Degustazioni,  IN CANTINA

 Degustazione Roero Rosso Matteo Correggia: il Nebbiolo del Roero che sorprende 

Il Roero Rosso di Matteo Correggia: quando un calice ti salva la serata 

Il Roero Rosso di Matteo Correggia mi ha tenuto compagnia durante un venerdì sera nato sotto i cattivi auspici. In realtà è stata una decisione presa all’ultimo: complice un piatto uscito male, ho deciso di riprendere in mano la serata degustando un vino di un territorio che io amo molto. Ero a casa e sentivo il bisogno di un calice non scontato, qualcosa che sapesse abbracciarmi e consolarmi in una giornata rivelatasi sbagliata fin dall’inizio. 

In questo articolo vi porterò con me alla scoperta dell’eleganza di questo rosso, anticipando quello che per me è il suo vero punto forte: la finezza vibrante del Roero capace di distinguersi dalla potenza delle vicine Langhe. È stata un’esperienza emozionale, nata dal desiderio di trasformare un piccolo disastro domestico in un momento di pura bellezza territoriale. 

Il Roero: un territorio spesso sottovalutato 

Il Roero si trova sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, proprio di fronte alle Langhe che occupano la sponda destra. La differenza principale sta nella tipologia di suolo: mentre le Langhe hanno terreni antichi e compatti, il Roero si caratterizza per le Rocche. Queste sono imponenti pareti sabbiose nate dal ritiro del mare padano. Questa morfologia trasmette al Nebbiolo un’eleganza unica e profumi floreali intensi, rendendolo più pronto al consumo rispetto ai vicini Barolo e Barbaresco

I vitigni del Roero: Nebbiolo e Arneis 

In questa terra i vitigni principali sono il Nebbiolo e l’Arneis. Quando pensiamo al Roero, non dobbiamo guardare esclusivamente al vino rosso. L’Arneis ricopre infatti una posizione di tutto rispetto nel panorama vinicolo regionale. I terreni del Roero sono composti principalmente da sabbia e limo. Essendo sciolti e poveri, costringono la vite a spingere le radici in profondità per cercare i nutrienti necessari. 

Il segreto del terroir: sabbia e microclima 

I suoli sabbiosi sono drenanti, quindi l’acqua non ristagna, riducendo lo stress idrico e favorendo una maturazione lineare dei tannini. Le sabbie riflettono la luce solare, mantenendo temperature diverse rispetto alle marne argillose delle Langhe. Questo microclima favorisce i precursori aromatici nei grappoli, regalando note di violetta, rosa canina e frutta rossa fresca. La scarsità di argilla influenza l’assorbimento di minerali come il potassio, traducendosi in una struttura meno massiccia. Il risultato è un vino con tannini più morbidi e meno aggressivi sin dai primi anni in bottiglia. 

La cantina Matteo Correggia: storia di un pioniere 

Matteo Correggia non era soltanto un produttore, era un pioniere. In un’epoca in cui il Roero era considerato il fratello povero delle Langhe, lui ha ereditato l’azienda agricola di famiglia nel 1985. Il suo obiettivo era molto preciso: produrre vini di eccellenza assoluta. La sua determinazione lo ha portato a collaborare con i grandi nomi del vino italiano, i celebri Barolo Boys, portando i riflettori del mondo sulle sue amate Rocche

La filosofia produttiva: rispetto del territorio ed eleganza 

La sua idea di vino era quella che forse noi oggi, più di ogni altra cosa, cerchiamo: il rispetto del territorio. Per Matteo era imprescindibile non forzare la mano nella produzione, ma ascoltare la terra. Le sue vigne crescono su terreni ripidi e sabbiosi che richiedono molta fatica. Questa fatica viene ricompensata con un’anima nel vino che è unica, capace di raccontare la vera essenza del Roero

Dall’eleganza di Matteo all’evoluzione della cantina oggi 

Se in passato si cercava soprattutto la potenza, Matteo cercava la finezza. I suoi vini puntavano già sulla verticalità, sulla freschezza e su quella delicatezza aromatica che solo questo territorio può offrire. Dopo la sua scomparsa nel 2001, la cantina non si è fermata. Oggi è guidata dalla moglie Ornella e dai figli Giovanni e Maria Letizia, mantenendo intatta l’identità di Matteo. 

Sperimentazione e sostenibilità nel Roero DOCG 

L’azienda si è evoluta con un passaggio naturale verso pratiche sempre più attente all’ambiente. La continua sperimentazione serve a dimostrare che il Nebbiolo e l’Arneis del Roero possono invecchiare con la stessa dignità dei grandi cru mondiali. Questa eredità continua a vivere in ogni bottiglia, confermando il ruolo centrale della cantina Matteo Correggia nel panorama vitivinicolo internazionale. 

