Pelion occidentale: itinerario tra villaggi autentici, spiagge tranquille e sapori greci
Un viaggio nel cuore della Grecia continentale, tra natura, cultura e cucina locale.
Montagne verdi che sembrano accarezzare il cielo, platani maestosi che ti proteggono dal caldo con le loro fronde larghe e silenziose, tanto belli da volerli abbracciare.

E poi il mare: calmo, limpido, con il suo suono che accompagna ogni passo e la sua presenza che si svela tra un paese e l’altro, come una promessa azzurra sempre mantenuta.
Questo è il Pelion occidentale, affacciato sul Golfo Pagasitico, una regione della Grecia continentale ancora poco battuta dal turismo internazionale.
Una terra sospesa tra Atene e Salonicco, tra mare e montagna, tra miti antichi e taverne genuine.
Per me è stata una scommessa. Un’avventura. E, sorprendentemente, una casa temporanea che mi ha accolto come se fossi figlia sua.
Ricordo la sensazione di un abbraccio tra me, le montagne e il mare blu circondata da sorrisi sinceri e parole amiche.
Pronti a viaggiare con me tra villaggi tradizionali, spiagge ombreggiate e sapori autentici?
Iniziamo allora con qualche informazione pratica: dove si trova il Pelion occidentale e come arrivarci?
Dove si trova il Pelion occidentale e come arrivare
Il Pelion è una penisola montuosa della Grecia continentale, situata tra Salonicco e Atene.
Informazioni pratiche
- Regione: Tessaglia, Grecia continentale
- Aeroporto più vicino: Volos (ma spesso si arriva via Salonicco o Atene)
- Mezzo consigliato: Auto a noleggio
- Dove alloggiare: Kala Nera è perfetta come base
Si divide in due versanti: quello occidentale, affacciato sul Golfo Pagasitico, e quello orientale, che si apre direttamente sul Mar Egeo.
In questa prima parte del viaggio abbiamo scelto il lato ovest, più tranquillo e riparato.
Il mare, infatti, è generalmente calmo grazie alla protezione naturale offerta dal golfo.
La costa orientale, invece, è più esposta e soggetta a onde e vento. Entrambe le zone hanno il loro fascino, ma la differenza principale riguarda proprio la balneabilità.
Per raggiungere il Pelion, il modo più comodo è volare sull’aeroporto di Volos (Nea Anchialos), che però ha pochi collegamenti diretti dall’estero.
In alternativa, si può atterrare a Salonicco – come abbiamo fatto noi – e poi proseguire in auto.
Il viaggio in macchina dura circa due ore e regala già un bel primo assaggio di Grecia: campi assolati, uliveti, paesaggi brulli e, pian piano, il mare.
Ed è proprio qui che inizia la nostra avventura nel Pelion occidentale, con base a Kala Nera.
La nostra base: Kala Nera, tra mare, platani e prime scoperte
Da Meteora abbiamo proseguito verso sud, in direzione del Pelion occidentale.
Dopo circa due ore di viaggio, il paesaggio ha iniziato a cambiare: dalla campagna bruciata dal sole e dalle fabbriche silenziose sono apparsi i primi ulivi, seguiti da scorci di mare. Visioni familiari, che sanno di casa e di vacanze lente.
Come base per esplorare il Golfo Pagasitico abbiamo scelto Kala Nera, un piccolo centro costiero, vivace quanto basta.
La spiaggia cittadina, i localini affacciati sul lungomare e l’atmosfera rilassata ne fanno un punto di partenza ideale per chi vuole scoprire il meglio del Pelion ovest senza rinunciare alla semplicità.
Abbiamo dormito in una guest house, skourgias rooms, a conduzione familiare, tranquilla e curata, dove siamo stati accolti con un sorriso e con quella gentilezza discreta che fa subito sentire i viaggiatori a casa.
Alla fine del nostro viaggio ci hanno regalato un vasetto di miele con la frutta, non ce lo aspettavano e sono stati dolcissimi. Come fai a non innamorarti di un luogo simile?
Dopo esserci sistemati, ci siamo concessi qualche ora per goderci il mare e scoprire i primi sapori locali.
Consigli per visitare il Pelion
- Evita agosto se cerchi tranquillità.
- Porta scarpe da trekking leggere: i sentieri meritano.
- I villaggi sono in collina: guida con attenzione.
Il primo bagno e la cena a Kala Nera
Per inaugurare il soggiorno, mi sono goduta un primo bagno: niente sport acquatici, solo un tratto di spiaggia libera e il mare calmo e caldo del pomeriggio.
La sensazione? Di essere nel posto giusto, al momento giusto.
