Resto del mondo

Fès, labirinto di spezie e silenzi: viaggio nel cuore più autentico del Marocco

1. Il primo incontro con Fès

Appena varco la soglia della medina di Fès, un’onda sensoriale mi avvolge: l’odore della pelle nelle concerie, il vociare dei souk e la luce dorata del tramonto sulle terrazze. Camminare nei vicoli stretti di Fès è come entrare in una storia antica, dove ogni pietra racconta un passato vivo.

Così inizia la mia esplorazione della città marocchina, passo dopo passo, tra profumi, sorrisi e il disorientamento piacevole dei primi momenti nella medina.

2. Dentro la medina di Fès: labirinto di spezie e silenzi

Tala’a Kebira e Tala’a Sghira

La medina di Fès è un labirinto unico: strette stradine si intrecciano creando vicoli chiusi e aperti. È necessario prenderci confidenza per non perdersi, anche se perdersi è parte del fascino.

Il primo pomeriggio percorro le vie principali: Tala’a Kebira e Tala’a Sghira. Entrambe conducono verso il cuore della medina vecchia e le pendenze mettono alla prova le gambe. Rispetto a Marrakech, la medina di Fès appare più autentica e meno turistica: i souk sono pieni di botteghe di ceramiche, pellami, spezie e souvenir.

Percorrendo le vie principali, il mio cuore si ferma davanti a una libreria. Durante i viaggi cerco sempre un libro sulla cucina locale e qui incontro un dolcissimo signore che mi mostra tutti i testi di gastronomia marocchina disponibili, in diverse lingue. Un gesto semplice, ma pieno di gentilezza.

Bab Boujloud – La porta blu e verde

Appena arrivati a Fès, il primo colpo d’occhio è su Bab Boujloud, la porta principale della medina: da un lato verde, dall’altro blu, imponente e affascinante. Passeggiando tra i souk e le bancarelle di street food entro in un antico edificio oggi ristorante, Palais Mnebhi: un cortile con fontana centrale, mosaici e piastrelle, tipico dell’architettura marocchina.

Il proprietario ci invita sulla terrazza per una vista unica sulla medina, fuori dai circuiti turistici. La giornata si conclude con la visita a Bab Chorfa, un’altra porta monumentale, e una cena tipica vicino al mio riad.

Qui mi attende un’esperienza tipicamente marocchina dove assaggio diversi tipi di insalate marocchine e finalmente provo la pastilla nel suo paese originario. Al termine della cena salgo in terrazza per un panorama notturno: la degna conclusione della mia prima giornata a Fès.

3. La medina all’alba: cultura e tradizione

Dopo la colazione marocchina, la visita guidata con Said inizia tra vicoli che si risvegliano piano: i souk ancora chiusi e gli artigiani che aprono le botteghe.

Camminare nella medina la mattina ha un fascino speciale: meno caos, più calma. Le case, anonime all’esterno, custodiscono interni meravigliosi. Said spiega che l’architettura tradizionale proteggeva la privacy delle donne.

Museo dell’Artigianato Ligneo di Nejjarine

Visitiamo il Museo dell’Artigianato Ligneo di Nejjarine: ingresso 20 MAD, esposizione su tre piani, con oggetti agricoli, bauli da sposa, utensili da cucina e decorazioni finemente intarsiate. All’ingresso è consentito fare foto, nel resto del museo no.

Souk dei falegnami e zona sacra

Attraversiamo poi il souk dei falegnami, osservando gli artigiani al lavoro, e raggiungiamo la zona sacra della città. Qui una sbarra delimita l’accesso: solo le persone possono entrare, animali e oggetti restano fuori.

Arriviamo alla Zawiya di Moulay Idriss II, cuore spirituale di Fès. Le moschee non sono visitabili, ma ci si può affacciare; all’orario della preghiera la piazza si riempie di voci e devozione.

Madrasa Attarine

Passeggiamo tra moschee e scuole coraniche, dove le architetture marocchine spiccano. I vicoli stretti ci accompagnano verso la madrasa Attarine, scuola coranica ormai in disuso. L’ingresso costa 20 MAD. La hall e l’edificio sono spogli ma conservano il fascino dell’originalità: il cortile con la fontana e i disegni geometrici dell’arte marocchina e musulmana è affascinante. Ai piani superiori le stanze, un tempo abitate dagli studenti, sono vuote, ma è facile immaginare come poteva essere studiare il Corano, filosofia e matematica.

4. L’artigianato di Fès

È il momento di conoscere l’artigianalità di Fès attraverso i suoi souk. Nel souk dei tessitori, con maestria, gli artigiani creano sciarpe e vestiti. È stato bellissimo vedere un artigiano al lavoro mentre filava a una velocità incredibile. Ho fatto anche una prova con i turbanti con l’aiuto del proprietario e sono salita sulla terrazza con vista sulla madrasa e sui tetti smeraldo. Tornando a casa porto con me una bellissima sciarpa.

