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Copenaghen Insolita e Classica: Guida a Vesterbro e al Centro Storico

Cosa vedere a Copenaghen in 4 giorni: tra design e aree riqualificate 

Copenaghen è un viavai di quartieri urbani molto diversi tra loro e aree riqualificate, capaci di regalare atmosfere uniche a ogni angolo della capitale. È proprio per questo motivo che, durante il mio viaggio a Copenaghen di quattro giorni, ho deciso di organizzarmi in modo preciso. 

Ho scelto di dedicare il secondo e il terzo giorno alla scoperta della parte situata nel centro storico Copenaghen, includendo il meraviglioso e imperdibile orto botanico. Camminando tra le strade della città, la celebre cultura hygge fa la sua comparsa naturale nelle abitudini cittadine e caratterizza fortemente l’intero stile di vita danese. 

Inoltre, il celebre design danese è costantemente disseminato in tutta la città, arricchendo l’esperienza visiva e l’architettura di ogni singolo quartiere che visiteremo insieme. In questo articolo vi porto con me a scoprire due anime diverse ma sempre affascinanti della splendida capitale danese, pronte a sorprendervi passo dopo passo. 

Da un lato vivremo lo stupore classico e l’incanto della natura integrata nell’architettura urbana, muovendoci verso spazi verdi davvero unici e rigeneranti. Dall’altra parte ci tufferemo invece in una zona industriale riqualificata, dove la creatività contemporanea ha saputo ridisegnare completamente l’estetica e la vita di Vesterbro

Se vi siete persi l’inizio del nostro itinerario tra i quartieri alternativi, potete recuperare subito leggendo la prima parte del viaggio dedicata al Giorno 1. 

Giorno 2: Castelli e l’Anima di Vesterbro (Hillerød e la Fabbrica Carlsberg) 

Il giorno dopo, di prima mattina, mi sposto verso Hillerød per visitare il castello, di cui vi parlerò approfonditamente in un altro articolo dedicato. 

Il pomeriggio mi dedico invece all’esplorazione completa di Vesterbro. Subito salta all’occhio il Palads Teatret, un edificio super appariscente dalle pareti interamente colorate di rosa e molto instagrammabili. 

L’ho trovato forse un pochino decadente, ma dopodiché ho fatto un giro verso il vecchio quartiere operaio e a luci rosse, oggi totalmente trasformato. 

🛍️ La trasformazione di Vesterbro: Da quartiere a luci rosse a zona trendy 

Oggi è diventato un distretto sostenibile e alla moda. Il nome significa appunto “sobborgo occidentale” e indica l’antico lastricato alla porta ovest della città. 

Dopodiché mi sposto verso Istedgade, una via lunga circa un chilometro, un tempo incentrata esclusivamente su sexy shop e centri massaggi. 

Oggi questa strada è stata completamente riconvertita in botteghe creative e locali di design. Devo dire che inizialmente mi aspettavo un quartiere decisamente più alternativo. 

Pensavo a qualcosa di simile al quartiere a luci rosse di Amsterdam. In realtà l’ho trovato un quartiere molto residenziale, fatto di locali vintage e localini trendy. 

È una zona piena di piccole bakery e negozi vintage, che mi è sembrata assolutamente vivibile e molto tranquilla, anche se l’ho girata brevemente. 

Vista la discreta vicinanza, ho deciso di andare al museo Home of Carlsberg, in quanto l’ingresso era totalmente incluso con la mia Copenhagen Card

🍻 La sorpresa di Home of Carlsberg: Storia e interattività 

Per entrare bisogna comunque ricordarsi di prenotare l’orario di ingresso, e io l’ho trovato subito. Con una camminata di circa 20 minuti arrivo. 

Arrivo così verso la parte più estrema della città, dove c’è appunto la storica fabbrica della Carlsberg. Devo essere sinceramente ed estremamente onesta con voi. 

Non volevo andare perché mi sembrava una cosa un po’ commerciale, una birra che trovo tranquillamente in qualsiasi scaffale di supermercato in Italia. 

Devo dire invece che mi ha stupita in modo totalmente positivo. L’ingresso con i mattoni e gli edifici storici sono molto particolari e trasmettono operosità. 

