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Gita a Grosio: un giorno tra castelli, incisioni rupestri e arte liberty in Valtellina 

Introduzione – Un giorno a Grosio, tra storia e meraviglia 

Incastonato tra le montagne della Valtellina, esiste un borgo dove la vita scorre lenta. Alcuni luoghi sembrano essersi fermati nel tempo. Grosio è uno di questi.

Era da un po’ che volevo tornare a Grosio. Ci ero passata anni fa, di fretta, e mi ero promessa che un giorno sarei tornata.

È una mattina di primavera. L’aria è fresca e il sole illumina i versanti ancora velati di neve. Carica di aspettativa, salgo in macchina per questa nuova gita fuori porta.

In questo articolo vi porto con me alla scoperta di cosa vedere a Grosio, tra castelli, incisioni rupestri e meraviglie liberty.

In un solo giorno si viaggia nel tempo. Si passa dalle incisioni preistoriche della Rupe Magna ai sogni liberty del Castello di Gaudí e di Villa Visconti Venosta, immersi nella quiete della Valtellina.

Come arrivare e quando andare 

Per raggiungere Grosio si può percorrere comodamente la SS38 in auto. In alternativa, si può prendere il treno fino a Tirano e proseguire con un bus locale.

Io lo trovo perfetto come itinerario per una gita da Milano o per chi si trova già in Valtellina.

Consiglio di scegliere la primavera o l’autunno. I colori dei boschi e dei prati sono al loro massimo splendore e il clima è ideale per passeggiare senza fretta.

Un piccolo trucco per vivere al meglio la giornata: arrivare presto. Così potrete entrare nel parco con calma, godervi la luce migliore per le foto e respirare l’aria pura e silenziosa di Grosio prima dell’arrivo dei turisti.

Mattina – Il Parco delle Incisioni Rupestri e il Dosso dei Castelli 

Il viaggio verso Grosio 

La sveglia suona presto. Il viaggio è lungo e voglio godermi ogni momento di questa giornata di primavera.

Durante il tragitto osservo il lungolago di Lecco. Poi la strada si apre tra prati punteggiati di fiori, mucche al pascolo e piccoli borghi che sembrano usciti da una cartolina.

Impiego circa due ore e mezza per arrivare a Grosio. Il borgo è diviso in più zone. Approfitto dell’auto per esplorare alcune perle nascoste, tra cui due chiesette che meritano una sosta.

Soddisfatta di questo primo assaggio, è finalmente giunto il momento di visitare i castelli di Grosio. Spoiler: non è quello che si vede sempre su Instagram!

Ho prenotato la visita guidata perché sono sempre stata affascinata dal mondo preistorico e volevo capirlo meglio.

Alla scoperta della Rupe Magna 

La visita è condotta da Gottfried, la stessa persona con cui avevo parlato via email. È preparato, appassionato e pieno di aneddoti.

Mi sembra di viaggiare nel tempo. Sono davvero catapultata nella preistoria. A scuola la storia mi annoiava, ma qui la sento viva.

La visita guidata non è utile solo per la storia. È indispensabile anche per riuscire a vedere davvero le incisioni, perché senza aiuto spesso passano inosservate.

Il percorso si chiama “Alla scoperta della Rupe Magna”. Il biglietto costa 6 €.

La Rupe Magna, scoperta nel 1966, è una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino. Conta oltre 5000 raffigurazioni, databili tra la fine del Neolitico e l’età del Ferro.

Grosio incisioni rupestri

Ci si diverte a scovare oranti, animali e figure antropomorfe. L’unica particolarità è che si accede senza scarpe, quindi ricordatevi dei buoni calzini!

I castelli di Grosio: San Faustino e Castello Nuovo 

Dopo la visita alla Rupe Magna, decido di salire verso il Castello di San Faustino e il Castello Nuovo. Entrambi sono visitabili gratuitamente.

