Il lato rosa dell’eccellenza: degustazione di Gemma di San Leonardo.
Introduzione: Il contrasto e il mito
Tutti quanti conosciamo Tenuta San Leonardo per i suoi tagli bordolesi trentini, tuttavia hanno una piccola gemma, la Gemma di San Leonardo appunto. Questo vino l’ho trovato durante una mia spedizione in enoteca. Il suo colore mi ha subito attratta ed ero certa che la stessa dedizione avuta per i grandi rossi l’avrebbero data anche ai vini rosati.
Dietro questa bottiglia 100% Lagrein si nasconde anche il racconto di un’eroina del passato. In questo articolo vi voglio portare con me a degustare Gemma di San Leonardo e a scoprire i suoi possibili abbinamenti.
L’Anima di Gemma: Una dedica storica
Il Gemma di Tenuta San Leonardo nasce come dedica alla figura di Gemma de Gresti. Gemma de Gresti ebbe un ruolo umanitario fondamentale durante la Prima Guerra Mondiale, infatti lei salvò migliaia di prigionieri trentini in Russia. Questo vino porta il suo nome per riflettere questa personalità: forte, fiera e legata alla storia profonda della sua tenuta.
Una dedica a una donna che, seppur sconosciuta ai più, fu capace di segnare profondamente la storia. Questa profonda personalità si riflette nel vino, un vino forte, con personalità ma circondato di eleganza.
La Cantina: Tra monaci e stile bordolese
La Tenuta San Leonardo ha origini nel Medioevo e nacque nel 900 d.C. come monastero dove i monaci crociferi accoglievano i pellegrini e coltivavano la vite. La viticoltura è sempre stata presente in questo territorio, oggi valorizzata con la moderna gestione del Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga. In questa terra dominano i tagli bordolesi, dove sono state portate la grande eleganza e la filosofia dei grandi château di Bordeaux.
Da sempre paladini del biologico, oggi la cantina è al centro di un’inversione di tendenza per quanto riguarda la conduzione agronomica. Sostengono infatti che in quella precisa zona, per le conformazioni territoriali e per il cambiamento climatico, il biologico rigido non sia sostenibile. Il primo fine di un’azienda agricola deve essere proprio la sostenibilità reale del territorio.
Nonostante queste complessità, Gemma di Tenuta San Leonardo conserva note fresche ed eleganti. La corretta gestione della vigna riesce infatti a superare le sfide climatiche, regalando nel calice dei risultati sorprendenti.
Il Vitigno e l’Agronomia: La sfida del Lagrein
Pensando al Trentino-Alto Adige un vitigno balza subito all’occhio: il Lagrein, il re dei vitigni autoctoni a bacca nera. Questo vitigno ha un grappolo compatto che trattiene l’umidità, esponendolo facilmente al rischio di botrite (muffa grigia). L’acino, invece, possiede una buccia spessa e ricchissima di antociani, le molecole responsabili del colore profondo.
Il Gemma di Tenuta San Leonardo è un Lagrein in purezza, coltivato in parte a Pergola trentina e in parte a Guyot, con una resa di circa 80-90 quintali per ettaro. In un vino rosato d’eccellenza è fondamentale preservare la freschezza e la vibrante spalla acida.
Proprio per questo motivo la raccolta assume un significato agronomico ben preciso. Scegliere la via della vendemmia anticipata significa non solo preservare l’acidità originaria, ma anche mitigare i rischi sanitari legati alle umidità autunnali.
In Cantina: La Vinificazione di Gemma
Dopo la vendemmia anticipata, la vinificazione prevede una pressatura soffice delle uve intere con un contatto brevissimo con le bucce. Questa delicata operazione serve per estrarre solo la sfumatura di colore desiderata, donando al vino quella tonalità tenue ed elegante che lo contraddistingue. Successivamente, il mosto fermenta in piccoli serbatoi di acciaio a temperatura rigorosamente controllata.
