Degustazione della Retsina: scoperta di un vino greco tradizionale
Introduzione alla Retsina
Se vai in Grecia non puoi non aver sentito parlare della Retsina. In questo articolo vi racconto la degustazione della Retsina, un vino iconico della cultura greca che sicuramente avrete trovato in qualche menu di una taverna greca.
Dovete sapere che io, non solo compro vini quando viaggio, ma addirittura chiedo a chi parte di portarmi una bottiglia al rientro.
In questo caso la Retsina che andrò a degustare è arrivata come regalo.
La degustazione della Retsina avrà soddisfatto le mie aspettative? E soprattutto, con che cosa l’avrò abbinata?
Seguitemi in questo articolo e andiamo a scoprirlo insieme!
Cos’è la Retsina e da dove nasce
La Retsina è un vino da tavola greco che prende il nome dall’aggiunta di resina di pino di Aleppo al mosto. I greci lo producono fin dall’antichità, soprattutto in Attica e nei dintorni di Atene.
La leggenda della Retsina
Una leggenda narra che sia stato Ippocrate il primo a creare la Retsina, per realizzare una bevanda aromatizzata dal potere curativo. All’inizio si usavano anfore aperte; solo in seguito i produttori impiegarono la resina di pino per sigillare i contenitori ed evitare il contatto con l’aria.
Oggi, naturalmente, la produzione si basa su tecniche molto più moderne.
Caratteristiche del vino Retsina
La Retsina può essere bianca o rosata e nasce principalmente da uve Savatiano e Rhoditis.
Oggi resta un prodotto folcloristico greco, ma negli ultimi anni diverse cantine hanno scelto la via della qualità, cercando di proporre una Retsina meno turistica e più autentica.
Vitigni utilizzati nella Retsina
Savatiano
Il Savatiano è un vitigno autoctono greco a bacca bianca, protagonista della Retsina. Nonostante ciò, alcune aziende producono anche vini secchi di buona qualità. Resiste bene alla siccità e alle malattie, ma ha poca acidità: per questo i produttori lo assemblano spesso con Assyrtiko e Rhoditis.
La foglia è media e pentagonale, gli acini molto grandi, sferoidali, di colore verde-giallo.
Rhoditis
Il Rhoditis è un vitigno autoctono greco a bacca rossa. Resiste bene alla siccità e garantisce una buona acidità, utile a bilanciare la carenza del Savatiano. Ha foglia media pentalobata, grappoli spargoli e acini medi, sferoidali e di colore rosa.
La cantina Kourtatis
La cantina Kourtatis nacque ad Atene nel 1895 come realtà familiare, presto conosciuta per la produzione di Retsina, tanto da diventarne uno dei maggiori produttori.
Nel 2000 la società cambiò nome in Greek Wine Cellars e si articolò in tre divisioni: Kourtaki, Calliga e Oenoforos.
Oggi utilizza tecnologie moderne e continua a produrre Retsina e altri vini.
Note di degustazione della Retsina
Il calice di Retsina in degustazione mostra un colore giallo dorato intenso, poco denso e trasparente.

La resina emerge chiaramente: sento pigna, miele di acacia, erbe mediterranee come timo e alloro, e frutta candita, soprattutto albicocca essiccata.
In bocca risulta corposo e piuttosto caldo (nonostante la gradazione non sia alta), con una buona morbidezza. La freschezza sembra un po’ mascherata dall’alcol, ma l’acidità rimane discreta. La sapidità è lieve. Colgo note di grano e fieno, e forse un accenno di agrume, come il cedro.
La persistenza è breve, con un retrogusto mandorlato e di frutta secca, quasi noce, con una sfumatura che richiama il mallo di noce.
Con cosa abbinare la Retsina
La Retsina accompagna perfettamente i piatti della cucina greca: olive, feta, dolmades o moussaka.
Io l’ho gustata insieme all’alevropita, una torta salata greca a base di uova e feta.
Conclusione
Nonostante la Retsina possa sembrare un vino folcloristico e turistico, resta un simbolo autentico della tradizione greca.
A me personalmente non è dispiaciuta: abbinarla a un piatto tipico mi ha fatto rivivere le emozioni delle vacanze estive. Vi invito a provarla anche voi: con un calice di Retsina potrete viaggiare con la mente e ritrovarvi, almeno per un momento, in una taverna affacciata sul mare della Grecia.
