Festival della Fotografia Etica di Lodi – Una gita tra immagini, emozioni e storie che fanno riflettere
Un viaggio tra scatti e consapevolezza
Il Festival della Fotografia Etica per me rappresenta un momento imperdibile dell’autunno, un evento che aspetto per un intero anno.
Ogni anno Lodi si trasforma in una galleria fotografica, dove le storie del mondo si raccontano attraverso l’obiettivo dei fotografi: fotografie cariche di significato, immagini che colpiscono come un pugno nello stomaco.
Io fotografo per passione — paesaggi, dettagli, tutto ciò che rende il mondo più bello — ma ammiro chi, con una fotografia, riesce a raccontare la verità e un momento autentico. Vivo quelle immagini insieme a loro, come se fossi parte di quel racconto. Ed è per questo che, ogni anno, mi prendo una giornata per andare a vedere un mondo con altri occhi.
Cos’è il Festival della Fotografia Etica
Il Festival della Fotografia Etica di Lodi nasce nel 2010 da un’idea del Gruppo Fotografico Progetto Immagine, associazione no-profit con sede a Lodi.
Ogni anno, nel periodo autunnale (per l’edizione 2025: dal 27 settembre al 26 ottobre), la città ospita mostre fotografiche, talk, workshop e visite guidate.
L’obiettivo del festival è usare la fotografia come strumento etico e sociale, per focalizzare l’attenzione su tematiche di grande importanza e avvicinare le persone a storie spesso invisibili.
All’interno del festival, le mostre fotografiche a Lodi si distribuiscono tra chiostri, musei, piazze e parchi cittadini, in un percorso che invita a riflettere e a emozionarsi.
In particolare, il festival ospita anche il celebre World Report Award | Documenting Humanity, che sostiene fotografi impegnati nella fotografia sociale e documentaria.
Informazioni pratiche:
- Periodo: 27 settembre – 26 ottobre 2025
- Luogo: varie sedi nel centro di Lodi (Lombardia, Italia)
- Biglietti: acquistabili online o in loco (giornaliero o singolo)
- Orari mostre: sabato e domenica, dalle 9:30 alle 20:00
- Sito ufficiale
La mia gita a Lodi: un percorso tra mostre e emozioni
La giornata inizia prendendo il treno dalla stazione di Greco Pirelli a Milano: in circa 40 minuti arrivo a Lodi. Prima di iniziare, una colazione è d’obbligo per affrontare la lunga camminata che mi aspetta.
Il Festival della Fotografia Etica si sviluppa attorno a dieci mostre dislocate in altrettanti punti della città. Tutte invitano a rallentare e a riflettere: è un tempo lento, fatto per guardare e non solo vedere.
Durante la mia visita ho trovato molta gente. Ho dovuto fare un po’ di fila, ma è un buon segno, perché significa che questo festival piace e coinvolge persone interessate a comprendere meglio il mondo. Le tematiche spaziano da quelle ambientali a quelle civili, fino ai conflitti e ai diritti umani.
In questo articolo racconterò solo le mostre che mi hanno colpito di più, con l’invito ad andarle a vedere di persona.
Il World Press Photo: la forza di uno scatto
La prima tappa è il World Press Photo, che il festival ospita ormai da diversi anni. È una mostra intensa, dove ogni scatto racconta una ferita del mondo.
Ricordo in particolare la foto vincitrice del concorso: un ritratto di un bambino mutilato da un’esplosione a Gaza. Ammetto che, la prima volta che l’ho vista in una newsletter, ho pianto tanto. Parlare di guerra è difficile; tuttavia, la fotografia riesce a trasmettere la forza e la voglia di vivere anche nel dolore più estremo.
Inoltre, questa mostra propone reportage su alluvioni in Brasile e siccità in Amazzonia. Ci ho trascorso più di un’ora: ogni fotografia costringe a fermarsi e guardare davvero.

