Cosa bere a Natale e Capodanno: 5 abbinamenti intelligenti
INTRODUZIONE
Se vi state chiedendo cosa bere a Natale e Capodanno per rendere le feste ancora più speciali, siete nel posto giusto.
Durante le vacanze, infatti, tra pranzi lunghi e cenoni ricchi, il vino diventa protagonista del tavolo, capace di accompagnare piatti e raccontare storie di territorio e tradizione.
Chi, come me, si trova a scegliere le bottiglie o a portare un pensiero alla padrona di casa, sa bene quanto sia difficile decidere cosa bere a Natale e Capodanno: quale vino stupirà davvero gli ospiti?
Negli anni ho cominciato a ricercare abbinamenti sempre diversi ogni anno e ogni anno perdo le ore in enoteca disquisendo sugli abbinamenti migliori da poter proporre alla mia tavola.
In questo articolo scoprirete 5 abbinamenti intelligenti che vi aiuteranno a fare bella figura senza complicarvi la vita. Seguendo questi consigli, ogni portata avrà il suo compagno ideale, dal pranzo di Natale al cenone di Capodanno.
Cosa bere a Natale e Capodanno con antipasti di mare: vini bianchi e bollicine
Bollicine metodo classico + antipasti di pesce
L’inizio della cena della vigilia o del pranzo di natale è sempre un momento di trepidante attesa, bambini in trepidante attesa per Babbo Natale, bottiglie che fremono per essere stappate e la gioia di essere tutti riuniti insieme.
L’inizio del pranzo o della cena è sempre un momento speciale: quale modo migliore per aprire il pasto se non con una bollicina?
A casa mia, la vigilia propone antipasti di pesce, mentre il pranzo di Natale include sfoglie, salumi e salmone affumicato. Una bollicina elegante, inoltre, sgrassa la grassezza del salmone e prepara il palato ai bocconi successivi.
Ma cosa abbinare alle varie portate?
Il carpaccio di pesce, le canocchie e il salmone affumicato stanno benissimo con uno Champagne entry level come Veuve Clicquot, oppure possiamo optare per metodi classici italiani come Revì TrentoDoc o un Franciacorta Pietraluce.
Quando gli occhi si illuminano alla vista di salumi o sfoglie burrose, l’ideale è una bollicina che non sia troppo impegnativa. In questo caso, infatti, un Blanc de Blancs di Raymond Bréban può rivelarsi perfetto. In alternativa si può sempre pensare a un Crémant de Bourgogne di Coquard oppure a una Blanquette de Limoux di Vergnes.
Se vogliamo invece osare con qualcosa di più raffinato come un pan brioche con salmone affumicato o dei blinis con caviale, potremmo optare per uno Champagne di Jacques Rousseaux.
Questo è quello che ho abbinato lo scorso Capodanno: quando il blinis con caviale incontra la bollicina dello Champagne è un’esplosione di sapori; morbidezza e acidità si fondono insieme, dando vita a un gioco armonioso e seducente.
Esempi di bottiglie: Franciacorta Satèn, TrentoDoc, Champagne entry-level.
Consiglio pratico: servire tra 6 e 8°C.
Perché funziona: acidità e freschezza puliscono il palato.
Extra: ottimo anche con cappesante o tartare.
Cosa bere a Natale e Capodanno con i piatti aromatici e della tradizione
Gewürztraminer o Moscato secco + piatti speziati e agrodolci
In casa mia si è sempre giocato sul tradizionale ma,l’anno scorso, decisi di optare per qualcosa di diverso: cardamomo, paprika, un arcobaleno di colori e di profumi invase la mia cucina rendendo la mia vigilia più calda ed esotica.
Se, come me, amate note speziate o piatti fusion, un Gewürztraminer leggermente aromatico è ideale: il residuo zuccherino bilancia spezie e aromi complessi.

L’anno scorso mi sono cimentata in una preparazione di ravioli di pesce con un brodo speziato e dei filetti di triglia panati alla paprika, e ho deciso di abbinarli a un Gewurztraminer alsaziano di Famille Hugel: le spezie si addolcivano con il residuo zuccherino del vino e l’aromaticità bilanciava il piatto.
