IN CANTINA,  Visite in cantina

Piemonte Pairing Experience nelle Langhe: quando vino e cucina raccontano il territorio 

Un invito nel cuore delle Langhe 

Domenica 14 giugno 2026 sono stata invitata da Strada del Barolo e grandi vini di Langa per la Piemonte pairing experience. È stata un’occasione per testare questa esperienza e per ascoltare le nuove proposte e i progetti dell’associazione. 

Guidare da Milano per arrivare nei miei luoghi del cuore, composti da dolci pendii e infinite distese di vigneti, ha sempre qualcosa di magico. A giugno le vigne sono di un verde brillante, le strade strette e sinuose rendono il viaggio mai noioso e ogni centimetro è costellato da bellezza. 

L’arrivo a La Morra e le prime impressioni 

Arrivo al mattino presto e ne approfitto per camminare tra i vicoli di La Morra, il Belvedere delle Langhe. Affacciata alla terrazza vedo la bellezza intorno a me e in lontananza, nonostante la foschia, riesco a scorgere i vari castelli che circondano questo territorio. 

Tornare a La Morra dopo anni è emozionante, sento il profumo della tradizione e l’accoglienza tipica langarola mi fa sentire sempre ben accolta e a casa. È un ottimo inizio per quello che andrò ad affrontare nel pomeriggio: la piemonte pairing experience

Le Langhe: un territorio da bere e da gustare 

Quando ritorno nelle Langhe il concetto di terroir si fa sempre più prepotente. È qui che la natura, il clima e il suolo sono compagni perfetti dell’uomo e insieme riescono a disegnare le linee del paradiso. Questo paesaggio collinare, riconosciuto patrimonio dell’umanità UNESCO, non è solo natura incontaminata ma un disegno geometrico tracciato dalla vite. 

Le Langhe sono famose in tutto il mondo per la loro tradizione vitivinicola, basti pensare soltanto al Barolo o al Barbaresco. Al loro fianco esistono però dei vini che, se scoperti, regalano sensazioni uniche, come l’Arneis, l’Alta Langa o un Nebbiolo meno strutturato. Questo patrimonio si sposa con una gastronomia tradizionale ricca, fondata sul legame indissolubile tra la terra e il vignaiolo. 

Basti pensare alla corposità dei tajarin o dei plin, al delicato profumo del tartufo o alla rotondità della nocciola. Insieme, cibo e vino riescono ad equilibrarsi e a sostenersi l’uno con l’altro in un dialogo costante. Insomma, nelle Langhe il vino non è un accessorio del pasto e il cibo non è un semplice accompagnamento al calice. 

Un intreccio perfetto tra terra e cultura 

Il vino e la cucina sono nati insieme, si sono evoluti insieme e, a tavola, l’uno chiama l’altro. A tutto questo non bisogna poi dimenticare di aggiungere la profonda parte culturale che caratterizza l’identità di questo luogo magico. Camminando tra i borghi ci si imbatte in chiese affrescate e castelli imponenti, straordinari testimoni di una storia millenaria. 

Questi paesi sono stati soprattutto i pilastri della letteratura del Novecento, ispirando grandi scrittori come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Autori che hanno segnato la nostra cultura, seppur raccontando questa stessa terra con modalità di scrittura e idee diverse. È proprio questo intreccio unico tra tradizione, cibo, vino e cultura a rendere le Langhe un territorio imperdibile da visitare. 

Strada del Barolo e grandi vini di Langa: molto più di una strada del vino 

L’organizzatore della Piemonte pairing experience è Strada del Barolo e grandi vini di Langa. Questa associazione non è una strada del Barolo intesa come una linea sulla mappa e un sentiero cartellonistico, ma un vero e proprio motore culturale

È un’associazione dinamica che unisce i produttori, i ristoratori e gli artigiani della Langa che lavorano insieme come una squadra unita per promuovere il valore culturale, gastronomico, vitivinicolo e sociale delle Langhe. Invece di farsi concorrenza l’uno con l’altro, hanno impostato una sinergia per promuovere il territorio. 

Agli occhi di un viaggiatore e di un appassionato questo rappresenta un valore e uno spunto per conoscere a fondo le Langhe. 

La filosofia degli eventi esperienziali 

Infatti, durante l’evento non ho mai avuto l’impressione che il focus fosse esclusivamente il vino, ma il focus è il territorio, ovvero la coesione tra vino, cibo, cultura e tradizione. 

