Gita a Vogogna e Lago di Mergozzo: borghi autentici e natura incontaminata nel Verbano-Cusio-Ossola
Introduzione
Nel mio immaginario ho sempre visto Vogogna e il Lago di Mergozzo come luoghi piccoli e accoglienti. Vogogna, con le sue case in pietra e il castello dominante, rappresenta uno scenario medievale romantico. È sempre stato così per me e, in un gioco di fine estate, ho deciso di fare un giro in terra piemontese per conoscere finalmente le bellezze di Vogogna e del Lago di Mergozzo.
In questo articolo ti porterò con me alla scoperta di uno dei borghi più belli d’Italia.
Vogogna: uno dei borghi più belli d’Italia
Un borgo medievale tra monti e silenzio
Vogogna si trova nella parte settentrionale del Verbano-Cusio-Ossola, a due passi dal Lago Maggiore. Più precisamente si trova nella Val d’Ossola, all’interno del Parco Nazionale della Val Grande: un luogo non ancora preso d’assalto dal turismo di massa, circondato da natura e bellezza.
Il primo impatto è quello di un paese tranquillo e ricco di storia, con l’architettura tipica delle case in pietra e i suoi vicoli acciottolati. È considerato uno dei borghi più belli d’Italia e, dal 2011, fa parte delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano.
Cosa vedere a Vogogna
Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
Arrivati a Vogogna e parcheggiata l’auto, la prima tappa è la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Un’ampia scalinata conduce all’ingresso: la facciata è imponente e bianca, mentre l’interno neogotico è arricchito da affreschi di grande valore.
Mi perdo tra i colori e nei giochi di luce che entrano dalle finestre, finché noto una musica alle mie spalle: alcuni ragazzi si stanno esercitando all’organo. L’organo è imponente e rende l’atmosfera ancora più suggestiva.
L’ingresso è gratuito; durante le celebrazioni le visite sono sospese.
Castello Visconteo
Dopo la chiesa è il momento di salire al castello. Dal centro della piazza principale, con una leggera salita di circa 5 minuti, si arriva all’ingresso del complesso medievale. Il biglietto costa 6 €. Il castello ospita anche il Centro Visite del Parco Val Grande.

La visita non è la classica con mobilio d’epoca: ospita diverse mostre tematiche.
Appena entrata trovo un’esposizione sulla geologia e sugli usi e costumi del territorio, con pannelli e un video che aiutano a comprendere l’evoluzione della zona.
Attrazioni al piano terra
Da non perdere la copia del Mascherone Celtico, un unicum nel suo genere, e la piccola saletta dedicata alla storia dei Celti.
Mostre al piano superiore
La mostra che mi ha colpito di più è quella dedicata al lupo: l’animale delle favole della nostra infanzia, spesso considerato “cattivo” ma dal fascino unico. Si parla di habitat, alimentazione, pericoli e curiosità.
C’è anche una piccola esposizione sugli oggetti di Leonardo, semplice ma carina. Altre mostre temporanee sono allestite durante l’anno.
La sezione di archeologia, al momento della mia visita, era in ristrutturazione.
Vista panoramica dalla torre
Salgo infine alla torre: da lì si apre una vista spettacolare su Vogogna, con un panorama a 360°. Si intravede anche la Rocca, raggiungibile con un sentiero.
Pausa pranzo
Dopo circa due ore di visita arriva il momento del pranzo. Scegliamo un ristorante che propone piatti tipici del territorio: antipasto di salumi di selvaggina e gnocchi di castagne con fonduta, uno dei piatti del giorno.
Gli gnocchi sono compatti, non si sfaldano, e il sapore dolce della castagna si abbina bene alla cremosità del formaggio. Una vera coccola per il palato.
Accompagniamo il pasto con un vino ossolano, probabilmente a base di Prunent, il nebbiolo locale.
Palazzo Pretorio (1348)
Dopo pranzo passeggio tra le vie del borgo. Il Palazzo Pretorio, datato 1348, cattura subito l’attenzione con la sua facciata e il portico decorato con stemmi.
Questo è uno degli esempi di architettura civile medievale meglio conservati in Val d’Ossola (un Broletto in stile lombardo).
Un tempo sede amministrativa, oggi è punto informativo. Era chiuso durante la mia visita.
Qui è custodito l’originale del Mascherone, rimosso dalla fontana dell’Oratorio di San Pietro per motivi di conservazione.
Accanto si trova la piccola chiesa di Santa Marta, del XVI secolo: umile, nascosta tra i palazzi. Anche questa era chiusa, ma la facciata è semplice e affascinante.
Centro storico, vicoli e scorci fotografici
Consiglio di perdersi nei vicoli del borgo: strade acciottolate e case in pietra offrono spunti fotografici continui.
Proseguendo verso la periferia si arriva all’Oratorio di San Pietro, oggi in stato di abbandono, ma con affreschi quattrocenteschi ancora visibili attraverso una finestra.
Ci sarebbe bisogno di più cura per questo edificio, che conserva grande valore storico e artistico.
Percorsi e passeggiate
Vogogna, essendo all’interno del Parco Nazionale della Val Grande, offre vari sentieri.
È possibile salire alla Rocca con un sentiero di circa 45-60 minuti: il sentiero è facile e adatto ai turisti.
Oppure ci si può avventurare in trekking più lunghi, come l’Anello di Fondo Toce o percorsi all’interno della Val Grande, la più vasta area wilderness d’Italia, che proverò sicuramente in futuro.