Inoltre, all’inizio della visita vi è una sorta di brindisi di benvenuto tra tutti coloro che partecipano attivamente al tour del museo. 

Il percorso è molto interattivo, quindi adatto anche ai bambini, e racconta tutta la storia della famiglia Carlsberg e gli stili di produzione. 

Non è mai noioso, anzi, l’interattività ti stimola a voler approfondire di più il discorso. Al termine della visita viene data in omaggio una birra. 

Copenaghen_home of carlsberg

Viene regalato un bicchiere di birra e io ho scelto una birra rossa che non trovo facilmente dalle mie parti in Italia. 

Il sapore, come al solito, è completamente diverso rispetto a quella commerciale e l’ho trovata molto buona, con ottimi sentori durante la degustazione. 

🍔 Cena a Kødbyen da Tommi’s Burger Joint 

Per fortuna che ho deciso di visitarla: è stata una bellissima scoperta e vale molto di più rispetto a quello che pensavo inizialmente. 

Tornando nel quartiere di Vesterbro, per cena decido di andare a mangiare da Tommi’s Burger Joint nel Meatpacking District (Kødbyen). 

Si trova in quello che si può definire dei vecchi magazzini, un locale piccolino dove servono hamburger caldi e davvero molto buoni. 

Giorno 3: Arte, Botanica e il Cuore del Centro Storico 

Il terzo giorno arriva il momento della Ny Carlsberg Glyptotek, uno dei musei che più in assoluto avrei voluto vedere durante questo viaggio. 

Fu fondato da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, il quale donò la sua immensa e preziosa collezione d’arte nel 1888. 

Il suo fu un intento anche fortemente didattico: l’arte deve colpire direttamente il visitatore, senza il filtro di pesanti nozioni accademiche. 

🌴 La Glyptotek: Un viaggio tra sculture e sogni 

Appena entrata, piante danzanti e statue eleganti danno il benvenuto in quella che si prospetterà una visita concentrata sull’eleganza e sul sogno. 

La Glyptotek è composta da quattro edifici e dallo splendido giardino d’inverno. L’edificio di Dahlerup del 1897 è in uno stile ricco con colonne di marmo e mosaici, e ospita le sculture danesi e francesi. 

Include anche il Winter Garden con ampi lucernari, pensato originariamente come un’oasi di puro relax per staccare dal caos della città. Questo è il primo palazzo, nonché il benvenuto di cui vi parlavo prima. 

L’edificio di Kampmann del 1906, in puro stile classico con colonnato centrale, ospita invece i preziosi reperti egizi, greci e romani. 

Ci si perde letteralmente tra l’antichità di Roma e dell’antico Egitto; c’è veramente tantissima roba da vedere e ci si perde dentro. 

L’edificio di Henning Larsen è una struttura a tre piani ispirata ai paesi di montagna egizi e ospita i dipinti francesi di Gauguin, Rodin e le sculture di Degas sulla danza. 

Vanta inoltre una bellissima terrazza panoramica sul tetto. Questo è forse l’edificio che ho apprezzato di più in assoluto durante la mia visita. 

Innanzitutto, per l’entrata vengo accolta dalle statue che raccontano una storia l’una fra l’altra. Mi perdo allora ad ammirare i dettagli facciali e le mani. 

Provo quasi una sensazione mistica nel vedere l’espressione facciale di una statua e il taglio elegante e lineare delle mani. 

Dopodiché si sale ai piani per arrivare ai dipinti, fino a raggiungere la terrazza panoramica dove si scorge Copenaghen dall’alto. Inoltre, l’edificio dell’Unione Europea ospita spesso interessanti mostre temporanee. 

🦋 Una sosta verde al Giardino Botanico (Botanisk Have) 

Dopo aver fatto un salto per il pranzo al mercato di Torvehallerne, decido di fare una rigenerante passeggiata all’Orto Botanico

Creato originariamente nel 1600 su concessione di Cristiano IV, nel corso del tempo è cresciuto fino ad assumere l’aspetto odierno nel 1800 grazie al botanico Schouw. 

Essendo un parco pubblico l’ingresso ai giardini esterni è completamente gratuito, ma per poter visitare le serre monumentali serve un biglietto a parte. 