Arrivo mentre il sole di primavera illumina il dosso. Il panorama è spettacolare. Il vento muove l’erba alta e le capre brucano tranquille ai piedi delle mura.

Grosio - castello

Il Castello di San Faustino, edificato tra il X e l’XI secolo, conserva ancora la cappella romanica e due sepolcri medievali scavati nella roccia.

Il Castello Nuovo, costruito tra il 1350 e il 1375, aveva una funzione strategica. Era una fortezza viscontea con doppia cinta muraria e un poderoso mastio destinato all’estrema difesa.

Passeggiare tra le loro rovine è un’emozione unica. Il profilo delle Alpi si staglia all’orizzonte. L’aria pulita della Valtellina profuma di erba e libertà.

Ogni pietra racconta una storia. Mi sembra quasi di sentire le voci di chi un tempo viveva e difendeva queste mura.

Pausa pranzo – Sapori valtellinesi 

Dopo essermi avventurata tra le mura del castello, è arrivato il momento di pensare alla pausa pranzo. 
E cosa c’è di meglio di un pranzo tradizionale? 

La prima volta che passai per Grosio mi fermai al Ristorante Jim Sassella e ne avevo un ricordo bellissimo, così ho deciso di tornarci. 
Il ristorante si trova in centro a Grosio e propone una carta davvero interessante. 

Io ho deciso di mantenermi sul tradizionale: un piatto di bresaola e gli immancabili sciatt. 
Quando vado in Valtellina gli sciatt sono sempre d’obbligo, caldi, croccanti e filanti al punto giusto. 

Non potevano mancare nemmeno i pizzoccheri, che restano uno dei miei piatti preferiti in assoluto: sapientemente bilanciati tra verdure e formaggio, con l’aggiunta della pesteda — una scoperta che feci proprio qui anni fa — che dà quel tocco speciale e tipicamente valtellinese. 

Grosio pizzoccheri

E per concludere, un bicchierino di Braulio, il mio modo preferito per salutare la Valtellina 

Pomeriggio – Tra arte e nobiltà: il Castello di Gaudí e Villa Visconti Venosta 

Il giardino roccioso di Nicola 

Dopo pranzo è giunto il momento di visitare il luogo più iconico di Grosio: il Castello di Gaudí. 
Il nome non è legato al celebre architetto catalano, ma deriva dal fatto che la casa — privata — richiama lo stile fiabesco delle sue opere. 

Il suo ideatore è Nicola, un abitante di Grosio che nel corso degli anni ha decorato la sua abitazione con materiali riciclati, trasformandola in un piccolo capolavoro di fantasia e ingegno. 
Passeggiare tra mosaici, colonne e scalinate che si arrampicano verso il cielo è come entrare in un mondo sospeso tra sogno e realtà. 

Grosio giardino roccioso

È importante ricordare che si tratta di una proprietà privata, quindi va visitata con rispetto: l’ingresso è gratuito, ma una piccola offerta è sempre ben accetta (trovate la cassettina all’ingresso). 
Sono stata fortunata: essendo andata nel primo pomeriggio, c’era pochissima gente e ho potuto visitarlo con calma e serenità. 

Ho avuto anche la fortuna di incontrare il signor Nicola: una persona gentile e piena di passione, che ci ha raccontato un po’ della storia di questa meraviglia. Se lo incontrate, fermatevi a parlare con lui: ne vale davvero la pena. 

Passeggiata nel centro di Grosio 

Dopo aver visitato questo luogo così particolare e suggestivo, è tempo di esplorare il centro di Grosio. 

Cammino attraverso le strade e ammiro le sue case in pietra; alcuni edifici in stile liberty si affacciano sui vicoli, rendendo tutto il borgo molto elegante. 

Vengo colpita dalla chiesa medievale di San Giorgio: all’interno è buio, e sembra quasi un peccato dover faticare per vedere gli affreschi, fino a quando un locale che mi aveva notato passeggiare arriva e mi accende le luci. La meraviglia non si può descrivere. 