Nel souk osserviamo anche come dall’agave si ottiene una fibra naturale adatta alla tessitura, dettaglio che rende i tessuti unici.

Proseguendo nelle vie secondarie, sento tanto rumore: benvenuti al souk del rame. Gli artigiani lo lavorano con fatica e dedizione. Intorno ci sono negozi che vendono pentole e teiere in rame: peccato non avere abbastanza spazio in valigia. Magari la prossima volta comprerò qualcosa e lo farò spedire a casa.

Successivamente arriviamo ai tintori: un souk semplice, con piccoli corsi d’acqua fondamentali per tingere capi e tessuti. Il souk è un po’ buio, ma il giallo e il rosso delle tinte danno un tocco di luce.

5. Le concerie

Non si può visitare una città senza passare dal mercato locale: sardine, pesce, grasso per conservare la carne, forni tradizionali per le crêpes, spezie e scorci di vita quotidiana.

Dopo il mercato è giunto il momento di visitare le concerie. Avevo letto che l’odore è micidiale (io sinceramente ho sentito odori peggiori in vita mia). Vi verrà offerto un rametto di menta per sopportare meglio l’odore. Sarete portati su una terrazza da cui vedrete le vasche per lavare e ammorbidire le pelli e le vasche con i colori. Quando sono andata io i colori erano più tenui, perché per ottenere quelli più accesi occorrono temperature fredde (gennaio-febbraio).

Concerie Fès

L’odore comprende anche escrementi di piccione, utilizzati per ammorbidire le pelli. Questo metodo è unico al mondo e rappresenta una tradizione millenaria. Vi consiglio caldamente di non perderla. La visita è libera, ma ovviamente si chiederà un’offerta, oppure potete comprare un prodotto sul posto (non economici). Io ho preso un portafogli e lasciato una piccola mancia.

È stata una bella esperienza: non invidio i conciatori, è un lavoro duro e faticoso, ma vederli al lavoro dà un valore aggiunto ai loro prodotti.

Dopo le concerie ci spostiamo in un’azienda che produce ceramica, Art d’Argile, dove ci hanno spiegato il processo di creazione delle ceramiche e abbiamo visto gli artigiani all’opera. Le mani mi hanno colpito: il modo in cui lavorano, decorano, movimenti ipnotici e pieni di magia.

6. Palazzo reale e Mellah di Fès

L’ultima tappa in compagnia della mia guida è il palazzo reale di Fès. Come tutti i palazzi reali del Marocco, è chiuso al pubblico, ma possiamo ammirare le porte dorate che, con i raggi del sole, assumono una luce incantevole. Sul muro vi è scritta una poesia in arabo che parla della bellezza: fatevela tradurre, è magica.

Palazzo Reale Fès

Attraversiamo il Mellah di Fès in macchina e penso che tornerò in futuro per esplorarlo più a fondo. Ritorniamo al punto di partenza, dove salutiamo Said.

La visita guidata termina nel primo pomeriggio e la fame è tanta. Prima di continuare la mia esplorazione decido di concedermi uno street food tipico in una bancarella: il panino con le kofte, saporito e speziato al punto giusto.

7. Passeggiata finale nella medina di Fès

È giunto il momento di ripercorrere la medina di Fès in autonomia, cercando di non perdersi. Ne approfittiamo per visitare la Madrasa Bou Inania, dai dettagli colorati e dalla geometria araba spettacolare.

Il costo del biglietto è di 20 dirham e la complessità dei motivi decorativi lascia senza fiato, rendendo la visita uno dei momenti più iconici del viaggio a Fès.

8. Giardini di Fès e relax

L’ultima tappa sono i giardini di Fès, un luogo pieno di pace e quiete. Qui mi fermo a riposarmi e a fare passeggiate lente nel verde, prima della cena.

Per cena ho provato un chicken trid, una rfissa tipica di Fès, che racconta i sapori autentici del Marocco attraverso ingredienti e spezie.

9. Come arrivare a Fès

Raggiungere Fès è semplice e ci sono diverse opzioni, a seconda dell’itinerario.

✈️ In aereo
L’aeroporto Fès-Saïss (FEZ) è collegato con varie città europee. All’arrivo puoi raggiungere la medina in taxi ufficiale o con l’autobus.

🚆 In treno
Da Rabat, Casablanca, Marrakech e Tangeri ci sono collegamenti comodi e frequenti. La stazione è fuori dalla medina: serve un breve tragitto in taxi.

🚌 In bus
Le compagnie CTM e Supratours offrono tratte ben organizzate da molte città del Marocco, un’opzione spesso più economica del treno.