L’affinamento si protrae per circa 4-5 mesi in acciaio sui propri lieviti, ovvero sulle fecce fini, per donare la necessaria rotondità al sorso. A questa fase segue un breve riposo in bottiglia prima della commercializzazione, ideale per preservare intatta la vibrante freschezza che ritroveremo nel calice.
Per mantenere l’anidride malica e la massima verticalità del vitigno, non viene svolta la fermentazione malolattica. Il risultato è un profilo puro, teso e di straordinaria precisione stilistica.
Scheda Tecnica in Sintesi

| Parametro | Dettaglio Ufficiale |
| Denominazione | Trentino DOC Rosato |
| Vitigno | Lagrein |
| Zona di Origine | All’interno delle antiche mura del monastero |
| Suoli | Leggeri e sabbiosi |
| Allevamento | Pergola trentina semplice (4.000 ceppi/ha) |
| Età dei vigneti | Da 5 a 20 anni |
| Resa per ettaro | 80 – 90 quintali |
| Vinificazione | Pressatura soffice, minima permanenza sulle bucce, fermentazione 10 gg |
| 7Affinamento | 6 mesi in acciaio sui lieviti |
| Formato | Bottiglia 0,75 l |
La Degustazione: L’esame organolettico
Nel calice, il Gemma di San Leonardo (100% Lagrein) si presenta con un affascinante color rosa cerasuolo limpido e una consistenza leggiadra e scorrevole. Al naso l’impatto è di media intensità, svelando una trama olfattiva fine e stratificata che evolve continuamente nel bicchiere. Spiccano subito i sentori di fragolina di bosco e melagrana, affiancati da note di prugna croccante e arancia rossa.
Il profilo aromatico è impreziosito da un’intrigante sfumatura minerale che ricorda la roccia bagnata, accompagnata da richiami alle erbe aromatiche come timo, rosmarino e salvia.
Al palato il vino si rivela secco, con un corpo morbido e sinuoso bilanciato da una spiccata acidità e da una decisa sapidità minerale. Il tannino è estremamente delicato e leggero, tipico di una vinificazione in rosa magistrale. Il sorso, di media persistenza, si chiude con un piacevole e nitido ritorno di mela rossa. L’annata 2024 si attesta su una gradazione di 12,5% Vol., confermando una beva agile e impeccabile.
Abbinamenti Gastronomici e Servizio
Il Gemma di Tenuta San Leonardo si esprime al meglio a una temperatura di servizio ideale tra i 10°C e i 12°C. Questa freschezza controllata permette ai profumi fruttati e alle note d’erbe aromatiche di sprigionarsi appieno nel calice. A tavola dimostra una versatilità straordinaria: è perfetto con i salumi della tradizione come lo speck trentino, ma eccelle anche con i pesci di lago come trota, luccio e salmerino. Se guardiamo al mare, sposa magnificamente un guazzetto di pesce o pesci più grassi che richiedono una buona spalla acida.
La sua struttura lo rende ideale anche con primi piatti a base di pomodoro, sughi di crostacei o in abbinamento a una pizza gourmet con ingredienti ricercati.
Per testare la sua reale armonia, ho deciso di portarlo in tavola durante un tipico pranzo trentino fatto in casa. Ho preparato i tradizionali canederli allo speck, seguiti da una ricca rosticciata con patate, carne e speck. Grazie alla sua spiccata acidità e alla piacevole rotondità, il Gemma ha sposato appieno queste preparazioni sostanziose, pulendo la bocca e accompagnando i piatti in un perfetto gioco di equilibri e contrasti.
Conclusione
Troppo spesso si è schiavi del preconcetto che il vino rosato sia un prodotto minore o di scarsa qualità. Il Gemma di San Leonardo è capace di spazzare via questo falso mito con un solo sorso. Ci troviamo di fronte a un vino di grandissima eleganza, capace di raccontare l’anima di un territorio in una versione più fresca e leggiadra, ma soprattutto capace di narrare una storia profonda. Una storia fatta di tenacia e di immenso coraggio: quella di Gemma de Gresti, una donna straordinaria che ha salvato migliaia di vite e la cui memoria, oggi, viene tramandata ed evocata attraverso l’eccellenza di questo calice.