Il Nebbiolo: un vitigno tra nebbia e sabbia 

Il Nebbiolo è un vitigno “aristocratico” e difficile. Si chiama così, molto probabilmente, per la nebbia che avvolge le colline durante la sua vendemmia tardiva di ottobre. Un’altra ipotesi affascinante riguarda la pruina, ovvero quella sottile polverina bianca che ricopre gli acini del grappolo come un velo naturale. 

L’adattamento nel Roero e la verticalità 

Mentre nelle Langhe il Nebbiolo cerca la potenza, nel Roero insegue invece la verticalità. Grazie ai terreni sabbiosi di cui abbiamo parlato, le radici fanno fatica a scendere in profondità per nutrirsi. Questo “stress gentile” produce meno tannini aggressivi e favorisce la nascita di più precursori aromatici

Il vino: Roero Rosso DOCG 

Il Roero Rosso è composto da Nebbiolo per almeno il 95%, mentre il restante 5% può ospitare altri vitigni a bacca rossa non aromatici idonei alla coltivazione in Piemonte. Molti produttori, tuttavia, tendono a vinificarlo in purezza. L’affinamento per la versione base è di minimo 20 mesi, di cui almeno sei in legno, mentre per la Riserva l’affinamento minimo è di 32 mesi, di cui almeno sei in legno. 

Caratteristiche organolettiche e terroir 

Il vino si presenta con un colore rosso rubino che vira al granato con l’età. Al naso è complesso, con sentori di violettalampone e spesso una nota minerale tipica dei suoi suoli sabbiosi. Questa combinazione di profumi e struttura lo rende un prodotto unico, capace di raccontare l’eleganza del territorio in modo immediato e profondo. 

🍷 Scheda Tecnica: Roero Rosso DOCG 2022 

Roero rosso di Matteo Correggia
  • Denominazione: Roero Rosso DOCG 
  • Annata Degustata: 2022 
  • Vitigno: Nebbiolo 100% 
  • Alcol: 14% 
  • Bottiglie annue: 30.000 in media 
  • Terroir e Clima: Terreno sabbioso composto da sabbia fine; esposizione varia con altitudine tra i 330 e i 280 m s.l.m. 
  • Sistema di Allevamento: Controspalliera con potatura a Guyot 
  • Densità e Resa: 4800 viti per ettaro con una resa di 56 hl 
  • Vendemmia: Manuale, effettuata tra fine settembre e inizio ottobre 
  • Vinificazione: 6-8 giorni di macerazione in acciaio 
  • Affinamento: Minimo 6 mesi in legni piccoli usati 
  • Temperatura di servizio: 18/20° C 

Degustazione: note sensoriali del Roero Rosso 2022 

👁️ Esame visivo 

Il colore è un rosso rubino limpido, caratterizzato da una tonalità abbastanza intensa e quasi impenetrabile. È un colore che invita subito alla scoperta del calice, mostrando la bella densità di questa annata 2022. 

👃 Esame olfattivo 

Al naso non è intensissimo, ma rivela una complessità affascinante. Sento l’amarena fresca — non sciroppata — seguita da note di giuggiolaribes e la classica violetta. Emerge una leggera nota mentolata accompagnata da una speziatura di pepe bianco e un tocco di pepe verde un pochino acerbo. Il bouquet prosegue con una sfumatura di cipria, un po’ di cuoioconfettura di fragole e un’originale nota di arancia rossa, con un finale di tabacco e grafite

👄 Esame gustativo 

In bocca il vino si presenta di corpo, secco e morbido, con una freschezza media ben bilanciata. Il tannino è pronunciato e si sente ancora un pochino ruvido, segno di una gioventù vibrante. È un sorso poco sapido e dalla persistenza delicata, dove nella fase retro-olfattiva torna nitido il sentore di prugna

⚖️ Equilibrio e considerazioni finali 

Nonostante i suoi 14% vol, l’alcol è perfettamente integrato e non risulta eccessivamente caldo al palato. È un vino di grande equilibrio che dimostra l’ottimo lavoro della cantina Matteo Correggia. Un sorso che ha saputo decisamente raddrizzare una serata partita con il piede sbagliato. 

