Visita al Domaine des Côtes Rousses: un’esperienza autentica nella Savoia alpina
Introduzione
Quando viaggio non posso fare a meno, se possibile, di visitare una cantina. Durante l’organizzazione del mio viaggio in Savoia ho trovato Le Domaine des Côtes Rousses, vicino a Chambéry. Conoscevo già questa cantina perché avevo già avuto modo di bere il loro La Pente durante un pranzo domenicale.
Non potevo non andare a trovarli. I loro vigneti, aggrappati alle Alpi savoiarde, il vento freddo che accarezza le guance mi danno il benvenuto nel loro Domaine. Lo scenario è surreale.
Inizia così la mia visita in cantina al Domaine des Côtes Rousses. La cantina si trova nel comune di La Motte-Servolex, vicino a Chambéry, mentre i vigneti sono nel comune di Saint-Jean-de-la-Porte, su terreni argillo-calcarei dalle sfumature rossastre.
Oggi vi porterò con me alla scoperta di questa cantina e alla degustazione dei loro vini naturali, tipici della Savoia.
Storia e filosofia del Domaine des Côtes Rousses
L’azienda è stata fondata nel 2013 da Nicolas Ferrand dopo aver preso un master in gestione del territorio rurale e aver fatto esperienza nella gestione agricola. Dal 2020 viene affiancato da sua moglie Marielle e insieme producono vini naturali, dedicandosi principalmente alla coltivazione di vitigni autoctoni quali Jacquère, Roussanne, Mondeuse, ma curando anche piccoli appezzamenti di varietà internazionali come Chardonnay e Pinot Nero.
Questa filosofia mostra chiaramente l’attenzione al territorio e all’agricoltura di montagna, valorizzando i vitigni della Savoia e rispettando la natura dei vigneti.
Il tour della cantina di Domaine des Côtes Rousses
La visita ai vigneti
I vigneti non si trovano dove è situata la cantina, ma in un comune diverso; quindi, non li vedrete durante la visita. I terreni sono calcareo-argillosi, con sfumature rossastre, da qui prende il nome il domaine. L’agricoltura è biologica e l’azienda fa parte dell’associazione Petavins.
Il paesaggio dei filari su pendii rossi e il panorama sulle Alpi, con il microclima di montagna, creano un’atmosfera unica che accompagna ogni passo della visita.
La degustazione al Domaine des Côtes Rousses è stata uno dei momenti più interessanti della visita.
La cantina e la vinificazione
Arrivo in cantina in una giornata piovosa e umida, l’appuntamento è alle 10:30 del mattino e non vedo l’ora di scoprire che cosa mi racconteranno. Arrivo leggermente in anticipo e trovo i proprietari ad accogliermi.
La visita — e di conseguenza anche la degustazione — si svolge principalmente, se non del tutto, in cantina. Le botti mi accolgono all’ingresso, dandomi un antipasto di quello che potrà essere la degustazione.
La vinificazione avviene con lieviti indigeni e prevede affinamenti in legno, cemento e anfore. Sono una piccola azienda che sperimenta molto e la qualità dei loro vini è data dai loro vigneti. L’intervento sia in agricoltura sia in cantina è minimo e i solfiti non vengono aggiunti: qui si lascia parlare il vino in tutta la sua natura ed espressione.
La degustazione di Domaine des Côtes Rousses

Partiamo con tre bianchi e tre rossi, tutti rappresentativi del territorio e dei vitigni autoctoni della Savoia.
La Pente
Il primo bianco che proviamo è La Pente, un vino che conosco oramai molto bene e che mi piace sempre tantissimo: acido, minerale, con una freschezza che sgrassa benissimo piatti a base di formaggi grassi.
La Pente è a base di Jacquère, vitigno autoctono della Savoia. I vitigni provengono dai ripidi pendii della tenuta; il vino è invecchiato per il 50% in grandi botti di rovere, per il 35% in giare di arenaria e per il 15% in botti che hanno contenuto diverse annate.
Armenaz
Continuiamo con Armenaz, sempre a base di Jacquère e affinato in botti di rovere. Il vigneto si trova su arenarie rossastre che conferiscono al vino un’esplosione di mineralità. Superbo insieme ai piatti di pesce.
Ensemble – AOC Roussette de Savoie
Successivamente degustiamo Ensemble, un vino a base di Altesse, più complesso dei precedenti, perfetto anche con secondi di carni bianche. Affinato sui lieviti senza aggiunta di solforosa, in grandi botti di rovere (40%), uova in gres (30%) e botti utilizzate per diverse annate.
Piste Rouge – Vin de Savoie AOP
Passiamo ai rossi. Il primo è Piste Rouge, composto da un blend di uve rosse. È un vino molto fruttato, vinificato a grappolo intero e non filtrato. Perfetto con aperitivi e taglieri di salumi.
Les Montagnes Rousses – AOP Vin de Savoie
Si prosegue con Les Montagnes Rousses, a base di Mondeuse Noire. I vitigni crescono su pendii di argilla rossa e vengono vinificati con minima estrazione. L’affinamento avviene in anfore di terracotta. Un vino dai tannini morbidi e fruttosi, ottimo con carni rosse.
Coteau de la Mort – Cru Saint-Jean-de-la-Porte
L’ultimo vino è una cuvée AOP Vin de Savoie rosso Cru Saint-Jean-de-la-Porte. Nasce da una collina abbandonata a causa dei forti pendii. Basse rese e affinamento in anfore di terracotta rendono questo vino perfetto per una cena a base di carne, anche elaborata.
La visita è stata uno scambio di impressioni e di idee: i bianchi sono caratterizzati da una forte verticalità e mineralità, mentre i rossi li trovo morbidi e fruttosi. Una cantina che mi ha stupito per i prodotti e il loro modo di lavorare.
Esperienza di visita — consigli pratici
Il domaine si raggiunge in auto e si trova a circa 15 minuti da Chambéry.
Le visite sono solo su appuntamento, potete scrivergli via mail per la prenotazione. La degustazione dura circa 1h e 30 ed è gratuita: pagherete solo i vini che deciderete di acquistare.
Consiglio di vestirsi pesante, la cantina è umida e potreste aver freddo.
Vivere il territorio
Non resta che scoprire il territorio. Sicuramente il posto più vicino da visitare è Chambéry, una deliziosa cittadina che merita di essere scoperta: puoi trascorrere il resto della giornata lì.
A circa 40 minuti si trova il Lac d’Aiguebelette, dove lungo la strada si incontrano diversi punti panoramici.
A circa 20 minuti di distanza c’è invece il Lac du Bourget con la piccola Aix-les-Bains, una cittadina piacevole da visitare.
Se gli orari lo consentono, c’è anche l’Abbaye d’Hautecombe — purtroppo io non sono riuscita a visitarla.
Se il tempo lo permette, anche un trekking nel Parc Régional du Massif des Bauges è un’ottima idea.
Impatto e riflessioni finali
Questa visita mi ha aperto gli occhi sull’agricoltura di montagna e sul valore del piccolo vigneron. È un luogo autentico dove Nicolas e Marielle lavorano con passione e sincerità, dando parole al vino.
Comprate i loro vini e se siete in Savoia, andate e prenotate una visita: sarà una bellissima esperienza.