Gli affreschi fanno da cornice a questa chiesetta medievale, e le sculture lignee e gli stucchi, che spaziano dal XV al XIII secolo, rendono il luogo elegante e raccolto. 

La chiesa di San Giorgio conserva anche le opere di Cipriano Valorsa, pittore grosino che nel ‘500 divenne celebre in tutta la Valtellina. 
Da notare la sua opera “La Deposizione”, in cui si può scorgere il suo autoritratto: il suo sguardo segue il viaggiatore curioso tra le navate. 

La chiesa parrocchiale di San Giuseppe è la principale di Grosio: una grande scalinata porta al sagrato e l’edificio presenta un’unica navata a base rettangolare, elegantemente decorata con stucchi e affreschi che ne valorizzano la maestosità. 

Villa Visconti Venosta 

L’ultima tappa della giornata è l’elegante Villa Visconti Venosta, nel cuore di Grosio. 
La visita è possibile solo con guida (biglietto 6 euro), e appena si entra si viene accolti da splendidi giardini all’italiana, curati e ricchi di fiori. 

Mentre attendiamo l’inizio della visita, mi soffermo su una piccola mostra dedicata all’abbigliamento tradizionale valtellinese. 
Osservare abiti da sposa, da lutto e da lavoro permette di entrare davvero nello spirito del territorio: anche la moda racconta la storia di chi lo abita. 

La villa, originariamente distrutta nel 1620, fu poi ricostruita grazie al gesuita Marcantonio Venosta. 
Successivamente vennero apportate modifiche volute dal marchese Emilio, e oggi ospita la biblioteca civica e il museo voluti dalla marchesa Margherita, che donò tutto al Comune. 

La visita è un vero viaggio nel tempo: si possono ammirare oggetti d’epoca, tra cui la poltrona di Camillo Benso Conte di Cavour e un volume di proverbi francesi annotato da Alessandro Manzoni. 
L’arredamento elegante e la guida, appassionata e coinvolgente, riescono a trasportarti in quell’atmosfera nobiliare di altri tempi. 

Cosa vedere se resta tempo 

Tra le cose da vedere a Grosio, le sue frazioni nascondono piccoli tesori da non perdere. 


La prima che visito è Vernuga: l’aria frizzante del mattino e l’acqua fredda della fontana mi danno una sferzata di energia. Qui merita una visita la chiesetta di San Giovanni Battista e, se vi affacciate, potrete ammirare l’antico torchio a leva del XVIII secolo, anche se purtroppo non è ben visibile. 

La seconda frazione che esploro è la contrada di Tiolo, dove si trova la chiesa parrocchiale della Visitazione di Maria a Sant’Elisabetta, un piccolo gioiello nascosto che racconta la storia e la devozione del borgo. 

Consigli pratici 

Per godervi la giornata a Grosio portate scarpe comode, acqua e, se è estate, crema solare. 
Vi consiglio di arrivare presto, così da parcheggiare vicino al parco e iniziare la visita con calma, approfittando della luce migliore per le foto e della tranquillità dei luoghi. 

Per organizzare al meglio il vostro itinerario, ecco alcuni link utili: Parco delle Incisioni Rupestri, Villa Visconti VenostaInfoTurismo Valtellina

Conclusione – Un viaggio nel tempo in un solo giorno 

Grosio non è solo un borgo instagrammabile o “acchiappa like”: è un luogo da vivere, da assaporare lentamente. Come una matrioska, ogni angolo racconta qualcosa di nuovo, e la sua bellezza si svela solo a chi sa guardare con occhi attenti e cuore curioso. 

Non fermatevi alla copertina: sfogliate questo libro di pietre, mura e vicoli, e scoprirete quanto Grosio sia magica, vibrante di storia e di piccole meraviglie nascoste.