
Nonostante si visiti in veramente poco tempo, vedere uno scorcio diverso della Savoia è stato interessante. Questo paesino di origine medievale mi ha letteralmente rubato il cuore. L’atmosfera che si respira è un’atmosfera sospesa nel tempo e il fiume Chéran, con le sue acque e la sua fitta vegetazione, toglie davvero il fiato.
Dove mangiare in Savoia
Come ho accennato, la mia base per questo weekend è stata Annecy, quindi i ristoranti che ho provato personalmente si trovano tutti in quella cittadina. Tuttavia, anche Aix-les-Bains offre un sacco di ristorantini tipici dove potrete gustare i piatti della tradizione savoiarda.
Non potete andarvene senza aver provato:
- La Tartiflette: un piatto a base di patate, cipolle, pancetta e il cremoso formaggio Reblochon (assolutamente imperdibile!).
- La Fonduta Savoiarda: perfetta per una cena conviviale, preparata con una miscela di formaggi locali fusi.
- Il Vino Savoiardo: il compagno ideale per questi piatti, magari un bianco del Domaine des Côtes Rousses.
Consigli pratici per organizzare la giornata
Come arrivare: muoversi in libertà
Per vivere al meglio questo itinerario tra i borghi e il lago, l’auto è sicuramente il mezzo consigliato. Io partivo dalla mia base ad Annecy, che si trova in una posizione strategica: in circa 30-40 minuti di guida si raggiunge comodamente Chambéry. Avere un mezzo proprio ti permette di gestire i tempi senza lo stress degli orari dei treni, specialmente per raggiungere angoli più nascosti come Alby-sur-Chéran.
Il periodo migliore per la visita
La Savoia è splendida tutto l’anno, ma per godersi il relax del lago e le passeggiate nei borghi, la primavera e l’autunno sono le stagioni ideali. In questi mesi le temperature sono gradevoli e i colori della natura — dal verde brillante delle montagne ai riflessi blu del Lac du Bourget — rendono ogni scatto fotografico un piccolo capolavoro.
Idee per arricchire l’esperienza
Per rendere il vostro viaggio in Savoia ancora più completo, ci sono diverse attività che potete integrare nell’itinerario:
- Degustazioni locali: Visitare una cantina per degustare i vini savoiardi è un’esperienza che arricchisce il viaggio, permettendovi di scoprire i sapori autentici del territorio. 🍷
- Terme e Relax: Potete optare per un pomeriggio di puro relax alle Terme di Aix-les-Bains, un modo perfetto per immergersi nella tradizione storica della città.
- Sentieri e Trekking: Questa zona offre tantissimi sentieri panoramici, dai più facili ai più impegnativi. Durante il mio viaggio non ne ho intrapresi semplicemente perché pioveva molto: per la sicurezza in montagna, non me la sono sentita di rischiare con il maltempo.
- Curiosità dal territorio: Mentre io rinunciavo al trekking, i proprietari della cantina dove sono stata ne hanno approfittato per andare a caccia di spugnole (le famose morilles). In questa zona se ne trovano tantissime e sono usatissime in cucina, ma ovviamente bisogna conoscere bene i posti e il territorio! 🍄
- Tappa ad Annecy: Se non ci siete mai stati, una tappa ad Annecy è fondamentale. È la città più turistica, quindi il mio consiglio è di godervela nei momenti in cui offre il meglio di sé: la mattina presto o la sera tardi. Merita assolutamente una visita.
Conclusione: perché scoprire la Savoia autentica
In questa giornata sono passata dall’eleganza di Chambéry alla nobiltà di un borgo sul lago, fino a scoprire un piccolo borgo quasi sconosciuto: tre luoghi diversi tra loro, ma tutti caratterizzati da una storia e una personalità fortissime. Visitare posti così differenti permette di capire davvero le varie sfaccettature di un territorio, specialmente in una zona così ricca.
Quello che mi lascia spesso perplessa è come la zona di Annecy venga considerata solo come una tappa di passaggio per raggiungere, ad esempio, i castelli della Loira. Al contrario, visitare la Savoia permette di conoscere un territorio vicinissimo all’Italia, ma con caratteristiche e sfumature uniche. Ho amato l’eleganza storica di Chambéry, la ricchezza di Aix-les-Bains e, sopra ogni cosa, la quiete di Alby-sur-Chéran.
Vi consiglio vivamente di includere queste tappe nel vostro itinerario per poter apprezzare la Savoia nel suo modo più autentico e meno turistico.
E voi, conoscevate questa zona della Savoia o l’avete sempre considerata solo un punto di passaggio? Scrivetelo nei commenti!
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