Nel mio caso l’accesso era interamente incluso nella comodissima Copenhagen Card. Inizialmente non avevo inserito questa tappa nel mio itinerario principale, ma avendo tempo ho deciso di visitarla. 

Ho iniziato dalla splendida Casa delle Farfalle: una vera e propria serra tropicale dove diverse specie di farfalle colorate volano libere tra le piante. 

Se vi piacciono questi affascinanti insetti consiglio assolutamente la visita; rimarrete incantati dalla loro incredibile leggiadria e dai loro splendidi colori sgargianti. 

🌡️ La Casa delle Palme: Un’esperienza equatoriale 

Successivamente mi sposto alla storica Casa delle Palme, una grandiosa serra che ospita tantissime varietà di piante tropicali, tra cui le mangrovie. 

All’interno vi è una spettacolare scalinata bianca a chiocciola che vi porta molto in alto, permettendovi di ammirare tutta la foresta tropicale direttamente dall’alto. 

È un posto bellissimo immerso nella natura, ma l’unica nota veramente negativa è l’umidità. L’umidità lì dentro è pazzesca e fa caldissimo. 

Pensate che persino la mia macchina fotografica ha avuto non pochi problemi a causa dell’improvviso sbalzo termico. 

Trovare uno scorcio equatoriale e tropicale nel bel mezzo di Copenaghen è l’ennesimo squarcio che rende questa città unica e interessante. 

Uscita da lì decido di fare una merenda tipica danese e raggiungo Buka, una nota pasticceria storica della città. 

Dopo aver fatto un po’ di fila ordino un delizioso dolce danese con i lamponi freschi che era veramente buonissimo. Una sosta breve e dolce, ma che ha decisamente deliziato il mio stomaco prima di ripartire. 

🏙️ Il cuore di Copenaghen: Rådhuspladsen e Strøget 

Questo giorno è dedicato alla scoperta del centro storico e della città. Una volta uscita dalla Glyptotek mi avvio verso Rådhuspladsen, ovvero la Piazza del Municipio. 

È il punto zero della città, usato per calcolare tutte le distanze stradali nella Danimarca, ed è il centro nevralgico di feste ed eventi. 

Dopodiché mi imbatto in Strøget, che è l’isola pedonale più lunga d’Europa. Collega la piazza del municipio a Kongens Nytorv attraversando diverse vie, tra cui Frederiksberggade. 

Fermatevi qui: si trova la celebre Fontana delle Cicogne, regalo del 1894 per le nozze d’argento del principe Federico e della principessa Luisa. 

C’è sempre un sacco di gente, quindi rischia quasi di passare inosservata. A mio parere, la trovo molto elegante anche nella sua anonimità. 

Dopodiché passiamo per Skindergade, una via del centro di 400 metri che corre parallela a Strøget, collegata a destra tramite il passaggio di Niels Hemmingsens Gade che va da Gammeltorv a Købmagergade. 

🌀 Rundetårn: La rampa elicoidale senza gradini 

Una volta visitato il centro storico si passa a visitare la Rundetårn. Che cos’è questa torre rotonda? È l’antico osservatorio astronomico costruito tra il 1635 e il 1642 da Cristiano IV come parte del complesso della Trinità. 

In passato qui sorgeva una torre, diventata poi obsoleta nell’Ottocento per via delle vibrazioni del traffico stradale e dell’inquinamento luminoso, venendo poi sostituita dall’osservatorio di Østervold nel 1861. 

Quello che caratterizza la Rundetårn è la totale assenza di gradini. Per arrivare in cima alla torre bisognerà percorrere una lunga rampa elicoidale. 

Copenaghen_rundetaarn

Bisogna munirsi di pazienza, buon allenamento alle gambe e percorrere questo lungo corridoio di 7,5 giri, lungo ben 210 metri. 

Perché qui non abbiamo i gradini? Non sono stati contemplati per permettere a cavalli e carrozze di trasportare i libri primi nella biblioteca e gli strumenti astronomici. 

In cima, a 25 metri di altezza, si trova una nicchia con un pavimento di vetro sul nucleo vuoto, usata come punto zero per la triangolazione della Danimarca nel 1760. 