Dal borgo al lago: la magia del Lago di Mergozzo
Introduzione a Mergozzo
Dopo aver visitato Vogogna, mi sposto a Mergozzo per visitare il borgo e il lago. Questo tranquillo specchio d’acqua, a pochi minuti di distanza e separato da una piana dal Lago Maggiore, è noto non solo per il lago ma anche per la vicinanza al Montorfano, zona famosa per il marmo rosa utilizzato anche per il Duomo di Milano.
Le sue acque, un tempo parte del Lago Maggiore, ne sono state separate dai depositi alluvionali del fiume Toce, formando la piana di Fondotoce.
Il borgo è vivo e ricco di turismo; l’acqua limpida invita al bagno o a una passeggiata sul lungolago.
Io ho fatto tutta la camminata e poi mi sono rilassata con una birra fresca fronte lago.
Olmo secolare
Il grande Olmo al centro della passeggiata è uno dei simboli del paese. Mi ha ricordato il Pelion e mi sono immaginata lì sotto a bere un caffè.
Questo Olmo monumentale si dice abbia almeno 500 anni: documenti lo attestano già dal 1600. Per proteggerlo è recintato, misura necessaria per proteggere il suo tronco e le sue radici, ma merita comunque una sosta.
Museo del Granito
Da vedere anche il Museo del Granito, fondato nel 1969 e dedicato alla storia estrattiva del marmo del Montorfano.
Il granito rosa estratto da queste cave è stato utilizzato in celebri opere, dalla Certosa di Pavia a numerosi palazzi e chiese in Lombardia e Piemonte.
Non ho avuto tempo durante questa visita, ma ci tornerò.
Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta
All’ingresso di Mergozzo la chiesa cattura subito lo sguardo. Una breve scalinata conduce all’interno, inaugurato nel 1610 e costruito su una base romanica del 1133.
L’interno a tre navate presenta balaustre in granito e volte affrescate con motivi floreali. Bellissimo anche il chiostro circostante.
Mergozzo Alta: storia e panorama
Dopo la chiesa salgo verso Mergozzo Alta. La salita è dolce ma impegnativa. Case in pietra e vicoli stretti creano un’atmosfera medievale.
In cima si trova la chiesa romanica di San Giovanni Battista dell’XI secolo: un piccolo gioiello in pietra, semplice e prezioso.
Un lago limpido e tranquillo
Il Lago di Mergozzo è uno dei più puliti d’Italia. Essendo vietato il transito ai motoscafi, l’acqua rimane limpida e azzurra.

L’atmosfera è rilassata e molti fanno il bagno o praticano canoa e SUP.
Cosa fare sul Lago di Mergozzo
Il Lago di Mergozzo è perfetto per:
- Passeggiate sul lungolago
- Relax sulle spiaggette
- Noleggio canoe o SUP
- Soste in bar e localini fronte lago
Itinerario consigliato in un giorno
Il mio itinerario è stato questo:
La mattina dedicata alla scoperta di Vogogna e del suo castello, pranzo nel borgo e poi spostamento verso Mergozzo nel pomeriggio, con visita al borgo e al lago. Se il tempo lo permette, consiglio di rimanere per il tramonto.
- Mattina a Vogogna
- Salita al castello
- Trasferimento a Mergozzo
- Pomeriggio al lago
- Tramonto e foto
Quando andare e consigli pratici
Ogni stagione è perfetta per visitare Vogogna e Mergozzo.
L’inverno è forse meno indicato; in estate si gode del clima fresco, mentre in autunno e primavera i colori sono spettacolari.
Sconsigliata la visita con pioggia forte perché i vicoli acciottolati possono diventare scivolosi.
Come arrivare
Io sono arrivata in auto prendendo l’autostrada per Domodossola.
A Vogogna ci sono diversi parcheggi, sia liberi che a pagamento, fuori dal centro storico.
A Mergozzo parcheggiare vicino al lago può essere difficile in alta stagione, ma appena fuori dal centro ci sono parcheggi a 5 minuti a piedi.
Da Milano si arriva tramite le autostrade A8 e A26, uscendo a Ornavasso.
Si può arrivare anche in treno sulla linea per Domodossola.
Cosa portare
Per una gita in giornata consiglio:
- Scarpe comode
- Costume e telo
- Macchina fotografica
Dove mangiare
Per il pranzo a Vogogna mi sono fermata al Ristorante del Vecchio Borgo, all’ingresso del centro storico.
È un ristorante informale con una buona carta e personale gentile.
Ho preso un tagliere di salumi di selvaggina e gnocchi di castagne con fonduta: sapori genuini e porzioni abbondanti.
La carta dei vini include una selezione di etichette ossolane a base di Prunent: non potevo non assaggiarlo. È forse un po’ meno elegante di altri nebbioli, ma aromatico e con un bel potenziale.
A Mergozzo mi sono concessa una birra artigianale alla Birreria Freelance, leggera e profumata.
E poi ho voluto provare il prodotto tipico del paese: la fugascina, un biscotto di pasta frolla semplice e buonissimo.
Nelle cose più semplici spesso si nasconde la poesia.
Conclusioni
Vogogna e il lago di Mergozzo valgono assolutamente il viaggio: la loro tranquillità e i borghi pittoreschi regalano serenità e un tuffo nella storia.
Sono luoghi che invitano alla lentezza, all’artigianalità e alla scoperta.
Organizzate una gita da queste parti e, se avete altri borghi montani o lacustri da consigliarmi, scrivetemi nei commenti!
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Se vi interessa un altro lago, trovate qui anche il mio articolo sul Lago d’Orta.