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Copenaghen in 4 giorni | Giorno 1: tra Fiabe Reali e Atmosfere Malinconiche 

📌 Copenaghen tra Hygge e Avanguardia: Un Viaggio di Contrasti 

Se state pianificando un viaggio e volete scoprire cosa vedere nel centro storico di Copenaghen, questo itinerario del primo giorno vi guiderà passo dopo passo.

Copenaghen è la terra dell’hygge, un luogo insieme reale e alternativo che unisce armonicamente un mix di sfaccettature e anime diverse. Passeremo dall’eleganza raffinata dei palazzi reali fino ai quartieri alternativi, attraversando i parchi verdeggianti e il suggestivo centro storico. È una città dalle mille sfumature che entra nel cuore, e in questo articolo vi porterò alla scoperta dei suoi angoli più belli e del centro storico di Copenaghe. 

💡 Il Concept dell’Itinerario: Fiabe Reali e Libertà Alternativa 

Copenaghen possiede due facce distinte, quella sognante delle fiabe dei Re e quella affascinante della libertà alternativa. In questo itinerario urbano le scopriremo entrambe, partendo dal castello più prezioso della capitale per finire nella celebre città libera. Esploreremo insieme il cuore del centro storico di Copenaghen, passeggiando tra imponenti palazzi reali e i caratteristici canali portuali. 

🚄 Come arrivare e muoversi a Copenaghen 

Copenaghen è facilmente raggiungibile con un volo diretto. Io sono partita da Milano e in circa un paio d’ore sono arrivata all’aeroporto. 

Per arrivare in centro basta prendere la metropolitana, la linea M2, e dopo circa 15-20 minuti si arriva a Copenaghen città. 

Muoversi è relativamente semplice. Le metropolitane sono ben collegate come anche i mezzi di superficie, rendendo gli spostamenti decisamente veloci. 

In alternativa si possono prendere i taxi su acqua per visitare la città o, se si è pratici, le immancabili biciclette. 

Giorno 1: Il centro storico di Copenaghen tra Castelli e Prospettive

Il primo giorno è dedicato alla scoperta di una parte del centro storico di Copenaghen. Dopo aver depositato i bagagli nel mio appartamento, mi dirigo subito verso la Marmorkirken, ovvero la Chiesa di Federico. 

Da lontano si riconosce subito con la sua cupola e la sua imponente struttura grigia. La storia narra che il re Federico V affidò a Nicolai Eigtved il progetto del quartiere monumentale di Frederiksstaden. 

La prima pietra dell’edificio viene posata nel 1749. Il progetto iniziale prevedeva che la chiesa dovesse essere costruita tutta in marmo norvegese, ma ovviamente i costi erano astronomici. 

Centro storico di Copenaghen - marmorkirken

🏛 La storia travagliata della Chiesa di Marmo 

Il primo ministro Bernstorff spinse il re a bloccare i lavori nel 1770. Le rovine restano abbandonate per un secolo e mezzo, finché nel 1874 il ministero vende il sito al magnate Carl Frederik Tietgen. 

L’architetto Ferdinand Meldahl completa infine l’opera usandola più economica pietra calcarea danese. Il 19 agosto del 1894 la chiesa venne ufficialmente inaugurata. 

La cupola ha 31 metri di diametro, la più grande della Scandinavia. È sorretta da 12 pilastri, affrescata da Kresten Overgaard e circondata dalle statue di Søren Kierkegaard e Ansgar. 

💰 Info utili e consigli per la visita 

Oggi è richiestissima per i matrimoni, che solitamente si celebrano il venerdì e il sabato. L’ingresso alla chiesa è completamente gratuito per tutti i visitatori. 

Se voleste fare il tour della cupola è a pagamento: costa circa 5 € per gli adulti e 3 € sotto i 18 anni. D’inverno è aperta solo sabato e domenica alle 13:00 e si paga solo in contanti. 

Devo dire che qui le linee sono essenziali ed è quello che più mi ha colpito. La cupola è immensa e basta alzare lo sguardo per perdersi e venire inghiottiti da tale maestosità. 

