Europa

Ano Lechonia e Milies: tra cultura, natura e ferrovie storiche nel cuore del Pelion 

1. Un viaggio tra i borghi culturali del Pelion 

Dopo aver scoperto i primi villaggi del Pelion occidentale e le spiagge dal colore azzurro cielo, il nostro viaggio prosegue verso l’anima culturale della penisola. 
Tra opere ingegneristiche d’altri tempi e distese di ulivi, raggiungiamo Ano Lechonia e Milies: due borghi uniti da una storica cremagliera che attraversa boschi fitti e scorci a picco sul mare. 

Qui, tra antiche scuole e chiese sorprendenti, si custodisce anche l’oro giallo del Pelion: un olio profumato, denso, che racconta la storia e i sapori di questa terra. 

Pronti a rimanere incantati da questi scorci? 

2. Visita ad Ano Lechonia: quiete, platani secolari e trenino storico 

A circa 11 minuti di macchina da Kala Nera arriviamo ad Ano Lechonia. 

Il paese è conosciuto principalmente per la storica stazione del trenino a vapore. Esso collega Ano Lechonia a Milies. 

Durante la preparazione del viaggio, questo trenino a scartamento ridotto — largo appena 60 cm — aveva subito catturato la mia attenzione. 
Lentissimo (viaggia a 20 km/h) e immerso nella natura, collega Ano Lechonia a Milies in modo pittoresco, attraverso ponti in pietra e scorci montani. 

Treno Ano Lechonia - Milies

Non sapevo se sarei riuscita a fare il viaggio a causa dei danni dell’alluvione ma, nel corso dei mesi ho monitorato il sito fino a che… la linea è stata ripristinata e sono riuscita a prendere i biglietti. 

I biglietti si possono comprare sul sito delle Ferrovie Elleniche 👉 https://www.hellenictrain.gr/ 

  • Andata e ritorno: €18 
  • Solo andata: €10 
  • Bambini: €10 A/R, €6 solo andata 
  • Il treno parte alle ore 10 e il ritorno è previsto alle ore 15. 
🕰️ Info utili trenino Pelion:
• Partenza da Ano Lechonia alle 10:00 (solo sabato e domenica, primavera‑estate)
• Soste: 15 minuti ad Ano Gatzea
• Ritorno da Milies alle 15:00 con arrivo circa alle 16:30
• Durata totale: circa 90 minuti, percorso di ~15 km su binari da 60 cm larghi soli (scartamento ridotto)
• Biglietti: €18 AR, €10 solo andata; bambini 4–12 anni €10 AR, €6 solo andata

Arrivo leggermente prima, ne approfitto per parcheggiare e per prendere un caffè in un bar lì vicino. 
Dopo ho guardato con attenzione la stazione: i binari strettissimi, il giallo intenso della stazione, i vagoni in legno consumati dal tempo. 

Tutto racconta un altro ritmo, più lento, più umano. 
Sta per iniziare un piccolo viaggio nel viaggio. 

3. Il trenino del Pelion da Ano Lechonia a Milies 

Il treno parte alle 10, inizia a fischiare, si intravede il motore, lentamente ci addentriamo in questo viaggio incantato. 

Lentamente ci addentriamo nel bosco e ammiriamo ponti di pietra, fitta vegetazione verde e scorci blu come il mare. 

Inutile dire che ogni momento è utile per scattare una foto. 

Fa un po’ caldo ma con me ho acqua a sufficienza per il viaggio, che durerà ben un’ora e mezza. 

A metà percorso facciamo una sosta presso l’antica fermata di Ano Gatzea, dove il tempo sembra essersi fermato. 

In questa stazione dismessa è presente solo un bar ma, nei 15 minuti di pausa, scatto foto alle porte in rovina e a qualche gatto. 