🚗 In auto
Le strade sono buone e ben segnalate. Non si può entrare in medina: i parcheggi sono all’esterno delle porte principali.
Io sono arrivata in auto con un driver: soluzione comoda se si vogliono fare più tappe o evitare lo stress del traffico.

10. Come muoversi a Fès

La medina di Fès è un labirinto affascinante, ma orientarsi non è sempre immediato. Ci sono però piccoli accorgimenti che aiutano a capire se ci si trova in un vicolo aperto o chiuso.

🚶‍♀️ A piedi
La maggior parte della medina è pedonale: ci si muove solo a piedi. Preparati a salite, discese e vicoli stretti.

🔍 Come capire se un vicolo è aperto o chiuso
Sulle pareti trovi simboli utili per orientarti:

  • Quadrato aperto = strada aperta
  • Esagono = vicolo chiuso

Sono segnali molto discreti, ma una volta che li noti ti aiutano davvero a non ritrovarti in un cul-de-sac.

🛵 Taxi
Fuori dalla medina puoi muoverti facilmente in taxi. Le tariffe sono economiche; se possibile chiedi sempre che il tassista attivi il tassametro.

🧭 Google Maps
Nella medina funziona “a metà”: utile per farsi un’idea della direzione, meno per seguire il percorso esatto. Meglio usarlo come riferimento generale.

11. Incontri e sapori – La Fès che si racconta a tavola

Come dico sempre, un posto va scoperto anche attraverso la sua cucina, e qui non potevo non assaggiare la pastilla, piatto tipico di Fès. Avrei voluto assaggiare la pastilla di piccione ma non sono riuscita a trovarla e spesso è su prenotazione. Ho comunque provato un’ottima pastilla di pollo.

Che cos’è la pastilla?

È uno scrigno di pasta fillo che racchiude un ripieno dolce o salato a base di carne: nel mio caso pollo, mandorle, frutta secca e altri ingredienti dolci e salati. A sentirla così non mi verrebbe voglia di assaggiarla, ma è un piatto delizioso che merita assolutamente di essere provato.

Qui ho assaggiato anche diverse tipologie di insalate marocchine: non sono quelle che intendiamo noi con l’insalata verde, ma sono a base di verdure miste cotte, tra cui lo zaalouk e la taktouka. Ho assaggiato anche un’insalata di carote, una di patate e una di barbabietole: tutte molto buone.

Inoltre a Fès ho assaggiato il chicken trid, una sorta di rfissa composta dalle crêpes marocchine (tipo msemen) e pollo: un piatto nutriente che, nella tradizione, viene dato alle donne che hanno appena partorito.

Durante la mia seconda giornata, essendo oramai tardi, sono andata in un chioschetto per assaggiare un panino con le kofte, delle polpette speziate: quel panino era spaziale, piccante al punto giusto e con la carne saporitissima.

Ho assaggiato anche il caffè tipo turco cotto sulla sabbia, con un po’ di spezie.

Dove ho mangiato a Fès

Bab Sahra
Ristorante elegante in un palazzo meraviglioso, con vari menù a base di pietanze marocchine. Qui ho provato le insalate marocchine e la pastilla di pollo. Il prezzo non è economicissimo, ma l’esperienza vale ogni dirham. Mi hanno anche insegnato qualche parola di arabo e alla fine della cena mi hanno fatto salire sulla terrazza per vedere il panorama.

Bouanania
La seconda sera ho cenato da Bouanania, dove ho preso una buonissima harira e il chicken trid.

Barbecue Alarbi Fes
La mia prova street food: panino con le kofte. Lo sogno ancora!

12. Dove ho dormito – Un riad nel cuore della medina

Due giovani ragazzi sono i proprietari del riad Dar Borj, il riad che mi ha ospitata per due notti a Fès. Il riad è silenzioso e accogliente e una bellissima camera spaziosa mi ha accolta e ristorata nelle ore notturne.

La colazione tipicamente marocchina è un plus: buonissima!

I ragazzi sono gentili e carini, è stato davvero un piacere conoscerli.

13. Tra Fès e l’orizzonte – Sguardi sul Marocco

Fès diventa metafora del viaggio e della scoperta: tra vicoli e sapori, tra colori e silenzi, si impara a perdersi per ritrovarsi. È una città che ho amato e che mi è entrata nelle vene, e prometto che tornerò.

“A Fès non ho solo camminato: mi sono persa per ritrovarmi.”


Informazioni pratiche

Dove dormire: riad nella medina (esempio: Dar Borj)
Periodo consigliato: primavera e autunno
Curiosità: il colore blu di Bab Boujloud simboleggia il cielo e il paradiso

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Un commento

  • Cristian

    Leggendo questo articolo mi hai fatto immergere in questa città e la voglia di scoprire quei colori e sapori 😍