In alternativa, se preferite rimanere sul tradizionale con molluschi e crostacei (pensiamo ad esempio a una pasta con le vongole), un Moscato secco come Oppidum di Cantina Sant’Andrea è perfetto.
Questi vini si abbinano molto bene anche a insalata russa, capitone e piatti con frutta secca.
Perché funziona: aromaticità e morbidezza equilibrano sapori complessi.
Suggerimento pratico: ottimi anche con formaggi erborinati leggeri.
Bianchi strutturati o rossi leggeri + lasagne e piatti della tradizione
La vigilia: profumi di mare e vini bianchi aromatici
Durante la vigilia di Natale, abbino sempre i piatti di pesce a vini bianchi aromatici.
Due anni fa preparai i miei cannelloni di gamberi e scorfano e il polpo grigliato su purè di patate: in quel caso, la sapidità del mare e il ricordo delle onde che si infrangono sugli scogli mi portarono su un Etna Bianco di Murgo.
È un rituale che si ripete ogni anno: profumi di mare, cotture delicate e quel calice che sembra raccontare la stessa storia del piatto.
Il pranzo di Natale: carne, tradizione e lasagne di mamma
Il pranzo di Natale, invece, è un’altra cosa: cotture lente, tavola piena e le lasagne di mamma, dove ogni forchettata è come buttarsi su un materasso soffice.
È il culmine delle feste, il momento in cui la cucina diventa davvero famiglia.
Se la vigilia è dedicata al pesce, il giorno di Natale nella mia famiglia si va decisi sulla carne: le lasagne sono d’obbligo e si sposano benissimo con un Lambrusco leggero o con un Valpolicella DOC di Adalia.
Come sorprendo la mia famiglia ogni anno
Siccome sono sempre io l’addetta ai vini, e il menu a Natale cambia raramente, cerco ogni anno di sorprendere tutti con una bottiglia diversa. Un anno portai un Marzemino di Salizzoni: un rosso non opulento, elegante e perfetto per aprire un pranzo importante senza appesantire.
Alternative per chi non ama il rosso
E se il rosso non piace – e credetemi, succede più spesso di quanto si pensi – un bianco strutturato accompagna con facilità sia la carne sia il pomodoro.
Un paio di anni fa preparai gli anelletti alla siciliana per mia sorella e decisi di abbinarli a un Verdicchio di Matelica di Fattoria Il Coroncino: un bianco solido, che ha saputo reggere un primo piatto importante senza cedere di un passo.
Quando il piatto diventa elegante
Per un primo più elegante, come il risotto al Castelmagno e nocciole che ho preparato lo scorso anno, si può anche pensare di pasteggiare a tutto pasto con uno Champagne di Jacques Rousseaux: cremoso, fine e perfettamente all’altezza del piatto.
Cosa bere a Natale e Capodanno con i secondi principali
Nebbiolo o Chianti Classico + arrosti e brasati
I secondi piatti delle feste richiedono vini strutturati. Arrosti e brasati, infatti, trovano compagni ideali in un Chianti Classico o in un Valpolicella Superiore.
Da me vince sempre l’arrosto: tenero e succoso con un profumo di erbe aromatiche che solletica le narici e le patate croccanti che suonano una melodia goduriosa.
Negli anni ho variato la scelta: ad esempio, per un arrosto leggero ho optato per vini più agili come Le Copin Vin Rouge di La Piantze, o persino un Brachetto DOC in versione secca di Perrone, che aggiunge una nota aromatica interessante.
Per chi preferisce vini più verticali e tesi – perfetti per sgrassare i brasati più ricchi – un Nebbiolo delle Langhe o una Sassella della Valtellina è la scelta migliore.
Perché funziona: tannino elegante, buona acidità e grande versatilità.
Cotechino e lenticchie + Lambrusco o Champagne
A Capodanno la trepidante attesa per l’inizio di un nuovo capitolo entra prepotentemente nelle nostre case.