Riprendiamo il viaggio in direzione Milies. Quasi alla fine si arriva al ponte progettato da De Chirico padre, un’opera di ingegneria importante e che ti rende orgogliosa che sia stato un italiano a progettarlo. 

Treno Ano Lechonia Milies
🔍 Curiosità: La linea fu progettata dall’ingegnere italiano **Evaristo de Chirico**, padre del celebre pittore Giorgio de Chirico. Il treno attraversa il famoso ponte metallico di Taxiarchis (detto “ponte de Chirico”), con binario curvo su un ponte rettilineo — una vera meraviglia di ingegneria.

Arrivo a Milies: esplorazione del borgo e pranzo tipico

All’arrivo prendiamo il sentiero diretto per arrivare in centro. Il sentiero è corto ma il dislivello importante: arriviamo con un bel fiatone e subito decido di concedermi una pausa prendendo un galaktoboureko, un dolce tradizionale greco a base di pasta phyllo e crema. 

Rifocillati, andiamo in esplorazione di Milies. Sappiamo di avere poco tempo a disposizione per poter far tutto, decidiamo quindi di anticipare tutti e di andare a pranzo. Avevo puntato il ristorante To Salkimi che propone piatti greci di influenza turca. 

Prendiamo come antipasto dei fiori di zucca ripieni di riso e spezie, molto delicati. Non ho resistito e ho chieso quali spezie ci fossero dentro i fiori di zucca… sarà una spezia o un’erba aromatica? 
Prendiamo poi gli immancabili tsitsiravla e una torta salata pies kaisareias con pastourma, un insaccato di manzo speziato di origine turca. 

Finiamo con il chunkiar beyiedi: uno stufato di vitello con un purè di melanzane cremosissimo e saporitissimo.

chunkiar beyiedi

Un pranzo ottimo in un ristorante gestito da una famiglia dolcissima. 

4. Milies: cosa vedere in uno dei borghi più autentici del Pelion 

Milies è uno dei più grandi villaggi tradizionali del Pelion. Case in pietra con i tetti in ardesia, vicoli acciottolati: Milies trasuda tradizione e cultura in ogni angolo. 

La piazza con il platano e la chiesa di Pammegiston Taxiarchon

La nostra prima tappa è stata la piazza con il platano, dove ci siamo fermati per una merenda. 
Subito dopo, abbiamo raggiunto la chiesa di Pammegiston Taxiarchon, una vera bomboniera nel cuore del villaggio, interamente decorata d’oro: si rimane abbagliati dalla luce che emette. 

Pammegiston Taxiarchon

Questa chiesa fu costruita durante l’occupazione turca, in un periodo in cui il cristianesimo era vietato. 
Per questo motivo mancano simboli religiosi all’esterno, come la croce o il campanile. Tuttavia, il meglio si svela all’interno. 
I murales raffigurano il cerchio zodiacale – o ruota della vita umana – un soggetto molto raro nelle chiese ortodosse. 
Inoltre, si possono notare 48 giare rovesciate, quattro per ciascuna cupola, collegate a un sistema di pozzi sotterranei: un ingegnoso espediente acustico che amplificava la voce del prete e del coro, impedendo al contempo che i suoni si propagassero all’esterno, rischiando di attirare l’attenzione dei turchi. 

Biblioteca e museo del folklore: la memoria storica di Milies

Proseguendo verso l’interno del paese, abbiamo visitato la biblioteca pubblica di Milies, dove sono custoditi antichi libri e mappe risalenti al periodo della rivoluzione. Entrare lì è stato come varcare la soglia della storia: mi sono sentita quasi intimorita. 

Successivamente, abbiamo deciso di visitare anche il museo del folklore, lasciando una piccola offerta. È stato interessante scoprire i costumi e le foto d’epoca, gli attrezzi agricoli, uno spaccato autentico di vita locale che ci ha permesso di entrare in contatto con la cultura del luogo. 

