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Abruzzo On The Road: itinerario di 11 giorni dalle montagne al mare

IL MIO ABRUZZO ON THE ROAD: CONSIGLI PRATICI

Il mio viaggio in realtà non doveva essere l’Abruzzo, ma l’Armenia! Per una serie di motivi, alla fine sono approdata in questa terra straordinaria con il mio Abruzzo on the road.  

Montagne alte fatte di pietra, terre aride, chiese affrescate e borghi spettacolari. Acque color turchese: sono queste le immagini che mi vengono in mente ripensando all’Abruzzo, paesaggi che raccontano una storia e un territorio unico.  

In questo articolo vi porterò con me nel mio itinerario on the road attraverso la bellezza abruzzese, passando dalla montagna e finendo con il mare. Dalle vette severe e sconfinate del Gran Sasso al suono ritmico delle onde sotto i trabocchi in legno, per me l’Abruzzo è una regione che va vissuta e guidata a finestrini abbassati.  

Ho diviso il viaggio in tre parti principali: la zona montana dell’Abruzzo interno dove ho soggiornato a Poggio Picenze, la parte centrale della Valle Peligna dove ho fatto base a Sulmona e infine la costa adriatica dove ho alloggiato a Vasto, lungo la meravigliosa Costa dei Trabocchi.  

Consiglio caldamente di spostarsi in auto, mezzo fondamentale per muoversi in totale autonomia lungo l’itinerario.  

Scheda Pratica del Viaggio 

  • Le 3 Basi Strategiche: Base 1 (Gg 1-3) Poggio Picenze per l’Abruzzo Interno; Base 2 (Gg 4-6) Sulmona per la Valle Peligna e Scanno; Base 3 (Gg 7-10) Vasto per la Costa dei Trabocchi.  
  • Mezzo consigliato: Auto, indispensabile per l’autonomia e utilissima per stivare nel bagagliaio termico i prodotti tipici acquistati in loco.  
  • La Regola d’Oro per la Costa: Blocco spiaggia sacro dalle 08:00 alle 17:00 nel periodo di Ferragosto, fondamentale per blindare il parcheggio e godersi la quiete prima del grande caos estivo.  
  • Abbigliamento: A strati! Si passa dai $10^\circ\text{C}$ costanti delle Grotte di Stiffe e dai 2.000 metri di altitudine di Campo Imperatore al caldo marino dell’Adriatico nello stesso viaggio. 

ITINERARIO ABRUZZO ON THE ROAD: IL DIARIO GIORNO PER GIORNO 

GIORNO 1: La Tirata d’Alba, la “Sistina d’Abruzzo” e la Piana dello Zafferano 

Sveglia presto quando ancora a Milano è notte, è il giorno del grande esodo e spero di non rimanere troppo in coda. 

Arrivo a Fossa intorno alle 12:00, l’obiettivo? Santa Maria ad Cryptas e la necropoli di Fossa, due piccole chicche da non perdere.  

Nell’altopiano di Navelli non può mancare un pranzo a base di zafferano DOP, mentre come ultima tappa della giornata mi dirigo a Bominaco.  

Qui visito il magnifico Oratorio di San Pellegrino: anche se richiama tanti turisti, consiglio di non perderlo.  

Alloggio a Poggio Picenze, in un grazioso appartamento dove le ferite del terremoto sono ancora molto evidenti.  

Stringe il cuore vedere un paese fermo a 17 anni fa: cammino nel silenzio e ceno all’Osteria della Posta.  

Qui assaggio dei magnifici sorgetti con le foglie e le pallotte cacio e ova, accompagnate da un buon Cerasuolo.  

  • 🔗 Internal Link per il Cluster Post: [APPROFONDIMENTO DAY 1] Giorno 1: Da Fossa a Bominaco tra affreschi medievali e Zafferano DOP 

GIORNO 2: Archeologia al Mattino, Grotte Ipogee, Borghi della Baronia e la Sorpresa di Capestrano 

Il giorno seguente sveglia presto per andare a Peltuinum, antica città romana che fungeva da punto strategico per il pagamento dei dazi! 

Successivamente faccio tappa alle Grotte di Stiffe: dovrebbe far freddo ma… come si stava bene!! La visita tra le viscere della terra è sempre suggestiva e magica. 

Dopo essermi ritemprata con un po’ di frescura parto per Castel del Monte, dove mi fermerò a pranzo con un tagliere e una birra. 

Il borgo lo giro con calma, ricordando anche frammenti di una vita passata dove i rapporti di vicinato esistevano ancora. 

Abruzzo on the road - Stradina pavimentata in ciottoli in un borgo storico in pietra con edfici antichi e portoni in legno.

Non ho resistito e ho comprato il Canestrato di Castel del Monte, e proprio qui ho trovato anche lo zafferano. 

