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Da Fes a Merzouga: il viaggio on the road attraverso il Medio Atlante 

Introduzione: da Fes a Merzouga

Attraversare il Marocco on the road , da Fes a Merzouga, è come ammirare 1000 dipinti diversi. I paesaggi cambiano continuamente, trasformandosi sotto i vostri occhi. Se fate un giro ad anello da Marrakech, il viaggio verso il deserto inizierà proprio da Fes

Sarà un percorso emozionante e ricco di sfaccettature incredibili. Forse è proprio l’attesa del deserto ad amplificare ogni sensazione. Lo sguardo viene rapito da immagini diverse che nutrono il desiderio di arrivare. 

Questo articolo è per chi non vuole correre, ma desidera approfondire le soste. Vogliamo dare valore anche alle località che sembrano solo di passaggio. Abbandonate il cellulare e guardate fuori con attenzione. 

Perché partire da Fes verso il deserto 

È la via perfetta per vivere una transizione geografica totale. Si lascia la storia della medina per incontrare la natura selvaggia. 

Cosa aspettarsi dal viaggio 

Aspettatevi un mutamento costante: dalle foreste alpine alle oasi di palme. Ogni chilometro vi preparerà all’abbraccio del Sahara. 

Per chi è questo itinerario 

È pensato per i viaggiatori on the road e i backpacker. Si adatta a chiunque cerchi un tour pieno di contrasti e bellezza. 

🧭 L’itinerario in breve

Tappe imperdibili: Ifrane, Azrou, Midelt, Valle dello Ziz.

Punto di partenza: Fes (consigliato ore 8:30).

Punto di arrivo: Merzouga (Erg Chebbi).

Chilometri totali: Circa 470 km.

Tempo di percorrenza: 7-8 ore (escluse le soste).

Fes → Merzouga: quanto è lungo il viaggio e come organizzarlo 

Quanto dista Fes da Merzouga 

Percorrere la tratta da Fes a Merzouga richiede un viaggio lungo. Mettetevi comodi per circa 7 o 8 ore di strada in auto o pullman. Nonostante la fatica, il viaggio ne varrà assolutamente la pena per la bellezza dei luoghi. 

  • Km totali: circa 470 km. 
  • Ore di auto/tour: 7-8 ore (soste escluse). 
  • Ore di bus: circa 10 ore. 

Come arrivare da Fes a Merzouga 

Per arrivare da Fes a Merzouga non esistono mezzi pubblici diretti che vi lasceranno ovunque vogliate. Ci sono bus e taxi, ma le opzioni migliori sono altre. 

Potete percorrere l’itinerario attraverso tour organizzati con tempi scanditi dal vostro organizzatore di viaggio. Se preferite l’autonomia, il modo più semplice è prendere un’auto a noleggio. Le strade sono tenute bene, ma troverete molti posti di blocco della polizia. 

Se invece preferite seguire la mia scelta, l’auto con driver è la soluzione più comoda. Potrete ammirare il panorama senza lo stress della guida e dei controlli stradali. 

  • Tour organizzato: ideale per chi vuole un pacchetto tutto incluso. 
  • Auto a noleggio: per chi cerca massima libertà e indipendenza. 
  • Bus + taxi: l’opzione più economica, ma anche la più lenta. 

La partenza è al mattino presto: ci aspettano lunghe ore di viaggio e paesaggi emozionanti. Carico la valigia e dico arrivederci a Fes; un nuovo posto mi attende. Il viaggio è tranquillo e mi rilasso guardando il paesaggio che lentamente cambia. 

Prima tappa: Ifrane, la “Svizzera del Marocco” 

La prima tappa di questo lungo viaggio è una piccola cittadina montuosa situata a circa 1.650 metri di altezza. Mi accorgo subito che qui l’aria è frizzante, completamente diversa dalle temperature di Fes! Indosso una felpina per coprirmi e parto alla scoperta di questo luogo. 

Rappresenta la località sciistica d’eccellenza del Marocco; qui si trovano numerosi impianti per chi ama sciare d’inverno. Ifrane viene definita la “Piccola Svizzera” proprio perché l’architettura ricorda una cittadina elvetica. I tetti a punta e in stile chalet, le deliziose villette e il Grand Hotel creano un’atmosfera unica. 

La città è circondata da viali alberati e giardini curati che la rendono ancora più simile a un villaggio europeo. Sicuramente degno di nota è il Leone di Pietra, il monumento più rappresentativo, situato proprio all’ingresso. 

Da Fes a Merzouga: il leone di Ifrane

La statua è un omaggio per ricordare i leoni dell’Atlante che in passato popolavano queste montagne. È piacevole camminare tra i vicoli del centro, anche se la città non offre molto altro. Una breve tappa qui è più che sufficiente prima di proseguire. 

