Rocca Calascio all’alba: storia, silenzio e panorami d’Abruzzo
Alba a Rocca Calascio: la mia prima volta tra aspettativa e realtà
Immagina di svegliarti alle tre di notte solo per un motivo ben preciso: ammirare l’alba a Rocca Calascio.
Percorro le strade per arrivare a destinazione prima che la luce sorga, guidata dalla curiosità di scoprire questo luogo magico. Avevo letto opinioni contrastanti, quindi non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma non volevo che le opinioni altrui condizionassero le mie.
Sono una persona mattiniera, quindi non mi pesa affatto svegliarmi presto per mettermi subito in viaggio verso nuove mete.
Come sarà stato il mio primo impatto con la fortezza? Mi sarò emozionata davvero davanti a questo panorama?
Scorgo la struttura di Rocca Calascio già da lontano, svettante e imponente con i suoi 1.460 metri sul livello del mare. Questa fortezza medievale è incredibilmente visibile ed è famosa per essere stata il set di film iconici come Ladyhawke e Il nome della rosa.
In questo articolo vi porto con me attraverso la bellezza di Rocca Calascio, tra consigli pratici, segreti fotografici e i migliori abbinamenti cibo-vino locali.
Rocca Calascio si raggiunge comodamente da L’Aquila attraverso la SS17 e la SP8 in circa cinquanta minuti di auto. Da Roma si arriva percorrendo l’autostrada A24, proseguendo poi lungo la SS17 e la SP8 per un tragitto di circa due ore e dieci minuti.
Il borgo è facilmente raggiungibile in auto, tuttavia nei periodi di alta stagione la strada che conduce al paese viene chiusa al traffico dalle 9:00 alle 19:00.
In questi mesi è attivo un comodo servizio navetta per Rocca Calascio che parte da Piazza della Repubblica in paese e arriva direttamente a destinazione.
- Orari della navetta: Dalle 10:00 alle 19:00.
- Tariffe A/R: 5 € per gli adulti, 3 € per i bambini dai 6 ai 10 anni.
I parcheggi a Calascio sono limitati e si trovano all’ingresso del borgo oppure subito sotto il paese. Da qui potrete raggiungere la rocca a piedi con una camminata di circa venti o trenta minuti, che diventano quarantacinque se lasciate l’auto più in basso.
Essendo andata all’alba a Rocca Calascio, ho potuto parcheggiare vicinissimo al borgo storico grazie alla fortuna di trovare uno stallo libero. I posti per auto sono quasi inesistenti a causa dei molti B&B, ma lungo la strada che sale si trovano pochissimi spazi dove parcheggiare quando il traffico è aperto.
Dal parcheggio in alto si raggiunge la fortezza con una passeggiata semplice di circa quindici minuti.
Se desiderate fare la camminata partendo dal borgo evitate assolutamente le ore più calde, poiché il sentiero si snoda quasi interamente sotto il sole. La visita alla fortezza è relativamente breve e richiede circa mezz’ora o quaranta minuti per esplorare le mura e i dintorni.
Non dimenticate di portare con voi scarpe da trekking, una scorta d’acqua e naturalmente la macchina fotografica per catturare panorami incredibili.
Cosa Vedere a Rocca Calascio: Dal Borgo Medievale a Santa Maria della Pietà
Con gli occhi ancora pieni di sonno mi avvio verso il castello; partendo da Poggio Picenze ci vuole circa mezz’ora e la strada è buia. Curva dopo curva arrivo a Rocca Calascio quando da lontano inizio a scorgere le prime luci dell’alba.
L’antico borgo arroccato ancora dorme e io inizio il mio sentiero immersa nel silenzio, sentendo solo i miei passi scricchiolare sul terreno.
Il Borgo Antico e la Chiesa di Santa Maria della Pietà
Arrivati al borgo medievale di Rocca Calascio ci ritroveremo in un dedalo di vie acciottolate. Disabitato dalla Seconda Guerra Mondiale, oggi è al centro di un progetto di recupero con B&B, ristoranti e gallerie d’arte.
Percorrendo il sentiero ad un certo punto s’incontrerà la Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruita tra il XVI e il XVII secolo. Sorge a 1.432 metri sul livello del mare con una struttura ottagonale dove ogni lato ha una larghezza di cinque metri e mezzo.
La facciata è in stile barocco e il portone di ingresso è incorniciato da due lesene, sormontato da un timpano curvo spezzato e un’edicola. Ai lati del portone ci sono due nicchie vuote, mentre internamente gli spazi sono ad aula unica con un quadro della Madonna sull’altare.
Io durante la mia visita l’ho trovata chiusa. La sua costruzione fu voluta dagli abitanti come ringraziamento per la vittoria contro una banda di briganti. Gli abitanti si spostarono da Campo Imperatore verso le terre dei Piccolomini riuscendo a sconfiggere definitivamente i briganti.
Il Castello Medioevale e la sua Storia
Poco più avanti sorge il Castello di Rocca Calascio a 1.460 metri sul livello del mare. La struttura rappresenta una delle fortificazioni più alte d’Italia e domina l’intera Valle del Tirino e la Piana di Navelli.