Dopo aver visitato il paese e aver pranzato con la birra locale e un tagliere di salumi e formaggi, mi dirigo a Castelvecchio Calvisio

Si tratta di un piccolo borgo dove le ferite del terremoto sono tutt’oggi presenti e i lavori di ricostruzione sono ancora in atto. 

Il giro è abbastanza veloce, ma mi fermo ad ammirare i vicoli e ad immaginare la vita che una volta era presente. 

Avrei dovuto visitare Rocca Calascio in questa giornata, ma arrivata lì ho notato un sacco di gente e i parcheggi che scarseggiavano. 

Così ho preferito tornare con tranquillità il giorno successivo e ne ho approfittato per visitare San Pietro ad Oratorium a Capestrano, una chicca da non perdere. 

Infine la sera mi attende una deliziosa cena a base di tagliatelle allo zafferano, arrosticini e salsiccia, accompagnati da un eccellente Montepulciano d’Abruzzo

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 2] Giorno 2: Peltuinum, Grotte di Stiffe e la scoperta di Castel del Monte e Capestrano 

GIORNO 3: L’Alba a Rocca Calascio, Trekking a Campo Imperatore, il Borgo Mediceo e il Vino d’Autore 

La mattina dopo del mio Abruzzo on the road è la mattina di Rocca Calascio: sveglia che è ancora notte per andare a vedere l’alba attraversando i borghi che sono ancora dormienti. 

Parcheggio vicinissimo fino al vecchio centro storico perché fino alle 9:00 del mattino è possibile, e fortunatamente riesco a trovare un posto dove potermi fermare. 

Inizia la camminata di poco più di 15 minuti per arrivare alla Rocca, giusto in tempo per assistere alla magia del cielo che dal blu si tinge di rosso in un’alba che toglie il fiato. 

Successivamente mi sposto per fare il mio trekking al Rifugio Duca degli Abruzzi, ma i parcheggi già alle 8:00 scarseggiano e al piazzale di Campo Imperatore non si può andare per via dei lavori in corso. 

Abruzzo on the road - Vista panoramica dall'alto su una vasta valle montana con strade sinuose e colline verdi sotto un cielo azzurro.

Dopo il trekking arrivo a Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi più belli d’Italia e comodo da raggiungere da Campo Imperatore: qui assaggiare la celebre lenticchia è d’obbligo! 

Salto poi ad Ofena, nella “fornace d’Abruzzo”, per acquistare i rinomati vini della cantina Cataldi Madonna, famosi per l’eccellente Cerasuolo

Infine concludo con una visita a Capestrano, facendo una piacevole passeggiata ad ammirare il maestoso castello e i suoi vicoli caratteristici. 

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 3] Giorno 3: L’alba a Rocca Calascio, Campo Imperatore, Santo Stefano di Sessanio e i vini di Ofena 

GIORNO 4: La Roma Antica sul Velino, i Murales di Aielli e l’Arrivo a Sulmona 

Se il giorno prima ho assistito alle meraviglie del “Piccolo Tibet”, il giorno seguente lascio Poggio Picenze in direzione Sulmona.  

Mi fermo ad Alba Fucens ad ammirare l’antica città romana: che magnifico salto temporale!  

Una tappa che non potevo assolutamente perdere è Aielli con i suoi magnifici murales: amo tantissimo i colori di Borgo Universo.  

Arrivo infine a Sulmona, la patria dei confetti.  

Piccola ma raccolta, è un vero e proprio piacere passeggiare nella città di Ovidio.  

La sera ceno a base di gnocchetti chezzelitti con le erbe e gli arrosticini, accompagnati da un eccellente Cerasuolo.  

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 4] Giorno 4: Alba Fucens, i murales di Aielli e l’arrivo a Sulmona 

GIORNO 5: Le Gole del Sagittario, il Sentiero del Cuore e i Borghi Amati da Escher 

È il quinto giorno e forse è la giornata che aspettavo di più: ho sempre voluto visitare Scanno e così, durante la stesura del mio itinerario in Abruzzo on the road, non ho potuto fare a meno di inserire una tappa di prima mattina. 

Sì, se non l’avete capito, sono mattiniera: mi incammino attraverso le Gole del Sagittario per arrivare al Lago di Scanno.  

Da qui parte il Sentiero del Cuore, dove mi lascio andare totalmente catturata dal panorama.  

Successivamente mi sposto a visitare il borgo di Scanno, reso celebre dagli scatti di Cartier-Bresson e dalle opere di Escher: un borgo stupendo, ricco di scorci suggestivi e indimenticabili.  

Mi sposto poi a Villalago al Lago Pio, con la speranza di vedere i cervi in libertà.  