La sera, mentre il sole calava sul mare, ci siamo seduti a cena alla taverna Pagasitikos, una delle più note di Kala Nera.
È qui che ho assaggiato per la prima volta le tsitsiravla: germogli di una pianta selvatica della zona, simile al pistacchio, dal sapore leggermente acidulo. Sono un meze tipico del Pelion e, ve lo assicuro, valgono il viaggio.

Glossario greco essenziale
- Mezedes: piccoli piatti da condividere, simili alle tapas
- Ouzeri: locale tipico dove bere ouzo e mangiare mezedes
- Kafeneio: caffè tradizionale, spesso frequentato dagli anziani del paese
Abbiamo ordinato anche vitello in salsa di pomodoro, saganaki e pastitsio, accompagnati da una birra fresca e, naturalmente, da uno tsipouro: non potevo iniziare questo viaggio senza brindare alla greca.
Giorno 1 – Afissos e le spiagge del Golfo
Dopo aver camminato per giorni alla scoperta di Meteora, il primo giorno nel Pelion occidentale è tutto dedicato al mare.

Avevo letto che esistono tratti di costa ancora selvaggi, e la mia idea era di godermi il mare a Lagoudi Beach, una delle spiagge più isolate da provare: sabbia fine, ghiaia chiara e natura intorno.
Ma, arrivata lì, le difficoltà di parcheggio mi hanno fatta desistere.
Abbiamo scelto allora un altro tratto che avevo segnato: Ambovos Beach, un’alternativa attrezzata ma tranquilla, sempre con sabbia e ghiaia, e diverse taverne lungo la riva.
Il parcheggio comodo, proprio accanto alla spiaggia, è stato decisivo.
Consiglio di visitare anche il paesino prima di andare in spiaggia, camminare tra i vicoli e sul lungomare a assaporare la vita cittadina. Arrivati alla chiesa sbirciate la piccola cappella decorata.
Mi sono sistemata al Mediterraneo Seaside Bar-Eatery: con una consumazione di circa 6-8 euro ho avuto due lettini e un ombrellone.
Tendo sempre ad arrivare presto la mattina in spiaggia, è il mio modo di vivere la quiete: le onde del mare, la spiaggia silenziosa, il bagno in solitudine e le attività che piano piano di risvegliano… è la fotografia perfetta della mia giornata al mare.
Una volta accomodata sul comodo lettino, ho iniziato il mio relax: un libro da leggere, il rumore delle onde e un ottimo caffè freddo da sorseggiare lentamente.
Poi è arrivato il momento di una bella nuotata.
Il mare era calmo, l’acqua pulita e fresca: dopo cinque o sei metri si fa subito profonda, ma è perfetto per nuotare.
Pranzo vista mare e cena a Kala Nera
A pranzo abbiamo preso un’insalata greca, semplice e buonissima: feta, pomodori, cipolla, olive e un olio profumato che sa di sole. Fresca e leggera, era proprio quello che ci voleva in una giornata così.
Rientrati a Kala Nera, abbiamo deciso di goderci il tramonto a cena alla Rumeli Tavern, dove abbiamo ordinato di nuovo un’insalata greca, ottima e rinfrescante dopo il sole preso.
Abbiamo voluto anche assaggiare la horta: semplicissime verdure bollite ma saporite, condite con limone e olio. Un contorno povero, ma profumatissimo, che parla davvero di Grecia.
Abbiamo proseguito con la salsa regina: tzatziki, leggermente agliata ma gustosa.
Infine ci siamo concessi un pita gyros, buono e abbondante.
Da bere abbiamo scelto una birra rinfrescante, che ha accompagnato bene tutta la cena.
La serata è stata tranquilla e il servizio gentile.
Alla fine ci è stato offerto un gelatino, come spesso accade nei ristoranti greci: un piccolo gesto che abbiamo molto apprezzato.
Giorno 2 – Villaggi d’arte e leggende nel Pelion Occidentale
Una nuova alba si alza nel cielo e questo giorno è dedicato alla scoperta dei borghi.
Indosso un vestitino comodo, le mie converse e parto alla scoperta!
Alle 8 del mattino fa già caldissimo, il termostato segna più di 30 gradi, ma bisogna pur andare.
La strada si inerpica su per i monti, ogni tanto vedo il mare, ogni tanto i boschi.
Sono in un posto incontaminato e sono contenta.
Il museo di Theophilos ad Anakasia
La nostra prima tappa è un piccolo borgo pieno di poesia e storia: Anakasia.
La vita qui scorre lenta: una chiesa, una fontana, un ristorante e qualche casa.