I lineamenti io li ho trovati eleganti ed essenziali, e il marmo di colore grigio regala un profondo senso di austerità. Se possibile vi consiglio di andare al mattino presto, in quanto è oggetto di visita di molti turisti. 

Scattare le foto potrebbe non essere facile. Io ho avuto un po’ di difficoltà proprio per la grande quantità di gente che era lì a vedere la chiesa. 

Spostatevi poi in direzione di Amalienborg e fate una foto in prospettiva della Chiesa. È uno scorcio molto interessante e fotografico da inserire assolutamente nell’album dei ricordi. 

🏰 La seconda tappa: Amalienborg e il cambio della guardia 

Successivamente, data la vicinanza, la seconda tappa è proprio Amalienborg. Io ho deciso di non visitare l’interno, anche se l’ingresso è compreso nella Copenhagen Card. 

Amalienborg prende il nome dal vecchio palazzo estivo Sophie Amalienborg. Diventa la sede principale della famiglia reale nel 1794, quando un terribile incendio devasta il palazzo di Christiansborg. 

È composto da quattro palazzi rococò simmetrici disposti attorno ad un cortile ottagonale con la statua equestre di Federico V. Questo complesso favorisce storicamente la divisione generazionale dei reali monarchi. 

Un palazzo lo rende comunicante con un altro il porticato costruito da C.F. Harsdorff su colonne ioniche, pensato per collegare i due palazzi meridionali. 

Serviva al principe ereditario Federico VI per spostarsi al coperto e in totale riservatezza, potendo consultare il padre Cristiano VII senza mostrarsi in strada. 

Qui alle 12:00 c’è il tradizionale cambio della guardia. Il cambio della guardia raduna sempre una folla di curiosi e turisti desiderosi di fermarsi e di vederlo. 

Devo dire che è un momento molto caratteristico e molto elegante. Secondo me merita fermarsi e vederlo, alla fine rappresenta sempre uno splendido scorcio delle tradizioni danesi. 

Uno spuntino al volo e la Fontana di Gefion 

Dopo aver visto il cambio della guardia mi fermo a mangiare il primo pølse e mi avvio verso il simbolo di Copenaghen, ovvero la famosa statua della Sirenetta. 

Mi avvio verso il lungomare e incontro subito la Fontana di Gefion, situata alla fine di Amaliegade di fronte alla vicina chiesa anglicana di Sant’Albano. 

È il monumento simbolo che celebra la dea, una fontana molto elegante dove i giochi d’acqua si intrecciano tra loro in modo spettacolare. 

⚙️ L’arte moderna sul lungomare e il termovalorizzatore 

Successivamente, camminando, vedo Zink Global al civico di Nordre Toldbod. È una struttura di arte moderna che reinterpreta Il Pensatore di Rodin, utilizzando esclusivamente vecchi pezzi di metallo industriale e ingranaggi. 

Posta sul bordo della strada vicino al mare, ha un’aria quasi suggestiva. Da lontano si intravede anche la ciminiera di CopenHill, utilizzata d’inverno come pista da sci. 

Questo edificio dimostra perfettamente come dare una seconda vita a strutture che apparentemente potrebbero non trasmettere nulla, trasformandole in spazi di aggregazione. 

🧜‍♀️ L’incontro con la Sirenetta: Tra mito e malinconia 

È arrivato il momento di raggiungere forse il luogo più iconico di tutta Copenaghen, un sito che spesso genera recensioni decisamente contrastanti. 

Sono arrivata alla Sirenetta: poiché l’ingresso è gratis e a mio parere va vista per capire cos’è Copenaghen, mi avvio verso la statua. 

Si riconosce subito dalla quantità di gente che ha attorno. È alta 1,25 metri per 175 chili di peso, adagiata su una roccia. 

Centro storico di Copenaghen la sirenetta

L’opera fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, dopo aver visto a teatro il balletto della celebre fiaba di Andersen. 

Lo scultore Edvard Eriksen usò il volto della ballerina Ellen Price, ma il corpo fu modellato sulla moglie Ellen poiché la ballerina si rifiutò di posare nuda. 

La statua fu inaugurata il 23 agosto 1913. Effettivamente è piccolina, ma possiede una sua aria profondamente malinconica mentre guarda verso il mare. 