L’obiettivo di queste attività non è semplicemente vendere bottiglie, ma vendere la cultura del territorio attraverso l’esperienza diretta, l’educazione al gusto e lo storytelling.  

Agricola Marrone: la cornice dell’esperienza 

L’azienda ospitante della Piemonte pairing experience è stata l’Agricola Marrone, un’azienda a conduzione familiare gestita da tre sorelle dove la tradizione e l’accoglienza piemontese si abbracciano con l’eleganza. In questo ambiente elegante ci si sente subito a casa; l’ospitalità qui è una firma di famiglia, guidata da una forte impronta femminile. 

L’azienda ha radici antichissime: già dal 1887 Pietro Marrone produceva uva da vino. Nel 1910 cominciò a coltivare alcune vigne con tecniche allora rivoluzionarie: in primis, diminuire la produzione per avere una qualità più alta e non seminare grano tra i filari, allora pratica normale. Le generazioni seguono poi con Carlo, Gian Piero e oggi siamo alla quarta generazione con le tre figlie di Gian Piero: Denise, Serena e Valentina

L’accoglienza è stata molto gentile. Faceva molto caldo e ci hanno permesso di aspettare all’interno della cantina al fresco: una cortesia non da tutti che rispecchia la loro spiccata vocazione all’accoglienza enoturistica d’eccellenza. 

Tra storia e panorami a perdita d’occhio 

Questo pomeriggio consiste in una breve visita alla cantina, dove ci viene spiegato il territorio e la denominazione del Barolo con dei piccoli cenni storici, mostrando il loro rispetto per la tradizione e la pulizia nei profumi. 

Successivamente andiamo in terrazza, dove abbiamo una vista favolosa. Da lì si gode di una visione circolare di tutta la zona del Barolo: un tripudio di vigne e di verde, con i filari che si rincorrono a perdita d’occhio dalle loro terrazze.  

La Piemonte Pairing Experience 

Eccoci arrivati al focus dell’esperienza, finalmente arriviamo alla Piemonte pairing experience. In una saletta adibita a sala degustazioni ci aspettano Paola Gula ed Emanuel Mattea, che ci guideranno attraverso le regole del gioco di questa Piemonte pairing experience

Abbiamo iniziato con una breve ma interessante introduzione sul gusto: una lezione non tecnica e non noiosa, ma utile per capire quali sono i gusti e dove si sentono sulla lingua.  

Dopodiché si parte utilizzando tutti e cinque i sensi: lo sguardo per visualizzare sia il vino che il cibo, l’olfatto per sentire i profumi, il tatto per sentire la consistenza del cibo e il gusto per sentirne il sapore. E l’udito? Anche l’udito entra in gioco: pensiamo al crack del grissino che si spezza o al rumore del vino che viene versato nel calice, anche quello fa parte di una food experience

Un gioco a quattro mani 

La Piemonte pairing experience deve essere intesa come un gioco dove la curiosità vince su tutto. Non è una degustazione istituzionale e noiosa come si potrebbe usualmente pensare, ma è un bellissimo gioco per capire come vino e cibo entrano in correlazione tra di loro. 

Tutto si svolge in un’alternanza tra i due relatori, che ci mostrano come i prodotti siano stati abbinati in funzione del vino, e non viceversa, lavorando a quattro mani per spiegare ogni abbinamento. 

I Vini e gli Abbinamenti Protagonisti 

La Piemonte Pairing Experience inizia con un vassoietto di cibi del territorio da abbinare a cinque vini selezionati per l’occasione, a cui si sono aggiunti due calici serviti alla cieca. Prima di passare al racconto sensoriale, ecco la mappa dei protagonisti della giornata presentati dai relatori Paola Gula ed Emanuel Mattea

I Prodotti Tipici nel Piatto 

  • Grissini salati alla Nocciola Piemonte IGP (Cascina Buschea) 
  • Robiola Occelli (Beppino Occelli) 
  • Prosciutto Crudo Nostrano (Salumificio Benese) 
  • Baci di Dama (BeleBun) 

I Vini in Calice 

  1. Alta Langa DOCG 2021 Extra Brut M.C. (Sukula) 
  1. Langhe DOC Arneis 2024 (Olivero Mario) 
  1. Nebbiolo d’Alba DOC 2023 (Sordo Giovanni) 
  1. Barolo DOCG Lazzarito 2020 (Boasso Franco) 
  1. Moscato d’Asti DOCG “Suri’s” 2025 (Agricola Gian Piero Marrone) 

Il Crescendo della Degustazione: L’Analisi dei Calici 

La degustazione è un vero crescendo sensoriale che mette alla prova i vitigni più importanti della regione. Iniziamo dalla Robiola Occelli, da degustare rigorosamente con le mani per apprezzarne la consistenza, provandola in prima battuta con l’Alta Langa DOCG 2021 di Sukula. Questo spumante metodo classico, un blend di chardonnay e pinot nero affinato ben 30 mesi sui lieviti, ha una bellissima verticalità tagliente. A me personalmente sembra però che la struttura del formaggio, in questo caso specifico, sovrasti la bollicina. 