Devo dire che sono stata abbastanza fortunata: durante il mio cammino ne ho incrociato uno piccolo proprio vicino a me, intento a mangiare, ed è stata un’emozione fortissima.  

Dopo aver fatto il giro del lago mi sposto verso il Lago di San Domenico, dove si può visitare l’omonimo Eremo di San Domenico.  

Sono stata fortunata a trovare parcheggio; l’eremo è piccolino ma merita assolutamente di essere visitato, e le montagne che si specchiano sull’acqua creano un paesaggio quasi mistico.  

L’ultima tappa della giornata è Castrovalva, il paese scelto da Escher per le sue litografie.  

È un borgo piccolissimo, ma il celebre “girone” panoramico mi ha fatto subito immaginare la sua prospettiva artistica.  

La sera ceno da Clemente, un buonissimo ristorante nel centro di Sulmona: ho preso della pasta fresca con ragù di pecora e una grigliata di carne, accompagnate da un buonissimo Montepulciano d’Abruzzo.  

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 5] Giorno 5: Scanno, il Sentiero del Cuore e la Valle del Sagittario 

GIORNO 6: I Celestini, le Torri della Majella e i Sapori della Valle Peligna 

L’ultimo giorno nella zona di Sulmona è dedicato all’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, una piccola gemma che ha vissuto prima una storia di sacralità e poi è stata utilizzata come carcere.  

Passo poi a degustare i vini della Valle Peligna da Cantina Margiotta, una cantina a gestione familiare che fa dei vini davvero degni di nota.  

L’ultima tappa è Pacentro, un borgo medievale molto carino dominato dal suo antico castello.  

Rientro a Sulmona per l’acquisto degli ultimi confetti storici.  

Ceno da Buon Vento, dove prendo della pasta fresca e il formaggio di Pescocostanzo alla griglia, accompagnato da un ottimo Pecorino della zona del Chietino.  

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 6] Giorno 6: Sulmona, l’Abbazia del Morrone e il borgo di Pacentro 

GIORNO 7: Discesa all’Adriatico, Primo Mare e Tramonto sul Golfo di Vasto 

Lascio Sulmona per andare verso il mare, l’ultima delle tre tappe del mio Abruzzo on the road, e faccio sosta all’Abbazia di Santa Maria Arabona, un’abbazia cistercense incastonata nell’entroterra.  

Dopodiché mi fermo a Rocca San Giovanni, un graziosissimo borgo dove i vicoli sono tutti abbelliti con decorazioni e farfalle.  

Come ultima tappa prima del mare mi fermo all’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, un’abbazia a ridosso sul mare che mi ha letteralmente rubato il cuore.  

Faccio un pranzo veloce presso il bar a fianco dell’abbazia con dei ragazzi gentilissimi, e poi parto alla volta di Vasto.  

Dopo aver lasciato i bagagli in alloggio, mi dedico alla visita della cittadina ed esploro il suo affascinante centro storico e i suoi vicoli.  

Per la prima sera ho prenotato la cena sul trabocco: finalmente vedo un meraviglioso tramonto sul mare e provo questa esperienza che tanto aspettavo.  

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 7] Giorno 7: Dalle montagne al mare: Santa Maria Arabona, Fossacesia e Vasto 

GIORNO 8: Ferragosto tra le Dune di Punta Penna e Cena nel Centro Storico di Vasto 

Il secondo giorno nella zona di Vasto è dedicato interamente al mare.  

È il 15 agosto e non voglio andare troppo lontano, perciò scelgo la Spiaggia di Punta Penna con le sue dune meravigliose e la sabbia finissima che si attacca alle gambe.  

Sono colpita dalla lunghezza della spiaggia e dal mare che, per me che sono calabrese, è incredibilmente basso!  

Purtroppo il mare è un po’ mosso, quindi le mie solite nuotate devono aspettare.  

La sera ceno a Vasto presso il ristorante Lo Scudo, dove prendo una deliziosa pasta con le cozze e un fritto misto di pesce.  

Il tutto accompagnato da un buon calice di vino bianco Pecorino locale.  

  • 🔗 Internal Link per il Cluster Post: [APPROFONDIMENTO DAY 8] Giorno 8: Ferragosto a Punta Penna tra dune, sabbia dorata e cena a Vasto 

GIORNO 9: La Caletta della Fuggitella, i Trabocchi di Fossacesia e la Memoria della Linea Gustav 

Il giorno dopo mi sposto verso Fossacesia Marina e vado alla Spiaggia della Fuggitella, una piccola caletta di ciottoli con un mare trasparentissimo e calmissimo.  

Finalmente, con la vista sui trabocchi, riesco a farmi delle grandissime nuotate e trascorro la giornata tra un bagno in acqua e un bagno di sole.  

Prima di rientrare mi fermo al Cimitero Britannico, un luogo di profondo rispetto e silenzio.  

