Un sorso di Oceano a casa: la mia esperienza con Egiategia Dena Dela
INTRODUZIONE: L’oceano in un calice
E se vi dicessi che il vino può essere affinato in mare, ci credereste? Sì, la risposta è Egiategia. Immaginate: solitamente le cantine sono fatte di mura, invece qui la padrona è la profondità dell’Oceano Atlantico.
Non è soltanto un vino appoggiato sul fondo. Emmanuel ha capito che la pressione e il movimento delle maree nella baia di Saint-Jean-de-Luz creano una fermentazione secondaria unica, impossibile sulla terraferma. Questa bottiglia è stata una chicca comprata durante una delle mie escursioni in enoteca: cerco sempre qualcosa di particolare da portarmi a casa ed è finita subito tra le mie mani. In questo articolo vi porterò nel mio personale viaggio attraverso il Dena Dela, scopriremo come si esprime al calice e i suoi possibili abbinamenti.
COS’È EGIATEGIA
Situata a Saint-Jean-de-Luz, nel cuore dei Paesi Baschi francesi, questa cantina rappresenta una vera sfida alle convenzioni. Il fondatore, Emmanuel Poirmeur, ha scelto di non combattere la natura, ma di collaborare con essa sfruttando l’oceano per l’affinamento.
La particolarità del progetto risiede nella stabilità termica dell’Atlantico, utilizzata per una seconda fermentazione sottomarina. I vini vengono immersi in speciali contenitori a 15 metri di profondità, dove pressione costante e maree creano un ambiente impossibile da replicare sulla terraferma. Questa energia influenza i lieviti e la fermentazione: le micro-vibrazioni scuotono delicatamente il vino, accelerando i processi chimici in modo armonioso.
All’assaggio, questi vini rivelano un’impronta acida e una nota salina marcata. Rispetto al metodo tradizionale, l’affinamento sottomarino preserva una freschezza aromatica incredibile, quasi come se il tempo si fermasse, aumentandone contemporaneamente la complessità. La sapidità non deriva dall’ingresso di acqua nella bottiglia, ma dalla reazione chimica del vino a quell’ambiente estremo.
IL VITIGNO: ESPRESSIONE AUTENTICA DEI PAESI BASCHI
Per la mia degustazione, come dicevo, ho scelto di Egiategia un vino creato con uve Ugni Blanc e Colombard. Questi vitigni sono stati scelti da Emmanuel perché reagiscono magnificamente alla fermentazione sottomarina, mantenendo toni fruttati ed eleganti che bilanciano la forza del mare. Questi due vitigni sono tipici della zona del Cognac, in Francia sud-occidentale, e solitamente vengono utilizzati per produrre distillati, non vini da tavola complessi.
Rappresentano vini di frontiera, resistenti e capaci di mantenere un’acidità molto alta anche in climi caldi o difficili. L’Ugni Blanc rappresenta l’impalcatura del vino, ovvero la sua struttura, mentre il Colombard rappresenta la parte aromatica ed è quella che dà gli aromi. Ma perché sono stati scelti questi due vitigni? Il segreto è la loro acidità citrina: un vino con bassa acidità diventerebbe piatto sotto la pressione dell’oceano. Questi due vitigni invece usano l’acidità come uno scudo che preserva la freschezza, e questa freschezza si rivela tutta nel suo bicchiere, prepotente in tutta la sua impetuosità.
Se pensiamo ad un vino con questi due vitigni con metodi di affinamento tradizionali, avremo un vino semplice e onesto, un vino da tavola, mentre l’oceano riesce a tirar fuori note di pompelmo, frutto della passione e la mineralità quasi salina. Anche se le star dei Paesi Baschi restano l’Hondarrabi Zuri (bianco e salmastro) e l’Hondarrabi Beltza (rosso raro e speziato), il Dena Dela dimostra come questi vitigni si prestino al mare proprio perché la loro struttura non svizzisce, ma si trasforma.