Passiamo poi al Langhe DOC Arneis 2024 di Olivero Mario, un bianco che nasce su terreni limoso-argillosi nel piccolo comune di Roddi. Questo calice, vinificato interamente in acciaio dopo una macerazione a freddo, si rivela un Arneis molto rotondo, minerale e intensamente profumato. Trovo qui un maggiore equilibrio con la robiola, poiché la morbidezza del vino accoglie perfettamente la grassezza del formaggio, bilanciandosi a mio parere meglio. 

Piemonte pairing experience_prodotti tipici

Il terzo calice è il Nebbiolo d’Alba DOC 2023 di Sordo Giovanni, le cui uve provengono da vigne di trent’anni a Castiglione Falletto. Questo rosso, che compie un affinamento importante di sei mesi in acciaio e nove mesi in grandi botti di rovere di Slavonia, esprime un’acidità complessa. Con la robiola l’abbinamento purtroppo non funziona, lasciando in bocca una sensazione ematica e metallica che non dà il giusto valore né al calice né al formaggio. 

Il Ruolo dei Rossi e la Dolce Chiusura 

Passiamo poi al Prosciutto Crudo Nostrano del Salumificio Benese, e qui molti si faranno una domanda spontanea: ma in Piemonte si produce prosciutto crudo? Ebbene sì, io l’avevo già scoperto nel 2022 durante un soggiorno a Serralunga d’Alba, dove assaggiai il delizioso Crudo di Cuneo. Questo salume si presenta dolce, con una giusta percentuale di grasso e una perfetta sapidità che pulisce la bocca. In questo caso, e non l’avrei mai detto, l’abbinamento migliore della giornata è stato proprio con il carattere deciso del Nebbiolo d’Alba

Successivamente è il turno del Barolo DOCG Lazzarito 2020 di Boasso Franco, un re dei vini che nasce in una delle menzioni geografiche più vocate di Serralunga. Con il suo grado alcolico importante e un affinamento di ben tre anni in botti di rovere, è un Barolo inizialmente un pochino timido. Ha bisogno di respirare a lungo e di aprirsi nel calice, ma una volta sbloccato regala sentori splendidi di fiori secchi, frutta in confettura e cuoio. 

Infine, chiudiamo la batteria ufficiale unendo i baci di dama al Moscato d’Asti DOCG “Suri’s” 2025 dell’Agricola Gian Piero Marrone. Questo vino dolce, che nasce da vigne del 1965 su terreni calcarei a La Morra, subisce un abbattimento termico per preservare i profumi. È un Moscato fatto a regola d’arte, dove l’aromaticità pulita del moscato bianco si esprime in un’eleganza e in un equilibrio unici nel loro genere. 

Il Mio Pagellino: Promossi, Bocciati e Sorprese 

Giocando con i calici e i vari assaggi, ecco il riassunto dei tre verdetti che mi hanno colpita di più, nel bene e nel male: 

  • 🟢 Il Miglior Equilibrio: Robiola Occelli + Langhe Arneis 2024. La struttura rotonda del vino è stata l’unica capace di reggere il confronto con l’intensità della robiola senza farsi sovrastare. 
  • 🔴 Il Matrimonio Mancato: Robiola Occelli + Nebbiolo d’Alba 2023. Una combinazione decisamente disarmonica per via della nota metallica ed ematica che si crea sul finale. 
  • ⭐️ La Sorpresa Assoluta: Prosciutto Crudo Nostrano + Nebbiolo d’Alba 2023. Un incastro magico: la dolcezza e la parte grassa del crudo piemontese hanno sposato il vitigno a pennello. 