La torre ospitava ben 10.000 libri universitari, trasferiti nel 1861, e in cima c’è un modello tradizionale del sistema solare. 

Devo dire che per percorrere questi 7,5 giri c’è stato bisogno di un po’ di fiato, ma l’esperienza ne vale assolutamente la pena. 

Alla fine non capita tanto facilmente di trovare un osservatorio astronomico con un lungo corridoio di forma elicoidale. 

🎨 Gråbrødretorv e la Cattedrale di Nostra Signora 

L’ultima tappa della giornata è Gråbrødretorv, una piccola piazza oasi racchiusa tra pittoresche case gialle, rosse e arancioni situata in pieno centro storico. 

È l’ideale per rilassarsi un pochettino, lontana dalla calca dello shopping di Strøget. Sembra quasi di percorrere un micromondo a parte. 

Le case color pastello e le facciate colorate assumono quasi un’aria sia romantica che allegra nel contesto danese. 

Quello che suggerisco è di allontanarsi un po’ da Strøget e andare a cercare i vicoli meno battuti, che regalano emozioni decisamente più intense. 

Successivamente visito la Cattedrale di Nostra Signora, situata vicino all’università e inaugurata nel 1829 su progetto di Christian Frederik Hansen, che si ispirò al Palladio. 

I bombardamenti britannici nel 1807 avevano precedentemente rasato al suolo la sua antica chiesa gotica. 

La torre è alta 60 metri e custodisce la campana più antica della Danimarca, la Stormklokken di ben quattro tonnellate. 

La chiesa visse una storia di scontri e nacque nel dodicesimo secolo sotto il vescovo Absalon. Nel 1530 fu teatro di una rivolta violenta di tipo protestante, in cui i cittadini distrussero gli altari cattolici. 

La chiesa è immensa e vengo colpita dalla sua essenzialità e dalle sue colonne in marmo. Anche se un po’ nascosta, consiglio di fare una visita: l’ingresso è gratuito ed essendo in centro è comodo arrivarci. 

La sera è il momento della cena tipica danese presso il Restaurant Karla

Copenaghen Card conviene? Informazioni utili per il viaggio 

Per questo specifico itinerario ho utilizzato la Copenhagen Card, una scelta che si è rivelata davvero utile per ammortizzare i costi complessivi della vacanza. Se è vero che una città si scopre camminando, è altrettanto vero che la si scopre profondamente attraverso la ricca cultura che offre ai visitatori. 

Tendo sempre a muovermi a piedi per esplorare ogni angolo, ma poiché ho percorso varie e lunghe distanze, la metropolitana di Copenaghen è stata utilissima. Questo mezzo di trasporto rapido ed efficiente è compreso sempre all’interno della tessera turistica, garantendo spostamenti illimitati ed economici in ogni momento della giornata. 

Avere la tessera per poter visitare Copenaghen in quattro giorni è utile, soprattutto se si soggiorna in quartieri periferici e decisamente lontani dal centro storico. Grazie a questa comoda soluzione mi sono mosso tranquillamente in metropolitana, ottimizzando i tempi per raggiungere facilmente sia Vesterbro sia le altre attrazioni principali. 

Cosa vedere a Copenaghen: conclusioni sul nostro itinerario 

Il secondo giorno a Copenaghen e il terzo giorno sono stati due giorni dalle sfaccettature diverse e caratterizzati da un approccio davvero unico. Se durante la prima tappa è stata l’atmosfera industrial e residenziale a far da cornice e a meravigliare, il terzo giorno il mood è cambiato. 

A stupire è stato lo stampo più classico del centro storico e la splendida serra equatoriale, un piccolo e magico spazio di verde all’interno della città. Questa affascinante capitale è stata vissuta lentamente, concedendosi una piccola sosta in pasticceria e una camminata rilassante per assaporare appieno la vita di tutti i giorni. 

Se questo articolo vi è piaciuto, continuate a scoprire i segreti di Copenaghen in 4 giorni e andate subito a recuperare l’articolo sul giorno uno. Quale di questi due giorni vi ispira di più, preferite il mood hipster di Vesterbro o il verde dell’orto botanico? Fammelo sapere nei commenti!