Seconda tappa: la foresta di cedri di Azrou 

Poco più avanti di Ifrane spunta la foresta di Azrou, famosa per i suoi cedri millenari e i macachi che la popolano. Riconoscerete subito il posto: vedrete una fila infinita di auto accostate e persone intente a fotografare le scimmiette. Ormai questi animali sono così abituati alla presenza umana che si avvicinano solo per scroccare del cibo. 

Scimmiette azrou

Troverete molti venditori di noccioline, ma io vi consiglio di non alimentare questo business. Vedere queste scimmiette aprire pacchetti di patatine davanti a voi fa molta tristezza. Sembra che non siano più capaci di procacciarsi il cibo da sole e questo renderà la loro vita molto difficile. Ho scattato qualche foto, ma non ho dato loro nulla: il cibo industriale fa male e credo che debbano restare autonome per sopravvivere. 

Nella mia testa immaginavo lunghi trekking nei boschi, ma per mancanza di tempo ho dovuto rinunciare. Eppure, gli alberi mi hanno richiamata. Il mio vero scopo non erano le scimmie, ma i maestosi cedri. 

Foresta di Azrou

Mi sono avvicinata a loro, appena fuori dalla strada, e li ho accarezzati. Sentire la loro corteccia dura e rugosa mi ha trasmesso un’energia vitale inspiegabile. Pensate che con questo legno si creano mobili e strumenti musicali. Fermatevi ad ammirarli, sentite la loro forza e ripartite con la consapevolezza di quanto un albero sia fondamentale per il nostro pianeta. 

Terza tappa: Midelt, la pausa perfetta tra montagne e deserto 

Dopo un paio di ore di macchina si arriva a Midelt, località famosa come il “paese delle mele”. Non ho visitato molto la città, ma merita una nota perché è il luogo ideale per fermarsi a pranzo

Nel locale dove ci siamo fermati servono un menu completo. Si inizia con un’insalata di pomodori e olive, poi si sceglie un piatto alla carta. Io ho ordinato gli spiedini di pollo, serviti con patatine fritte, per finire poi con un dolcetto. 

Il conto è economico e c’è un bel viavai di viaggiatori. Sarà perché qui quasi tutte le persone si fermano per la pausa pranzo prima di proseguire. 

Quarta tappa: le gole dello Ziz 

Dopo un pranzo tipico è ora di rimettersi in cammino verso le gole dello Ziz. Ci troviamo al cospetto di maestosi canyon disegnati dall’erosione millenaria del fiume. Il contrasto tra le rocce color mattone e il letto del fiume regala un panorama da un altro pianeta. 

Gole dello Ziz

Le gole sono delimitate da due porte artificiali molto significative. A nord troviamo il Tunnel del Legionario, costruito dai francesi nel 1930 per aprire il passaggio verso la valle. All’estremità sud l’area è chiusa dalla diga di Hassan Addakhil e dal suo lago artificiale. 

Il canyon si snoda tra colline alte fino a 320 metri per circa 80 km. Questa zona è ricchissima di antichi fossili. Spesso, rompendo un sasso, è possibile portare alla luce inclusioni millenarie. Nel mezzo del canyon si trova anche una città di medie dimensioni. 

Rimango incantata dalla bellezza di questo luogo. Rimarrei in contemplazione per ore, ma purtroppo è giunto il momento di ripartire. 

Quinta tappa: Errachidia, la vera porta del sud 

L’ultima tappa prima di arrivare nel deserto è rappresentata da Errachidia. Anticamente conosciuta come Ksar Es Souk, questa città segna il confine definitivo tra l’Atlante e il Sahara. Se per tutto il viaggio abbiamo visto i colori della terra, qui un solo elemento colpisce lo sguardo: l’azzurro intenso. 

Perché è così importante questa città? Rappresenta il principale bacino acquifero della regione. Ospita infatti la diga di Hassan Addakhil, una grandiosa opera ingegneristica fondamentale per portare l’acqua fino alle oasi del deserto. 

diga di errachidia

Fermatevi per una sosta panoramica sulla diga. Ammirate i forti contrasti cromatici: il blu profondo dell’acqua spicca contro il marrone arido della terra e l’azzurro terso del cielo. È il momento perfetto per capire quanto sia preziosa l’acqua in questa parte di mondo. 

Sesta tappa: la valle dello Ziz 

Poco più avanti ci addentriamo nella Valle dello Ziz. Qui infinite distese di palme da dattero regalano scorci verde smeraldo che contrastano con la terra scura. È una visione d’insieme di grande impatto. Questa valle è stata per secoli la via principale per le carovane commerciali dirette a nord. 