Ma questo paese nasconde un tesoro.
Camminando tra le vie di Anakasia, trovo una bella casa: qui c’è il museo di Theophilos, dedicato al famoso pittore popolare greco del XIX e XX secolo che visse nel Pelion.
Non ero certa di poterlo visitare, ma un gentile signore mi è venuto incontro con un largo sorriso e un mazzo di chiavi… era lì per aprirmi la porta.
Anche se non parlava inglese, siamo riusciti a capirci e a comunicare. La barriera linguistica non deve mai essere un ostacolo, basta un sorriso, dei gesti per riuscire e capirsi.
Il museo è su due piani, dove sono conservati l’arredamento e soprattutto le pitture murali che rappresentano la vita rurale greca.
Theophilos dipingeva proprio la quotidianità e vedere con i miei occhi le sue opere, che personalmente non conoscevo, mi ha emozionata tantissimo, soprattutto essere nel luogo dove ha vissuto.
Non ringrazierò mai abbastanza quel signore per avermi fatto questo regalo bellissimo.
Le fontane di Stagiates e il festival della salsiccia
Riprendiamo la macchina in direzione Stagiates, un delizioso borgo arroccato sulle montagne.
Questo minuscolo paesino è caratteristico per le sue fontane sparse in tutto il territorio: si dice che la loro acqua porti l’immortalità, e chi sono io per non provarla? Magari rimango giovane e bella!
Un’altra tradizione artigianale è la produzione delle salsicce.
I rinomati Loukanikades (salsicciai) del villaggio hanno modernizzato il loro mestiere, ma l’artigianalità della lavorazione e del gusto continuano a rendere riconoscibile questo prodotto.
Un festival annuale della salsiccia si tiene alla fine dell’estate nella piazza del villaggio.
Vengo colpita dal gigantesco platano nel centro della piazza principale e decido di riposarmi un po’ all’ombra, prendendo un caffè nella taverna principale (con dolcetto in omaggio).
Mi fermo a parlare un po’ con la proprietaria, assaporando la quiete e il canto dei grilli.
Prima di andare via mi soffermo su una casetta che funge da biblioteca pubblica: tanti titoli scritti in greco, peccato non saperli leggere!
Portaria: fontane, architettura tradizionale e gatti curiosi
Ripresi dalla calura, ci avviamo verso Portaria, uno dei centri più conosciuti del Pelion.
Come in tutti i villaggi di questa zona, troverete il platano secolare pronto ad accogliervi, contornato da numerose taverne.
Ne approfitto per camminare lentamente e ammirare l’architettura tradizionale con i tetti delle case in pietra.
Sono molto carine anche le fontane in pietra disseminate un po’ ovunque.
Non bisogna assolutamente perdere la chiesetta di Panagia Portarea, da cui forse prende il nome il paese.
È una chiesetta un po’ abbandonata, ma gli affreschi ancora visibili sono molto belli. Dovrebbe essere tenuta meglio.
A fianco si trova la chiesa di Ieros Naos Agiou Nikolaou, che purtroppo ho trovato chiusa.
Passeggiando, troverete piccoli sentieri in cui sgorga l’acqua, fiori colorati e tante farfalle. Un posto davvero magico.
Magari incontrerete anche qualche gattino che verrà a salutarvi!
Il Sentiero del Centauro: mito e distruzione
Dopo questa escursione a Portaria, voglio andare a vedere ciò che resta del Sentiero del Centauro.

Lo sapevi?
Il monte Pelio è legato alla mitologia greca: qui viveva Chirone, il centauro saggio maestro di Achille, Giasone ed Ercole. Il “Sentiero del Centauro” ne ripercorre le tracce.
Questo doveva essere il mio trekking e desideravo tanto percorrerlo.
L’alluvione di settembre 2023 mi ha costretta a fare tante ricerche, leggere molte recensioni e guardare diversi video per capire come fosse diventato.
Secondo la mitologia greca, i centauri erano creature ibride (metà uomini e metà cavalli) che vivevano sul monte Pelion.
Nella letteratura greca antica sono legati a fenomeni naturali negativi, come cambiamenti climatici improvvisi o condizioni meteorologiche inaspettate.
Sono raffigurati come creature pazze e impulsive e spesso accusati di causare distruzioni agli esseri umani.
Purtroppo, a luglio 2024, il sentiero non c’era più.
Ho percorso i primi 50-100 metri e ho visto masse di detriti a terra che hanno sradicato alberi e distrutto il percorso.
Ho visto persone in infradito e famiglie con bambini avventurarsi, ma io ho preferito evitare.