Il Fascino del Tempo: Le Due Riserve Servite alla Cieca 

A impreziosire la giornata sono arrivate due bottiglie a sorpresa servite interamente alla cieca, due perle rare pensate come contenuto esclusivo per questa specifica occasione. Questi calici testimoniano la straordinaria e rinomata capacità di evoluzione dei vitigni locali, mostrando come il tempo riesca a levigare i tratti più spigolosi del legno e del tannino. Il primo grande protagonista di questo fuori menù è stato il Roero DOCG Riserva 2011 “S.S. Trinità” della cantina Malvirà, un nebbiolo in purezza spettacolare. 

Questo vino nasce da un vigneto storico esposto in pieno sud e compie un affinamento lunghissimo di venti mesi in barrique, seguiti da ben cinque anni di sosta in bottiglia. Al naso si presenta incredibilmente complesso, regalando note balsamiche, sentori di frutta sotto spirito e una freschezza sorprendente che sfida i suoi quindici anni di età. 

Barolo Riserva 2016 “Sette7anni”: L’Eleganza del Cru Bussia 

La seconda etichetta d’eccezione è stata il Barolo DOCG Riserva 2016 “Sette7anni” del produttore Franco Conterno, un monumento liquido che nasce nello storico Cru Bussia a Monforte d’Alba. Questa riserva affronta una vinificazione tradizionale e riposa per ben 48 mesi in grandi botti di rovere, uscendo sul mercato solo quando raggiunge una maturità perfetta. Nel calice si esprime con un colore granato brillante dalle lievi note aranciate, svelando un olfatto ricco dove l’eleganza del legno si intreccia a una vibrante nota floreale

Al naso emergono poi profondi ed eleganti sentori di liquirizia e cuoio, richiami evolutivi affascinanti che anticipano un sorso potente, ruvido, tannico ma incredibilmente ricco. 

Il Mio Esperimento Sensoriale: Come Cambiano le Carte in Tavola 

Proprio perché mi stavo divertendo moltissimo, ho deciso di fare un piccolo test sensoriale personale, conservando un pezzettino di ogni cibo tradizionale rimasto nel mio piatto. Volevo testare la reazione dei prodotti tipici con questi nettari invecchiati, per verificare sul campo se i vecchi abbinamenti potessero trovare una nuova chiave di lettura. È stato affascinante vedere come il tempo cambi completamente le carte in tavola sul palato, poiché la morbidezza e le note terziarie delle due riserve hanno ridisegnato la percezione dei sapori. 

Piemonte pairing experience_bottiglie degustazione

L’assaggio si è trasformato in un gioco totalmente nuovo, regalando armonie inedite e dinamiche gustative inaspettate rispetto ai calici più giovani degustati in precedenza. Una vera e propria sfida per il palato che consiglio a tutti di provare, un’esperienza che da sola vale l’intero viaggio nelle Langhe. 

Le Langhe nel Bicchiere: Un Microcontinente di Sfumature 

La particolarità delle Langhe è che in una zona relativamente piccola si trovano tante sfumature di suoli e anche microclimi diversi che rendono i vini variegati e mai uguali. Un terreno argilloso darà vini più potenti, una parte calcarea spingerà sull’acidità e sapidità, mentre un profilo più sabbioso spingerà decisamente sull’eleganza. Ci troviamo davanti a un vero e proprio microcontinente racchiuso in una zona geografica decisamente piccola. 

Quando il Vino Cambia Grazie al Cibo: Il Cuore dell’Esperienza 

L’abbinamento cibo-vino non è mai un dogma assoluto; cambia a seconda del tempo, del contesto e, soprattutto, del palato. Certo, esistono regole tecniche consolidate, ma la parte più bella di questo mondo è che le regole nascono anche per essere infrante. Un accostamento che per me è perfetto potrebbe non funzionare per un altro, così come un sapore che oggi non mi convince, domani potrebbe diventare il mio preferito. 

La percezione è un flusso continuo: il cibo modifica il vino, e il vino trasforma il cibo. Durante la Piemonte Pairing Experience ne abbiamo avuto la prova scientifica ed emozionale. La teoria ci insegna, ad esempio, che con un formaggio grasso come la Robiola Occelli l’abbinamento ideale sia l’Alta Langa, perché la bollicina, con la sua acidità e verticalità, ha il compito di sgrassare la bocca. Eppure, a me personalmente quell’incontro non ha fatto scattare il “Wow”: non ho avvertito la rotondità e l’equilibrio che mi aspettavo, e al tavolo le opinioni erano completamente contrastanti. 