Il lavatoio nascosto tra i sentieri

Abbiamo concluso il nostro giro con la ricerca dell’antico lavatoio, che si trova al termine di un piccolo sentiero. Isolato ma ben tenuto, sembrava davvero di essere fuori dal mondo. 

📌 Cosa vedere a Milies:
• Il villaggio con case in pietra e vicoli acciottolati, a 400 m di altitudine e panorami sul Golfo Pagasitico
• La chiesa di Agios Taxiarchis (1741), con murales zodiacali e 48 giare rovesciate come amplificatori acustici
• Biblioteca pubblica nata come scuola nel 1814, e museo del folklore con testimonianze della vita tradizionale

5. Il ritorno ad Ano Lechonia e la visita al frantoio 

Per il ritorno, abbiamo scelto di non percorrere la direttissima, ma di costeggiare il paese lungo un sentiero più tranquillo, sebbene decisamente assolato. 

Nell’attesa del treno, abbiamo visitato il museo della stazione: piccolo, ma ricco di reperti storici e fotografie d’epoca. 

Alle 15, puntuali, abbiamo ripreso il treno per il rientro. Un’ora e mezza di viaggio colma di meraviglia. 

🚶‍♀️ Consiglio camminata: Molti viaggiatori preferiscono fare la sola andata in treno e rientrare a piedi lungo la linea ferroviaria. È un percorso panoramico di circa 9–15 km, richiede scarpe adatte, acqua e almeno 3‑4 ore se si è in forma.

Tornata ad Ano Lechonia mi aspetta un’esperienza che volevo fare da tanto tempo: la visita ad un frantoio. Cercando su internet ho trovato Voliotis Family che hanno proprio il frantoio ad Ano Lechonia. 

Veniamo accolti da una giovane e gentile ragazza che ci spiega nel dettaglio il processo della produzione dell’olio d’oliva. 

Ci vengono spiegate tutte le fasi della produzione: dalla raccolta tramite soci conferitori, alla separazione del frutto dai rametti e foglie, al lavaggio, fino alla separazione della parte solida dalla parte oleosa con la seguente fase di decantazione. 
L’estrazione è sempre a freddo e con le nuove tecnologie non utilizzano acqua durante la fase di lavorazione per preservarne la qualità. 
Vediamo i macchinari utilizzati e i premi vinti. 
Infine procediamo alla degustazione di diversi oli di oliva: alcuni più semplici altri aromatizzati ma tutti caratterizzati da un sapore lievemente amaricante e piccante, caratteristiche ottime per un olio del Mediterraneo. 
Guardando le schede l’olio ha un’ottima acidità che si traduce in un’ottima qualità del prodotto. 

degustazione olio

Al termine della visita mi porto via una latta del loro olio che ho poi usato a casa, una qualità notevole. 

6. Cena a Kala Nera e sapori del Pelion 

Tornata a Kala Nera ci fermiamo alla taverna 1900 dove assaggiamo il Bouyiourdi, un meze costituito da feta al forno con peperoni e pomodori: filante, ustionante ma delizioso. 

Successivamente prendiamo l’agnello con salsa al limone e le soutzokakia, entrambi deliziosi. L’agnello è reso meno grasso dalla salsa al limone mentre le soutzokakia sono molto divertenti con la speziatura che le caratterizza. 
Un’insalata, una birra fresca e uno tsipouro completano la nostra cena.

7. Conclusione: la Grecia che non ti aspetti 

Il trenino del Pelion mi ha decisamente conquistata: sono sempre abituata a correre e fare quest’esperienza slow mi ha permesso di rallentare con i miei ritmi. 
Milies poi è stupenda, con i suoi vicoli e la sua chiesa che mi ha lasciato a bocca aperta, ancora ricordo persino il purè di melanzane! 

Desideravo anche visitare un frantoio e sono stata contenta di scoprire un’attività tipica della zona. 

A voi è piaciuto? Vi piacerebbe visitarlo?