Ero preparata allo scenario ma è stato un momento di riflessione: quanto può essere violenta la natura? Come può essere così forte e aggressiva ma al tempo stesso così dolce?
Ho potuto però immaginare la meraviglia che era; è davvero un peccato e spero che ci siano fondi per il ripristino.
Tornerò quando sarà possibile.
All’inizio del sentiero c’è un piccolo bar per bere qualcosa, che io non ho provato.
Pranzo tipico a Makrinitsa
Un po’ delusa dal sentiero, riprendiamo la macchina in direzione di Makrinitsa, il villaggio più famoso del Pelion occidentale.
Parcheggiamo e ci dirigiamo verso il centro.
È ormai ora di pranzo e decidiamo di fermarci da Kardamo Oinomageireio, dove assaggiamo gli involtini di foglie di vite e il manouri alla griglia con pesto.
Il manouri è un formaggio tipico della Tessaglia, ricavato dal siero di latte di pecora a cui viene aggiunto latte di pecora o capra, o la sua panna.
Non lo conoscevo e non potevo non provarlo.
Successivamente gustiamo lo spetzofai, piatto tipico del Pelion a base di salsiccia, pomodori e peperoni: succulento e perfetto per fare la “scarpetta” con il pane.
Davvero delizioso.
Concludiamo con un ottimo caffè greco.
Passeggiata a Makrinitsa tra storia, arte e panorami
A pancia piena, finalmente visito Makrinitsa, soprannominata il “balcone del monte Pelion”.
Mi perdo tra i vicoli, raggiungo il punto più alto e ammiro il panorama.
Da non perdere è la chiesa nella piazza principale di Agios Ioannis tou Prodromou, con rilievi in marmo.
È di stampo ortodosso ed è molto raccolta all’interno.
Sempre nella piazza principale, merita una visita la fontana con quattro teste di leone e l’enorme platano secolare al centro.
Sono entrata all’interno del tronco e ho sentito un’energia pazzesca.
Passeggiando, si passa davanti a Kefenio tou Theofilou, un caffè che non ha bisogno di decorazioni perché possiede un enorme murale del leggendario pittore popolare Theophilos.
Purtroppo non sono riuscita a vederlo.
Sono però riuscita a visitare il museo bizantino, una vera chicca di Makrinitsa.
Troverete tantissimi reperti bizantini e reliquie ecclesiastiche della regione.
Un piccolo gioiello che mi ha davvero entusiasmata.
Non perdetevi inoltre i negozietti che vendono prodotti artigianali del Pelion.
Per ritornare a Kala Nera, siamo passati anche da Agios Lavrentios, un altro villaggio di montagna immerso nel verde, ma non siamo riusciti a visitare il monastero perché era chiuso.
Se vi capita, informatevi sugli orari: sembra valga la pena.
Tornati a Kala Nera
Dopo una giornata intensa tra borghi, leggende e sapori, siamo rientrati a Kala Nera, pronti a chiudere in dolcezza questo capitolo del viaggio.
Tornati a Kala Nera, ci accoglie la vista della piccola chiesetta dai toni bianchi e azzurri, tranquilla testimone del paese.
Decidiamo di andare a cena da Eden Taverna, un locale che ci aveva incuriosito.
Abbiamo preso le frittelle di zucchine, croccanti e leggere, e un’insalata greca fresca e saporita.
Poi abbiamo assaggiato i gemista e le polpette di carne: entrambi buoni, anche se ho preferito i gemista, dal ripieno aromatico e avvolgente.
Nonostante abbia apprezzato entrambi i piatti, i gemista sono la portata che mi ha colpito di più con quel profumo di erbe aromatiche che mi ricordano tanto casa.
Per accompagnare il pasto, questa volta abbiamo scelto una retsina fresca e profumata, che ha esaltato i sapori del cibo e reso la serata ancora più piacevole.
Per concludere in dolcezza, come spesso accade nei ristoranti greci, ci è stato offerto uno yogurt, un piccolo gesto di ospitalità che abbiamo molto apprezzato.
Conclusione
Questi primi giorni nel Pelion occidentale mi hanno regalato un’intimità inaspettata con la Grecia: non solo luoghi da scoprire, ma anche emozioni da vivere, incontri autentici e profumi che restano nel cuore.
Inoltre, mi hanno insegnato che il viaggio non è solo una ricerca di posti nuovi, ma anche un viaggio dentro me stessa, fatto di piccole scoperte e accoglienza inattesa.
Nei prossimi giorni ci aspettano ancora meraviglie… trenini, borghi incantevoli e spiagge mozzafiato. Siete pronti a continuare questo viaggio con me?
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