Non immaginatevi il castello delle fiabe completamente arredato, poiché questa rocca aveva un potere difensivo ed era un punto di osservazione militare. La fortezza comunicava con le altre strutture attraverso un sistema di torce e ha origini intorno all’anno 1000, anche se la testimonianza è del 1380.
Le quattro torri angolari attribuite ad Antonio Piccolomini vennero aggiunte un secolo più tardi, insieme al muro di cinta distrutto dal terremoto del 1461. La struttura è in pietra bianca a conci squadrati ed è composta da un maschio centrale residuo di una costruzione precedente.
La cerchia di mura merlate presenta quattro torri a base circolare e l’accesso avveniva via rampa in legno posta a cinque metri d’altezza. Distrutta nuovamente nel 1703 da un terremoto, un restauro conservativo concluso nel 1989 l’ha riportata ai fasti di una volta e oggi l’area ospita scavi.
L’Esplosione dell’Alba e il Set di Ladyhawke
Arrivo di fronte al mastio, attraverso il suo perimetro e ne ammiro le imponenti mura medievali. Improvvisamente il cielo si tinge di rosso regalandomi un’alba intensa, mentre il rosso fuoco illumina il mio volto e le rondini danno il buongiorno.
Il sole illuminava lentamente le pietre bianche regalando una soffusa luce dorata, confermando che l’alba e il tramonto sono gli orari migliori per la visita. La luce regala quel fascino misterioso che rende questa torre isolata un luogo magnifico, facendo capire perché fu set di film come Ladyhawke.
Esperienza Wine & Food: I Sapori della Baronia tra Cibo e Vino
Viaggiando attraverso le magnifiche terre della Baronia e visitando Rocca Calascio non si può proprio fare a meno di pensare ai piatti tipici d’Abruzzo.
Pensando ai paesi situati lì vicino troveremo sicuramente Santo Stefano di Sessanio con le sue famose lenticchie di Santo Stefano, proposte tradizionalmente in una gustosa zuppa con crostini di pane casereccio.
Parlare di Abruzzo significa anche evocare arrosticini e pecorino, cibi di montagna autentici che raccontano storie antiche di pastorizia e di una ricca cucina povera.
Elemento identitario in questa zona d’Abruzzo è senza dubbio il Cerasuolo d’Abruzzo, vino rosé perfetto se abbinato ai salumi locali e ai classici arrosticini d’agnello.
Immancabile è anche il Montepulciano d’Abruzzo, ideale da accompagnare ai piatti più corposi e strutturati della vera tradizione contadina locale.
In questo territorio ogni assaggio diventa un vero e proprio viaggio sensoriale da vivere intensamente dopo aver esplorato la fortezza medievale.
Itinerario nei Dintorni: Cosa Vedere in un Giorno tra Baronia e Campo Imperatore
È assolutamente possibile abbinare nella stessa giornata altre meravigliose attrazioni, creando un perfetto on the road in Abruzzo alla scoperta della magica Baronia.
Se il vostro obiettivo è ammirare il tramonto a Rocca Calascio, il percorso ideale prevede di visitare prima la piana di Campo Imperatore. Da lì si scende verso Santo Stefano di Sessanio, dove potrete visitare uno dei borghi più belli d’Italia e gustare le famose lenticchie locali.
La giornata si concluderà poi in bellezza salendo verso la fortezza di Rocca Calascio per godersi lo spettacolo delle ultime luci della sera.
Il mio giro in realtà è stato un po’ diverso, avendo scelto di vivere l’esperienza dell’alba a Rocca Calascio come prima tappa di giornata. Successivamente mi sono spostata verso Campo Imperatore e solo dopo sono scesa a Santo Stefano di Sessanio per continuare l’esplorazione.
Facendo così ho percorso qualche chilometro in più in macchina, ma vi assicuro che ne è valsa assolutamente la pena per l’emozione vissuta.
Pianificare queste tappe nella stessa giornata permette di vivere un’esperienza completa tra natura incontaminata, borghi storici e alta gastronomia locale.
Riflessioni Finali: Il Valore di Rinascere tra Pietre e Solitudine
Come vi ho accennato all’inizio avevo letto opinioni contrastanti riguardo a Rocca Calascio, poiché me l’avevano dipinta semplicemente come un ammasso di pietre e basta. In realtà questo luogo è molto di più, rappresenta una storia profonda e la grande capacità di un territorio di sapersi rialzare.
Seppur rimasta abbandonata per secoli, quello che mi ha davvero colpito è stata la volontà di rinascere e di dare nuova vita al paese. Questo approccio potrebbe rappresentare un ottimo inizio per molti altri paesi abbandonati d’Italia, dove si potrebbe restituire vita ai borghi senza mai snaturarli.
Godermi l’alba a Rocca Calascio in totale solitudine è stato qualcosa di assolutamente magico, un’esperienza che porterò sempre dentro di me. Immortalare con la mia macchina fotografica il cielo che si tingeva di rosso mi ha regalato una felicità immensa e pura.
L’emozione che ho provato è stata quasi commovente, dimostrando che in fondo basta veramente poco per sentirsi profondamente felici. Qualcuno in questa esperienza potrebbe vedere soltanto una faticosa levataccia notturna, ma per me ha rappresentato molto di più.
Per me questa alba rappresenta l’inizio di un nuovo giorno ed è il simbolo perfetto dell’inizio di una nuova vita.