Questo cosa ci insegna? A non giudicare mai un vino prima di averlo visto dialogare con il piatto, e soprattutto a non farsi intimidire dai tecnicismi. Nelle tantissime degustazioni a cui ho partecipato nella mia vita, ho capito che la chiave è prendere il vino con leggerezza. Chi si gode davvero l’esperienza è chi non si ferma troppo a sezionare la tecnica, ma si mette in gioco, scoprendo come i prodotti di uno stesso territorio riescano a parlarsi. Alla fine, si tratta del gioco più bello del mondo: quello tra il cibo e il vino. 

Il Mio Abbinamento Preferito: Questione di Chimica (ed Emozioni) 

Se dovessi scegliere il momento culmine della giornata, quello in cui ho pensato davvero “Wow, questo è perfetto”, non avrei dubbi: l’incontro tra il Prosciutto Crudo Nostrano e il Nebbiolo d’Alba

Sulla carta, la regola implicita avrebbe detto il contrario. Il Nebbiolo, con il suo tannino graffiante e la sua acidità spiccata, avrebbe potuto stonare con la sapidità del prosciutto, rischiando di lasciare in bocca quel classico, spiacevole retrogusto metallico o amarognolo. E invece l’abbinamento si è rivelato di un’armonia dirompente. 

La dolcezza e la giusta percentuale di grasso del crudo piemontese hanno letteralmente addomesticato il vitigno. È stato come assistere a un cambio di consistenza: la durezza del tannino è svanita all’istante, lasciando spazio a un calice morbido, rotondo ed incredibilmente godibile. Nessun parolone da sommelier: è stata una pura sensazione di benessere palatale. La dimostrazione lampante che quando un abbinamento è vincente, abbatte qualsiasi manuale di teoria. 

Perché Partecipare a una Food Pairing Experience nelle Langhe (Anche se Non Sei un Esperto) 

La Piemonte Pairing Experience non è un evento riservato esclusivamente agli esperti del settore, anzi, i super-esperti rischiano a volte di essere troppo rigidi. È un’esperienza aperta e perfetta per tutti coloro che amano il buon vivere, per chi è curioso e per chi vuole comprendere l’essenza profonda delle Langhe attraverso la sua tavola, i suoi vini e le sue tradizioni. Durante questa esperienza non si corre, ma al contrario si impara a rallentare, ad ascoltare i sapori e a capire come valorizzare al meglio una bottiglia quando la stappiamo a casa, imparando nel frattempo a conoscere la cultura di un territorio. 

La vera differenza rispetto a una degustazione classica sta tutta nell’approccio, poiché nella degustazione accademica il vino viene analizzato quasi in un vuoto, in isolamento e senza elementi di disturbo. Qui, invece, lo vedi finalmente nel suo habitat naturale, cioè la tavola, perché come abbiamo detto all’inizio il cibo e il vino sono legati da una specie di filo rosso, come due anime gemelle in cui l’uno non può esistere senza l’altro. Non vi aspetta una lezione cattedratica, ma un’esperienza dinamica, giocosa e profondamente memorabile, un viaggio sensoriale che merita assolutamente di essere vissuto. 

Il Ritorno a Casa e la Malinconia delle Langhe 

L’esperienza della Piemonte Pairing Experience si è rivelata divertente e stimolante. È stata un’occasione per tornare nuovamente in una delle terre del mio cuore, assaggiare ottimi vini e scoprire di più sui prodotti tipici delle Langhe. Tornando indietro verso casa sono stata un po’ triste di lasciare le colline con i vigneti e di ritornare nel caos della città, ma spero sempre di tornare presto per scoprire nuovi produttori, nuovi prodotti e nuovi luoghi da visitare. 

Un Ringraziamento Speciale e i Prossimi Appuntamenti 

Un ringraziamento speciale va alla Strada del Barolo e grandi vini di Langa per avermi invitata e ad Agricola Marrone per avermi ospitata, è stato un pomeriggio da ricordare. Segnatevi le date: fino al 27 settembre ci saranno altri eventi e vi consiglio assolutamente di non perderli. Sicuramente vi divertirete molto a scoprire nuovi sapori e a giocare con il gioco cibo-vino e tornerete a casa con il cuore pieno di meraviglia. 

  • ℹ️ Informazioni utili 
  • Organizzatore: Strada del Barolo e Grandi Vini di Langa 
  • Location: Varie location sul territorio 
  • Come prenotare: Prenotazione anticipata sul sito ufficiale 
  • Dettagli pratici: Durata di circa due ore 
  • Costo: 25 € 

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