Le donne eritree: ferite e coraggio
A Palazzo Barni, una mostra che mi ha colpita profondamente è quella dedicata alle donne eritree e alle loro battaglie quotidiane, soprattutto nelle regioni di confine tra Etiopia e Sudan.
Le immagini raccontano le violenze subite, le ferite, le privazioni. Alcune donne vengono colpite volutamente sullo stomaco per non poter avere figli; ad altre è negato qualsiasi diritto.
Due fotografie restano impresse nella mia memoria:
- Un foglio pieno di piccole croci: ognuna rappresenta un atto di violenza subìto.
- L’abbraccio tra madre e figlia di cinque anni, entrambe abusate.
Da qui, la consapevolezza che, nonostante i progressi, c’è ancora molto da fare per difendere i diritti delle donne nel mondo.

Become a Father: la dolcezza della paternità
Un’altra mostra che mi ha toccata nel profondo è Become a Father, che racconta la relazione tra padre e figlio in diversi Paesi del mondo.
Siamo abituati a pensare al padre come distante; invece, queste immagini mostrano uomini fragili, emozionati, pronti a crescere i propri figli con amore.
In alcune aree del mondo, non è nemmeno possibile ottenere un congedo di paternità, e per questo motivo questi scatti diventano un messaggio universale di tenerezza e responsabilità.
Conflitti e dolore: la guerra in Palestina
Un’altra mostra racconta la guerra tra Israele e Palestina, vista attraverso gli occhi dei civili palestinesi.
Sono immagini crude, piene di dolore: l’urlo disperato di un bambino in cerca di cibo, le lacrime di una madre che stringe il corpo di una persona amata. Queste foto ti colpiscono come uno schiaffo. Il dolore è palpabile.
Quando visiterete il festival, fermatevi a pensare. Non sono mostre allegre, ma necessarie. Guardare è il primo passo per comprendere e, forse, per cambiare.

Dove fermarsi e cosa vedere a Lodi
Tra una mostra e l’altra, consiglio di fare una pausa nei bar o ristoranti del centro. Alcuni suggerimenti:
- Ristorante Gaffurio
- La petite Mondina
- Pizzeria Castello Lodi
- Bar Pasticceria Tabaccheria Masseroni
- Calicantus Lodi
- Lucky Bar
- Paradise
Chi preferisce un pranzo veloce può optare per un panino da asporto. Io, negli ultimi anni, preferisco portarmi qualcosa da casa per avere più tempo da dedicare alle fotografie.
Oltre al festival, vale la pena visitare:
- Duomo di Lodi e Piazza della Vittoria
- Ponte sull’Adda
- Broletto di Lodi
- Tempio civico dell’Incoronata
Consigli pratici per organizzare la visita
- Durata ideale: una giornata intera
- Come arrivare: in treno da Milano (circa 40 minuti) o in auto, con parcheggi gratuiti vicino al centro
- Orari e biglietti: €19 dalle 9:30 alle 20:00, verificare sul sito ufficiale
- Suggerimento: scaricare la mappa interattiva o prenotare in anticipo i workshop
👉 Scopri il programma completo sul sito ufficiale del Festival della Fotografia Etica
Perché vale la pena visitarlo almeno una volta
Il Festival della Fotografia Etica non è solo un evento per appassionati: è un viaggio dentro l’umanità.
Ogni immagine ti insegna a guardare con occhi nuovi, a provare empatia, a comprendere meglio il mondo. Ogni immagine ti impone delle domande e ti struggi per avere delle risposte.
Infine, ciò che resta non sono solo gli scatti, ma le riflessioni che ti porti a casa.
Vi invito a vedere questa mostra con i vostri occhi, a guardare con il cuore e a farvi delle domande. Perché la fotografia etica non mostra solo immagini, ma costruisce ponti di empatia.
Conclusione – Una gita che fa bene allo sguardo e al cuore
La fotografia per me è vita, è la mia fedele compagna di viaggio. Con 4 ore di sonno addosso ho trovato la forza di prendere il treno e di compiere questo mini viaggio con l’emozione di una bambina.
Sono tornata da Lodi con la memoria piena di scatti, ma soprattutto con occhi nuovi per guardare la realtà.
Un’esperienza che consiglio a chiunque voglia rallentare, osservare e lasciarsi toccare dalle storie del mondo.
Se dopo una giornata tra emozioni e riflessioni hai voglia di un abbraccio di gusto, ti consiglio di provare la mia ricetta delle uova alla carrettiera — semplice, confortante e perfetta per chi ama i sapori autentici.