Il suo sguardo esprime un mix perfetto tra tristezza e nostalgia. Non ho mai letto la fiaba originale di Andersen, ma ho visto il cartone della Disney. 

Questo scatto mi ricorda un po’ Ariel nella sua nostalgia, anche se nel cartone era verso la terraferma e qui sembra quasi verso il mare. 

Si tratta di una sosta di circa 10 minuti che secondo me vale assolutamente la pena fare durante un itinerario in città. A mio parere, se fosse stata un pochino più vicina, sarebbe stato bellissimo poterle fare una foto all’alba o al tramonto. 

🛡️ Kastellet: L’oasi di pace nella Cittadella 

Dopo aver deliziato gli occhi con la statua della Sirenetta mi avvio verso Kastellet, ovvero la Cittadella. Si tratta di una fortezza a forma di pentagono con bastioni agli angoli. 

Fu iniziata da Cristiano IV nel 1626, poi l’ingegnere olandese Henrik Ruse la ricostruisce come cittadella dopo l’assedio svedese. Viene espugnata senza resistenza dai tedeschi il 9 aprile 1940. 

Oggi è una struttura militare attiva, ma aperta al pubblico come parco cittadino pieno di alberi e uccelli selvatici che girano liberi. 

Camminando si vede la conformazione militare, ma il fatto che sia usato come parco riesce a coniugare la doppia faccia di Copenaghen. 

C’è un riutilizzo intelligente di architetture nate per altri usi. Camminare guardando gli alberi e attraversando i vialetti rappresenta una vera oasi di pace. 

All’interno abbiamo molto da notare: innanzitutto la Casa del Comandante del 1725, un edificio barocco in muratura gialla oggi residenza del capo della difesa danese. 

Poi c’è il complesso carcerario con la chiesa, dotato di fori di spia per far seguire la messa ai detenuti, che ospitò il pirata John per 32 anni. 

Camminando attraverso il parco ad un certo punto giungerete al Mulino a vento costruito nel 1847 sul bastione sud-occidentale per garantire la farina in caso di assedio. 

I bastioni in totale sono cinque: il bastione del Re, della Regina, del Conte, della Principessa e del Principe. Una passeggiata piacevolissima tra struttura militare e natura. 

🏡 Nyboder: Le storiche case dei marinai 

Ho usato Kastellet come tappa anche per arrivare a Nyboder, un quartiere di cui avevo visto le foto da tempo e mi piaceva molto la conformazione delle case. 

Volevo visionarle con i miei occhi. Nyboder è un quartiere di storici alloggi navali fatti costruire a partire dal 1631 da Cristiano IV per i marinai della flotta reale. 

È famoso per le sue facciate dipinte in un particolare color arancio dorato, storicamente chiamato proprio “giallo Nyboder”. 

È proprio questo quello che mi ha colpito di più: quel giallo particolare e la struttura delle case hanno letteralmente conquistato i miei occhi. 

Vederle dal vivo in sequenza, così perfettamente geometriche, rappresenta un vero piacere per gli occhi e soprattutto per chi ama la fotografia. 

🏰 Il Castello di Rosenborg e i gioielli della Corona 

Avendo la Copenhagen Card ho potuto sfruttarla per visitare diversi musei, e la tappa successiva è stata lo splendido Castello di Rosenborg. 

Fu costruito tra il 1606 e il 1630 da Cristiano IV come residenza estiva, privo di fortificazioni difensive, e nel 1833 è stato convertito in un museo. 

Al suo interno è un susseguirsi continuo di stanze e di regalità. Da non perdere assolutamente sono i gioielli della Corona situati nel piano sotterraneo. 

Nelle stanze comuni il colore che risalta maggiormente è l’oro dei gioielli, testimonianza di una regalità e di un’eleganza inimmaginabile. 

Bellissima la Corona d’oro della regina Sofia Maddalena del 1700, prodotta da Fabritius, insieme alle altre insegne regali dei sovrani assolutisti. 

Spicca la Sala dei Cavalieri che contiene il trono reale del 1671, sorvegliato da tre leoni d’argento a grandezza naturale. 

