Degustazioni

Degustazione Melograno Roccafiore: eleganza e carattere nel calice umbro 

Un incontro tra Umbria e raffinatezza 

Una serata di luglio, temperature un po’ più fresche dopo la pioggia. 
È quel dopolavoro in cui hai voglia di una buona bottiglia di vino, e quella sera ho deciso di aprire il Melograno di Roccafiore. 

D’estate è difficile che io beva vini rossi: complici il caldo e la stanchezza, tendono a stufarmi, e ho sempre voglia di qualcosa di più fresco. 
Tuttavia, ci sono serate in cui il rosso mi chiama prepotentemente. 


Eppure, con il Melograno di Roccafiore è successo proprio così: avevo voglia di qualcosa di caldo e confortante, e questa bottiglia è subito venuta in mio soccorso. 

Infine, la degustazione si svolge a casa, in una serata infrasettimanale, con una cena abbastanza semplice.

 
Il suono del vino che viene versato nel calice, il profumo che avvolge le mie narici… un viaggio verso le colline umbre sta per cominciare. 
E ora, prima di versarlo nel calice, scopriamo la storia di chi lo produce. 

La cantina Roccafiore: tra sostenibilità e territorio 

La cantina Roccafiore, proprietà della famiglia Baccarelli dal 1999, nasce a Todi, nel cuore dell’Umbria, e da sempre si distingue per la sua filosofia legata alla sostenibilità ambientale e al rispetto della natura. 


Le sue vigne si trovano tra dolci colline, in un microclima ideale per ottenere vini eleganti e autentici. 

Possiedono 90 ettari, di cui 15 dedicati esclusivamente alla coltivazione di viti autoctone, tra cui il Grechetto, affiancato da Sangiovese, Sagrantino, Montepulciano e Trebbiano Spoletino. 

Qui l’attenzione per la viticoltura biologica e la ricerca di una bellezza contemporanea si incontrano, regalando vini che parlano del territorio senza artifici. 

Il vitigno protagonista del Melograno è il Sangiovese, che in questa zona assume una personalità decisa ma raffinata, capace di raccontare tutta la luce e la forza dell’Umbria. 

Il vitigno Sangiovese 

Se ne parla per la prima volta in Romagna, nel 1721, in un documento in cui si vendeva vino Sangiovese; un documento del 1621 registra invece un carico di uva “Sanzuvesa”. 
Presente in misura maggiore in Romagna e in Toscana, è conosciuto con diversi sinonimi ed è il vitigno a bacca nera più coltivato in Italia. 

Esistono diverse varietà di Sangiovese, le quali possono avere caratteristiche morfologiche differenti. 
Il grappolo può essere di taglia medio-piccola o medio-grande, di forma cilindrico-piramidale e con acino medio. 


La sua buccia non è molto spessa ma consistente e pruinosa. Matura a fine settembre ed è sensibile alla botrite. 

Il Melograno: identità di un rosso umbro 

Melograno Roccafiore

Scheda tecnica 

  • Denominazione: Umbria Rosso IGT 
  • Varietà: 100% Sangiovese ad acino grosso, da agricoltura sostenibile 
  • Caratteristiche dei vigneti: impianti del 2004 allevati a guyot con esposizione nord-est 
  • Densità media e terreni: 6.500 ceppi/ha su suoli di argille bianche e marne calcaree 
  • Produzione media: 1,5 kg di uva per pianta (95 quintali/ha) 
  • Vendemmia: raccolta manuale nella seconda decade di settembre 

Vinificazione: le uve diraspate non vengono pigiate e compiono una macerazione semi-carbonica ad acino intero per 6/7 giorni. 
La fermentazione spontanea avviene a temperatura controllata in tini di acciaio; segue la svinatura e la fermentazione malolattica. 

Affinamento: 9 mesi in acciaio e, dopo l’imbottigliamento, riposa minimo 3 mesi in bottiglia. 

Il Melograno Roccafiore nasce da uve Sangiovese. 

Il colore è un rosso rubino intenso, brillante e limpido. 
Al naso rivela un bouquet ricco e armonioso: note di ciliegia matura, melograno, violetta e un accenno balsamico che ricorda liquirizia e spezie dolci. 

In bocca si presenta morbido, secco e di medio corpo, con una freschezza equilibrata e tannini fini. 
La chiusura è leggermente sapida, con una persistenza medio-lunga che lascia un ricordo di piccoli frutti rossi e fiori essiccati. 

È un vino che sorprende per equilibrio e rotondità, e che riesce a essere insieme avvolgente e misurato. 

Degustazione passo dopo passo 

👀 Alla vista 


Il Melograno 2021 Roccafiore si presenta con un rosso rubino intenso e limpido. 

👃 Al naso 


È mediamente intenso: emergono subito le ciliegie, come quelle scure tipo durone, seguite da leggere note ematiche, accenni di rose essiccate e viole. 
Successivamente, si percepisce anche una componente balsamica e mentolata, con rimandi di liquirizia, cannella e una delicata nota di prugna in confettura e piccoli frutti rossi. 

👅 Al palato 


È di corpo, morbido e secco. 
La freschezza è media: non spicca per acidità, ma mantiene un giusto equilibrio. 
I tannini sono fini, e il vino risulta leggermente sapido. 
In retro-olfazione emergono profumi di fiori essiccati. 

Pur avendo 12,5% vol., sembra più caldo di quello che è — forse complice la serata particolarmente calda. 

Nel complesso, è un vino che sa unire energia e comfort, perfetto per serate tranquille in cui si cerca calore più che potenza. 

Abbinamenti e momenti perfetti 

Ho degustato il Melograno Roccafiore accompagnato da una bistecca al Parmigiano Reggiano e aceto balsamico, un piatto semplice ma che si sposa perfettamente con questo vino. 

In generale, il Melograno è ottimo con carni rosse, ma anche con piatti della tradizione umbra — azzarderei persino con il tartufo o con uno spezzatino di carne. 


Lo vedo bene anche con una grigliata estiva o con primi piatti a base di carne. 

È un vino versatile, che si adatta bene a tavole diverse, pur mantenendo sempre la sua identità elegante. 

Conclusioni – Un rosso che parla la lingua della luce 

Questo vino è stata una bellissima scoperta: un’ottima soluzione che permette di bere un vino rosso anche d’estate, caldo e profumato, fresco ma non troppo alcolico. 


Questa degustazione ha risvegliato una curiosità verso i vini di questa terra, che meritano di essere approfonditi. 

Un bouquet di frutti rossi pronto ad accoglierti in un caldo pomeriggio estivo. 

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