Tagliatelle al tartufo: ricetta, consigli e varianti per un primo piatto gourmet
Introduzione alle tagliatelle al tartufo
Le Tagliatelle al tartufo sono il primo piatto di lusso per eccellenza. Ancora ricordo la prima volta che assaggiai il tartufo: il suo sapore delicato e la consistenza terrosa colpirono il mio palato. Mi piace definire il tartufo “brutto ma buono”, infatti lui non è mai bellissimo, non è lineare né regolare, costa tanto ma è un prodotto unico nel suo genere, adatto per una cena elegante e perfetto soprattutto se si vogliono stupire gli ospiti.
Complice il leggero abbassamento dei prezzi non ho resistito alla tentazione e ho acquistato un piccolo tartufo per poter preparare le tagliatelle. Già immaginavo il profumo e la pioggia di tartufo che lentamente si adagiava su una distesa di campo di grano. In questo articolo ti porterò con me a scoprire l’oro della terra e prepareremo insieme questo piatto d’autunno, adatto anche a un giorno di festa.
Ingredienti per le tagliatelle al tartufo

Per 2 persone
Ingredienti per le tagliatelle
- 200 g di farina 00
- 2 uova
Ingredienti per il condimento
- 30 g di tartufo bianco
- 1 noce di burro
- Sale, pepe
Quale tartufo usare per le tagliatelle al tartufo?
Per questa ricetta il tartufo bianco è l’ideale: va usato rigorosamente a crudo, grattugiato direttamente sul piatto per esaltare il suo profumo intenso e i suoi sentori delicati.
Come alternativa più economica, soprattutto fuori stagione, si può usare il tartufo nero (uncinato o scorzone), che può essere leggermente scaldato in padella con il burro per sprigionare gli aromi.
Preparazione delle tagliatelle al tartufo (passo passo)
Preparare l’impasto
Per prima cosa prepariamo le tagliatelle: versiamo nell’impastatrice la farina e le uova e cominciamo a impastare prima a velocità bassa, poi a velocità media.
Impastiamo per circa 6–10 minuti.
Quando l’impasto è incordato, spegniamo la macchina e continuiamo a impastare a mano. Una volta ottenuta una pasta liscia, formiamo una palla, avvolgiamola nella pellicola e lasciamo riposare circa un’ora a temperatura ambiente.
Pulire il tartufo
Nel mentre puliamo il tartufo: con l’apposita spazzoletta eliminiamo la terra in eccesso e lo puliamo senza bagnarlo.
Stendere la pasta
Stendiamo la pasta e facciamo le tagliatelle della larghezza di circa 7 mm.
Cuocere la pasta e preparare il condimento
In una pentola mettiamo a bollire l’acqua e la saliamo. In una padella facciamo sciogliere una noce di burro.
Quando l’acqua bolle caliamo tutte le tagliatelle e le cuociamo per qualche minuto: le mie erano abbastanza sottili e le ho cotte per due minuti. Poi le ho scolate e messe nella padella con il burro.
Mantecare e servire
Aggiungo un po’ di acqua di cottura della pasta, aggiungo un po’ di pepe e finisco la cottura. Impiatto grattugiando il tartufo bianco ovviamente a crudo.
Consigli dello chef
Per questo piatto ho usato 15 grammi di tartufo a persona, per un totale di 30 grammi. Per ottenere la pasta perfetta il consiglio è di mantecarla con un po’ di acqua di cottura sia in una fase finale di cottura, sia a fuoco spento prima di grattugiare il tartufo.
Se non volete le tagliatelle fresche potete sempre optare per le tagliatelle secche che si trovano nei supermercati. E se non volete il burro potete optare per un burro senza lattosio, se il problema è la proteina, oppure per un burro vegetale o dell’olio, ma a me non piace particolarmente il sapore troppo aggressivo dell’olio.
Varianti golose
Se volete rendere il piatto ancora più ricco potreste pensare di fare una crema d’uovo, come se fosse una carbonara, e grattugiare poi alla fine il tartufo.
Abbinamenti con il vino per le tagliatelle al tartufo
Il tartufo bianco è un elemento di terra dai sentori delicati e dal gusto elegante. Possiamo pensare a due tipi di abbinamento: un abbinamento sul territorio, come un bianco fresco tipo Gavi, la cui struttura e freschezza contrastano bene il sapore delicato del tartufo; oppure un vino più sontuoso, come i grandi rossi delle Langhe. Un Barbaresco, soprattutto se pensiamo a un pranzo o una cena di festa, con la sua acidità, i suoi tannini eleganti e la sua regalità, si abbina molto bene al tartufo bianco.
Conservazione e acquisto del tartufo
Il tartufo è bene consumarlo nel giro di qualche giorno. Appena lo acquistate, avvolgetelo in uno scottex e poi conservatelo in un barattolo di vetro (altrimenti il vostro frigo saprà di tartufo). Ricordatevi di cambiare lo scottex ogni giorno per preservarlo.
Il tartufo non va assolutamente bagnato: va soltanto spazzolato. Quando lo scegliete controllate che non abbia muffe o sentori strani.
Se non trovate il tartufo fresco perché non è più stagione o perché il prezzo è proibitivo, potete sempre optare per il tartufo a scaglie conservato in salamoia.
Conclusione
Il profumo del tartufo mi rimanda ai boschi e a un cagnolino con una febbre eccitante che smania di felicità nel momento in cui trova il tesoro. E in effetti il tartufo è proprio questo: il tesoro dei boschi. È talmente raro che il prezzo subisce mille fluttuazioni e forse proprio per questo, il fatto che sia inaccessibile per parte dell’anno e a seconda delle annate, rende il pasto lussuoso e solenne.
Provatelo anche voi: non potrete più farne a meno.
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