Fa venire la pelle d’oca vedere tutte queste lapidi di giovani soldati caduti in guerra durante i combattimenti.  

La sera vado a cena presso Il Posticino, dove finalmente riesco a mangiare la pecora alla callara e gli spaghetti alla chitarra con crema al limone.  

È stato un successo di gusto e piacevolezza, il tutto accompagnato da un ottimo Montepulciano d’Abruzzo.  

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 9] Giorno 9: Fossacesia Marina, la Spiaggia della Fuggitella e il Cimitero Britannico della Linea Gustav 

GIORNO 10: Il Gran Finale Selvaggio a Punta Aderci, i Vini Marini e il Brodetto alla Vastese 

L’ultimo giorno in terra abruzzese lo passo a Punta Aderci.  

È bellissimo fare la camminata in questa riserva naturale e arrivare in questa spiaggia di ciottoli piena di capannine in legno.  

Ne scelgo una e mi rilasso tutta la giornata, facendo splendide nuotate e ammirando il panorama intorno.  

L’ultima sera vado anche a visitare la Cantina Fontefico, dove scoprirò i sapori dei vini abruzzesi coltivati a due passi dal mare.  

L’ultima cena a Vasto è da Michele, rigorosamente a base di brodetto alla vastese, il piatto principe della cittadina.  

  • 🔗 [APPROFONDIMENTO DAY 10] Giorno 10: Riserva di Punta Aderci, la Spiaggia di Mottagrossa e i vini marini di Fontefico 

GIORNO 11: La Sosta in Romagna, la Piadina Artigianale e il Rientro a Casa 

Ogni viaggio purtroppo deve finire, pertanto è arrivato il momento di lasciare Vasto e l’Abruzzo.  

Mi rimetto in macchina con il pensiero che il mio viaggio in Abruzzo on the road sta per finire, e mi dirigo verso casa, in direzione Lombardia.  

Decido di fermarmi a Santarcangelo di Romagna per fare una piacevole pausa.  

Dopo aver mangiato un’ottima piadina romagnola, mi concentro sulla visita del borgo, tra edifici in pietra e vicoli caratteristici che si inerpicano.  

Purtroppo sono arrivata all’ora di pranzo ed è quasi tutto chiuso, ma sono assolutamente sicura che qui ci ritornerò.  

  • 🔗 Internal Link per il Cluster Post: [APPROFONDIMENTO DAY 11] Giorno 11: Santarcangelo di Romagna, sosta gustosa e rientro in Lombardia 

ENOGASTRONOMIA: LA MAPPA DEI SAPORI DEL MIO ABRUZZO ON THE ROAD 

Area / Tappa (Giorni) Prodotti & Piatti Iconici Cantine & Soste Consigliate 
Piana di Navelli (Gg 1-2) Zafferano dell’Aquila DOP, Spizzichi, Pecora alla Chiaranese Cooperativa Zafferano / Osteria della Posta / La Locanda di Mariella  
Gran Sasso & Baronia (Gg 2-3) Canestrato di Castel del Monte, Zuppa di Lenticchie, Arrosticini Ristoro Mucciante / Agriturismo Statale 17 / Cantina Cataldi Madonna (Ofena)  
Scanno & Valle Peligna (Gg 4-6) Pan dell’Orso, Confetti Storici di Sulmona, Cazzelliti e fagioli Pasticceria Di Masso / Cantina Margiotta / Ristorante Clemente / Buon Vento  
Costa dei Trabocchi & Vasto (Gg 7-10) Brodetto alla Vastese, Ventricina, Cerasuolo d’Abruzzo Marino Trabocco Puntamare / Cantina Fontefico (Fosso Cancelli) / Lo Scudo / Da Michele  
Sosta di Rientro (Gg 11) Piadina Romagnola artigianale con Squacquerone, Sangiovese Osteria tipica a Santarcangelo di Romagna  

 

CONCLUSIONE: PERCHÉ VISITARE L’ABRUZZO DA VIAGGIATORI 

L’Abruzzo è stata una vera e propria terra di scoperte, un viaggio che non mi aspettavo di fare ma che mi ha mostrato la straordinaria bellezza di questa regione. 

Ma soprattutto ho scoperto il valore delle persone che mi hanno accolta con grande calore in ogni singola tappa. 

Sono passata dalle montagne fino al mare e ho potuto ammirare, sia attraverso i miei occhi sia attraverso l’occhio della macchina fotografica, scorci e luoghi completamente diversi l’uno dall’altro. 

Una terra che mi ha stupita non solo per il paesaggio e la natura, ma anche per la sua ricchissima cucina e per i suoi eccellenti vini

Una terra che consiglio caldamente a tutti di visitare, ma non con gli occhi da semplici turisti, bensì con gli occhi curiosi da autentici viaggiatori

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