Colori zampillanti si ergono nel cielo e rimaniamo estasiati dagli spettacoli pirotecnici, rimaniamo meravigliati e affascinati mentre ci scambiamo il classico scambio di auguri con un brindisi.
A Capodanno non può mancare il cotechino con lenticchie: un piatto grasso e morbido che necessita di vini freschi e acidi per pulire il palato.
Il più tradizionale è il Lambrusco di Sorbara, con le sue bollicine asciutte e leggere.
Chi vuole innovare può optare per uno Champagne Brut di Jacques Rousseaux o per un rosato calabrese come il Calabria Rosato IGT Il Marinetto di Sergio Arcuri, o ancora un Nové Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese.
Perché funziona: acidità e bollicina sgrassano e rendono il piatto più equilibrato.
Suggerimento pratico: servire il Lambrusco molto freddo (8–10°C).
Bianchi strutturati + secondi di carne o piatti ricchi
Non tutti amano i rossi, e vale la pena proporre alternative solide.
I bianchi strutturati — come Chardonnay affinati in legno, Timorasso, Fiano o Pinot Bianco alpino — accompagnano perfettamente carni bianche, tacchino ripieno, piatti con salse al burro e lasagne importanti.
Perché funziona: struttura e morbidezza sostengono i piatti ricchi, mentre la freschezza equilibra il grasso delle salse.
Nota pratica: servire a 10–12°C.
Cosa bere a Natale e Capodanno con i dessert
Passito o Moscato d’Asti + panettone e pandoro
Il dolce richiede attenzione: evitare spumante secco con panettone o pandoro, perché il contrasto non è piacevole.
Io amo il panettone, la sua sofficità e il profumo di canditi e uvetta mi fa letteralmente impazzire e ad un prodotto di alta pasticceria merita di essere accostato un vino di pari livello.
I dolci lievitati e aromatici si abbinano bene a Passito o Moscato d’Asti come il Moscato d’Asti di Il Falchetto oppure un Fiori d’Arancio Colli Euganei di Quota 101.
Se il panettone contiene cioccolato, si può scegliere uno spumante rosso come Vernaccia di Serrapetrona, oppure un Passito che richiami i sentori del dolce.
Lo scorso anno ho comprato un panettone aromatizzato alla Malvasia delle Lipari e ho deciso di abbinarlo con un Salina IGT di Tenuta Capofaro, un connubio di sapori unici.
E per i dessert al cioccolato? L’anno scorso ho preparato il tronchetto di Natale al cioccolato e ho abbinato un Recioto di Valpolicella. Struttura e dolcezza andavano a passeggio fianco a fianco come una coppia di giovani innamorati.
Regola d’oro: il vino deve essere dolce come il dessert.
Extra: evitare spumante brut.
Drink leggeri per il dopo cena: cosa bere a Natale e Capodanno dopo i festeggiamenti
Amaro artigianale o Vermouth rosso + tombola e relax
Dopo cena, un ultimo sorso aromatico chiude la serata. Dopo un pranzo o una cena pesante, è meglio evitare distillati aggressivi. Con le loro note speziate e leggere, un Amaro artigianale o un Vermouth rosso sono perfetti come digestivi.
A casa mia, il rito dell’amaro segna l’inizio dei giochi: mentre si sorseggia lentamente la bevanda aromatica, ci si diverte con una tombola o un gioco in scatola.
Con la tavola piena di numeri il pomeriggio passa tra spensieratezza e risate.
Suggerimento pratico: provare botaniche diverse; alternativa analcolica: tisana agli agrumi e cannella.
CONCLUSIONE
Bere vino durante le feste non significa solo alcol, ma scegliere la bottiglia giusta per il piatto e raccontare una storia.
Con questi 5 abbinamenti intelligenti e con i consigli su cosa bere a Natale e Capodanno, ogni pasto diventa armonioso e ogni vino trova il suo posto sulla tavola.
Non abbiate paura di sperimentare con vini locali o stranieri: ciò che conta è l’equilibrio.
E voi, cosa scegliete di bere a Natale e Capodanno? Quale bottiglia portate sempre a tavola? Scrivetelo nei commenti e seguitemi su Instagram.