Da Fes a Merzouga: Valle dello ziz

In questo luogo i datteri la fanno da padrone. Vedrete palme a perdita d’occhio che nascondono antiche Kasbah ancora abitate. Non è raro imbattersi in venditori ambulanti lungo la strada. Vi consiglio di fermarvi: qui troverete i datteri più freschi e pregiati di tutto il Marocco. 

Sarebbe bello dedicare più tempo a questo luogo sospeso tra storia e natura. È il cuore pulsante dell’economia locale e un’oasi di pace incredibile. 

Il viaggio in sé: da Fes a Merzouga quello che non ti aspetti 

Quando lessi la descrizione di questo tour, una frase mi colpì: “è un viaggio lungo, ma ne varrà la pena”. E così è stato. In poche ore sono passata dalle foreste di cedri a gole profondissime. È un susseguirsi di paesaggi differenti e temperature che cambiano drasticamente, proprio come il giorno e la notte. 

Qui ho incontrato un Marocco diverso, che passa dal caos cittadino a un silenzio naturalistico mozzafiato. È un viaggio che cambia pelle continuamente, preparandoti lentamente all’incontro con l’infinito del deserto. Avevano ragione: ne è valsa assolutamente la pena. 

Consigli pratici per affrontare la tratta 

Per affrontare questo road trip suggerisco di partire presto, indicativamente per le 9 del mattino. L’abbigliamento deve essere comodo. Se viaggiate in estate, portate comunque un maglioncino: sulle montagne dell’Atlante potrebbe fare freddo. 

Viste le lunghe ore di viaggio, è fondamentale avere con sé acqua e qualche snack per i momenti di fame. Io ho fatto tappa nelle aree di servizio di Ifrane e nella Valle dello Ziz per brevi soste tecniche. Il pranzo a Midelt resta il punto fermo del percorso. 

Se avete un’escursione in dromedario al tramonto, non perdete troppo tempo. Se viaggiate con bambini, portate dei passatempi: il viaggio è lungo e potrebbero annoiarsi. Anche se soffro di mal d’auto, non ho avuto problemi, ma consiglio di avere sempre con sé delle pastiglie per sicurezza. 

Attenzione ai posti di blocco 

Lungo la tratta da Fes a Merzouga incontrerete diversi posti di blocco della polizia. Sono molto frequenti soprattutto all’ingresso e all’uscita dei centri abitati. Non spaventatevi: solitamente sono controlli di routine, ma è fondamentale rispettare i limiti di velocità, che spesso scendono bruscamente a 60 o 40 km/h. Se vedete il segnale di “Stop” o il poliziotto che vi fa cenno, rallentate fino quasi a fermarvi e aspettate il loro segnale per procedere. 

Per riassumere: 

  • Orari di partenza: puntate alle 8:30 o 9:00 per godervi ogni tappa con calma. 
  • Abbigliamento: vestitevi a strati; passerete dal fresco montano al caldo pre-sahariano. 
  • Posti di blocco: rispettate rigorosamente i limiti di velocità per evitare multe salate. 
  • Mal d’auto: la strada è buona, ma prevenire è meglio che curare. 

❓ Domande frequenti sul viaggio Fes-Merzouga

Quanto tempo ci vuole per andare da Fes a Merzouga? Il viaggio richiede circa 7-8 ore di guida. Tuttavia, considerando le soste fotografiche e il pranzo a Midelt, calcolate circa 10 ore totali.

Com’è la strada attraverso il Medio Atlante? La strada è interamente asfaltata e generalmente in buone condizioni. Attenzione però ai numerosi tornanti nel Medio Atlante e ai rigorosi limiti di velocità.

Dove conviene fermarsi per il pranzo? La città di Midelt è la sosta più strategica. Si trova esattamente a metà strada e offre molti locali con menu tipici a prezzi economici.

È possibile fare questa tratta con i mezzi pubblici? Sì, esiste il bus Supratours che collega le due città. Tuttavia, il viaggio dura circa 10 ore e non permette di fermarsi nelle tappe panoramiche come la foresta di cedri.

Perché questa è una delle strade più belle del Marocco 

Questa tratta rappresenta forse una delle strade più spettacolari dell’intero Marocco. È il piacere dell’attesa che si svela attraverso mille scenari diversi, come i capitoli di un libro che meritano di essere vissuti uno ad uno. 

Per me questa non è stata solo una via di collegamento verso il deserto, ma una parte fondamentale del viaggio stesso. Ho voluto osservare e scoprire ogni dettaglio dei paesaggi attraversati, senza fretta. Lasciatevi cullare da questi panorami mozzafiato e preparatevi alla meraviglia. Una volta terminata questa strada, si apriranno finalmente davanti a voi le dune dorate dell’Erg Chebbi