Abbinamenti gastronomici con il Roero Rosso 

Il Roero Rosso, sebbene si abbini perfettamente a piatti tipici della tradizione piemontese come per esempio i tajarin con il sugo di arrosto, si presta bene anche con una battuta di carne cruda, soprattutto nella sua versione base. Grazie alla sua struttura e alla sua freschezza, si sposa egregiamente con degli arrosti o un ragù leggero di carne

Un abbinamento creativo e territoriale 

Si abbina bene anche con i formaggi: io, per esempio, nella serata in cui volevo coccolarmi, l’ho degustato con la Robiola di Roccaverano. L’ho accompagnata con la Cugnà, la salsa tipica piemontese a base di mosto d’uva, frutta e nocciole. Questo accostamento è stato perfetto per esaltare l’eleganza del vino e ritrovare il sorriso in una serata partita con il piede sbagliato. 

La mia esperienza personale con il Roero Rosso 

Questo vino è stato degustato durante un venerdì sera. Come dicevo all’inizio di questo articolo, l’idea iniziale doveva essere un’altra, ma ogni tanto i piatti anche a me non escono come vorrei. Ho pensato quindi di organizzare una cena in assoluto relax, con una bottiglia di vino elegantissima accompagnata da un formaggio pregiatissimo. 

Un momento di relax e l’evoluzione nel calice 

Dopo cena, la bottiglia mi ha fatto compagnia durante la visione di un film. Ho potuto così apprezzarne l’evoluzione nel bicchiere nel corso del tempo, osservando come il bouquet si apriva piano piano. È un vino che consiglio vivamente per la sua eleganza e per la sua struttura equilibrata. 

L’alcol è perfettamente integrato, dando vita ad un bellissimo intreccio di durezze e morbidezze. Questo Roero Rosso di Matteo Correggia è stato la chiave per trasformare un imprevisto in cucina in una serata di puro piacere e scoperta sensoriale. 

Perché scegliere un Roero Rosso rispetto ai “cugini” famosi? 

Perché scegliere un Roero Rosso rispetto ai suoi cugini più famosi? Sicuramente ha un prezzo più accessibile rispetto ai vicini di casa, come Barolo e Barbaresco. Inoltre, è un vino molto più immediato: potete tranquillamente comprare un Roero e berlo nel giro di poco tempo, senza doverlo far aspettare per anni in cantina. 

La versatilità del Nebbiolo nel calice 

Nonostante questa prontezza, rimane comunque un vino sempre molto fine ed elegante. Il Nebbiolo è un vitigno estremamente versatile: a seconda della zona in cui si trova, ci regala sensazioni completamente diverse. Secondo me, è interessantissimo scoprire le sue varie sfaccettature e il Roero è il punto di partenza perfetto per chi vuole esplorare l’anima più vibrante di questo vitigno. 

Dove comprare il Roero Rosso di Matteo Correggia 

Se dopo questo racconto vi è venuta voglia di stappare una bottiglia, il Roero Rosso di Matteo Correggia è fortunatamente un vino con una buona distribuzione. Potete trovarlo facilmente nelle migliori enoteche fisiche, specialmente quelle attente ai produttori storici del Piemonte, dove il prezzo si aggira solitamente tra i 15 e i 20 euro

Per chi preferisce la comodità del divano, ci sono diverse opzioni: 

  • E-commerce specializzati: siti come TannicoCallmewine o Bernabei lo hanno spesso in catalogo, con consegne rapide e sicure. 
  • Sito ufficiale della cantina: molte aziende oggi vendono direttamente, permettendovi di sostenere il produttore e magari scoprire annate particolari o edizioni limitate. 
  • Grande Distribuzione di qualità: in alcuni supermercati molto forniti, come Eataly o i reparti gourmet, non è raro scovare questa etichetta. 

Il mio consiglio? Se ne avete la possibilità, andate direttamente nel Roero a visitare la cantina; io penso che prossimamente andrò a fargli visita. Comprare una bottiglia lì, dopo aver visto le Rocche sabbiose di cui vi ho parlato, darà al vostro sorso un sapore completamente diverso. 

Conclusione: come il Roero Rosso ha salvato la mia serata 

Il Roero Rosso di Matteo Correggia ha salvato la mia serata dal disastro. È stata un’esperienza che ho apprezzato molto e che, soprattutto, ha saputo coccolarmi e tirarmi su il morale. Non mi aspettavo tutta questa eleganza: rimango sempre stupito dal Piemonte e da come, in un territorio comunque piccolo, si possano trovare tantissime sfaccettature diverse. 

La cosa più bella è vedere come un singolo vitigno, il Nebbiolo, possa regalare espressioni così differenti a seconda della micro-zona in cui si trova. Vi consiglio vivamente di provare il Roero Rosso e di essere sempre curiosi nell’esplorazione di questo vitigno incredibile. 

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