Negli appartamenti di Cristiano IV al piano terra spicca l’eleganza della Winter Room, ricca di pannelli lignei scuri e preziosi dipinti fiamminghi. 

All’esterno si trova il Kongens Have, il giardino del Re, che è il parco pubblico più antico e frequentato di tutta la città. 

Passeggiare tra queste stanze è come fare un salto indietro nella storia alla corte di Cristiano IV. I giardini, eleganti e curati, sono ottimi per una pausa rigenerante. 

Purtroppo nel mio caso quel giorno pioveva e non ho potuto godermeli appieno per quello che raccontano. Consiglio assolutamente la visita perché rimarrete stupiti da tale bellezza. 

⛵ Nyhavn: Il canale colorato nel centro storico di Copenaghen 

Una volta finita la visita a Rosenborg mi avvio verso un altro luogo iconico del centro storico di Copenaghen, ovvero Nyhavn, il celebre canale artificiale della città. 

Fu fatto scavare nel XVII secolo da Cristiano V utilizzando i prigionieri di guerra svedesi. Qui si possono vedere le case dove visse Andersen, ai numeri 18, 20 e 67. 

La cosa più bella è sicuramente perdersi ammirando le case colorate del canale e le storiche barche di legno ormeggiate lungo la banchina. 

Qui c’è soltanto da passeggiare e guardare i palazzi, immaginando i prigionieri svedesi intenti a costruire il canale. 

👑 Il regalo di compleanno: Giro in battello da Kongens Nytorv 

Poiché era il mio compleanno, mi sono dedicata e regalata un bellissimo giro sui canali, anch’esso totalmente incluso nella Copenhagen Card. 

Il tour parte nel centro storico di Copenaghen, senza supplemento da  Kongens Nytorv, la piazza progettata da Cristiano V nel 1670 ispirandosi alle grandi piazze reali di Parigi per spostare il centro cittadino. 

Al centro della piazza spicca la statua equestre di Cristiano V del 1688, e proprio da qui parte il canale per il tour in battello. 

In circa un’oretta si fa un giro completo per Copenaghen, guardando la città da una prospettiva completamente diversa, ovvero direttamente dall’acqua. 

È un’esperienza che secondo me conviene fare proprio per capire cosa significa essere una città navale. Il giro dura un’ora e ti riporta al punto di partenza. 

🏗️ Design galleggiante e Street Food a Reffen 

Terminato il tour vado nell’ultima tappa della mia intensa giornata. Mi avvio verso lo street food spostandomi nel quartiere di Refshaleøen. 

Lungo la via incontro un complesso residenziale galleggiante molto futuristico e colorato, intorno alle tonalità del blu e del verde. 

Qui regna il silenzio e la pace. Le case galleggianti sono completamente diverse da quelle viste precedentemente e i colori pastello squarciano il cielo grigio. 

Qui è estremamente interessante studiare il design e l’architettura contemporanea. Faccio giusto un giro nel quartiere per qualche foto e mi avvio verso Reffen. 

D’estate rappresenta l’ideale per una cena easy a prezzi contenuti. Io ho deciso di dedicarmi allo stand persiano Gosht per assaggiare i loro piatti. 

Penso che in condizioni climatiche migliori sia un bellissimo posto dove passare la serata, ma quel giorno purtroppo ha piovuto tantissimo e faceva freddo. 

Il tempo di mangiare e fare un giro rapido, dopodiché sono tornata indietro perché la giornata era stata pesante e piena di emozioni. Nota utile: d’estate a Reffen si tengono anche concerti e l’ingresso dalle 22:30 diventa a pagamento. 

Copenaghen nel Cuore: Riflessioni di Fine Giornata 

La prima giornata ne centro storico di Copenaghen si è svolta passando da un’anima malinconica a un’atmosfera regale, lasciandomi totalmente ammaliata dall’eleganza della capitale danese. Sono rimasta colpita dalla straordinaria semplicità di Copenaghen, una città a misura d’uomo che si dimostra incredibilmente accogliente e tollerante. 

Nei prossimi articoli esploreremo e vivremo insieme altre zone approfondendo meglio altre zone del centro storico di Copenaghen, scoprendo a fondo la sua struttura sociale e le sue diverse sfaccettature.