📋 SCHEDA TECNICA: L’ANIMA DI DENA DELA
Per chi ama i dettagli tecnici, ecco la carta d’identità di questo vino. È l’equilibrio perfetto tra la forza del Gers (la terra dei vitigni) e l’energia dell’Oceano.
| Caratteristica | Dettaglio |
| Vitigni | Ugni Blanc, Colombard |
| Profilo Olfattivo | Agrumi, Limone Yuzu, Pesca bianca |
| Carattere | Minerale e Iodato |
| Vinificazione | Assemblaggio unico tra vino affinato a terra e in mare (Winereef) |
| Immersione | Durata da 4 a 6 mesi a 15 metri di profondità |
| Annata Immersione | 2022 |
| Produzione | 50.000 bottiglie |
| Alcol | 11% vol. |
LA DEGUSTAZIONE DI DENA DELA DI EGIATEGIA
Non vedevo l’ora di aprire questa bottiglia: la sua etichetta con il corallo stilizzato è un richiamo al mare e la bottiglia trasparente lascia vedere il colore, un giallo dorato mediamente intenso e cristallino.
👃 L’ANALISI SENSORIALE (IL CUORE)
Sotto l’acqua di mare il colore diventa giallo dorato. Al naso spiccano subito aromi citrini, un limone e tanta salsedine: l’immagine è quella di un’onda che si scontra contro uno scoglio. Sento una leggera nota di miele d’acacia, o forse di tiglio, e fiori bianchi; poi un melone leggero, una pesca bianca e la scorza di pompelmo. Al naso sento l’elicriso e mi sembra anche di sentire un po’ la salicornia, insieme a timo e salvia.
In bocca ha corpo e una buona morbidezza, che è un po’ nascosta dall’acidità. È un’acidità intensa, bilanciata da una buona nota sapida; il vino rimane secco e mediamente persistente, con un ritorno di scorza di limone. L’annata penso sia del 2022, in quanto l’immersione è stata tra il 2022 e il 2023, con un 11% di alcol in volume.
GLI ABBINAMENTI DALLA MIA CUCINA CON DENA DELA DI EGIATEGIA
Il Dena Dela l’ho degustato durante la serata di Capodanno e, per l’occasione, ho voluto ricreare un menu di stampo nordico. Come prima cosa, è stato abbinato ad antipasti a base di pesce: ho preparato dei blinis al caviale, crostini al salmone e dell’aringa con patate, cipolle e aneto. Tutti questi ingredienti sono caratterizzati da una sapidità importante, spesso smorzata da una base amidacea per alleggerirla. La freschezza del vino bilancia perfettamente la struttura del cibo, permettendo di ripulire il palato e ricominciare.
Ho proseguito l’abbinamento con un primo piatto coerente con l’ispirazione nordica: i pierogi polacchi. Sono ravioli ripieni di formaggio e patate e, per l’occasione, sono andata in un negozio di prodotti dell’Est Europa per trovare il formaggio adatto, sapido quasi come un primo sale. Il vino accompagna perfettamente il piatto: ha abbastanza struttura per reggerlo e l’acidità, unita alla sapidità marina, pulisce la bocca ad ogni boccone.
L’abbinamento ideale? Questo vino sta benissimo con il pesce, ma direi soprattutto con le ostriche e i frutti di mare, dove la componente salina del Dena Dela trova la sua massima espressione.
CONCLUSIONE: Un sorso di oceano che resta impresso
Questo vino mi ha colpita profondamente: non pensavo che l’affinamento in mare potesse donare una personalità così dirompente. Non sono mai stata scettica, la mia curiosità mi spinge a provare sempre calici diversi, ma questa è stata una sorpresa magnifica. L’acidità marcata e la salinità richiamano l’oceano così intensamente da riportarmi con la mente su uno scoglio, sentendo quasi le gocce d’acqua sulla pelle mentre le onde si infrangono.
Il mio desiderio ora è riprovare il Dena Dela di Egiategia, ma vorrei scoprire anche le altre etichette della cantina e, finalmente, visitarla di persona. Chissà che non riesca a organizzare presto un viaggio dedicato! Spero che questo racconto vi sia piaciuto e vi auguro di provare questa esperienza: rimarrete stupiti da come il mare possa influenzare così tanto il carattere di un vino.
E voi? Avete mai assaggiato un vino affinato in mare o vi incuriosisce l’idea? Fatemelo sapere nei commenti! 🌊🍷
