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Vin Gris del Marocco: il vino rosa del deserto tra Meknès, Atlantico e tradizione

Introduzione – Il vino che non ti aspetti in Marocco

Se pensiamo al Marocco, la prima immagine che ci appare è quella di un fumante tè alla menta e non di certo il vin gris. In effetti, non è difficile imbattersi in persone che sorseggiano questa bevanda a qualsiasi ora del giorno. Subito dopo troviamo il caffè: i marocchini ne sono grandissimi consumatori. Tuttavia, tra le bevande principali non ci aspetteremmo mai di trovare il vino, sia per motivi religiosi, sia per una storia vitivinicola meno nota al grande pubblico.

Invece, il Marocco produce vini di grande carattere e il Vin Gris ne è l’esempio più affascinante. Devo essere sincero: durante la mia visita non ho bevuto subito questo prodotto, preferendo altre tipologie. Avrei voluto comprare qualche bottiglia durante il mio itinerario ma, purtroppo, tra le alte temperature, il fatto di essere sempre in movimento e la cronica mancanza di spazio in valigia, non ho potuto fare gli acquisti che avrei voluto.

Tuttavia, da buona testarda quale sono, mi sono messa a cercare dei vini locali persino al Duty Free. Lì, tra le varie bottiglie francesi e italiane, ho iniziato a spulciare finché non mi ha colpito una bottiglia trasparente dal colore rosa pallido: era lui, era il Vin Gris. Di conseguenza, ecco cosa ho scoperto su questo “vino grigio”.


Cos’è il Vin Gris: il “vino grigio” tra tecnica e colore

Vin Gris vs rosé: le differenze vere

Il Vin Gris è un termine francese che indica un vino prodotto con uve a bacca rossa, ma con una tonalità chiarissima. Sebbene il nome significhi letteralmente “vino grigio”, non si riferisce al colore nel calice, ma alla tecnica di vinificazione. Infatti, a differenza del rosato classico, il Vin Gris non subisce una lunga macerazione: le uve vengono pressate immediatamente, proprio come si farebbe per un vino bianco.

In aggiunta, il contatto tra il mosto e le bucce è talmente breve che il liquido non estrae il colore rosso intenso. In Marocco, questo stile è popolarissimo e viene prodotto principalmente con uve Cinsault, Grenache Noir e Cabernet Sauvignon. Il risultato è un profilo secco, acido e profondamente minerale, che lo posiziona esattamente a metà tra un bianco e un rosato tradizionale. Questo concetto di “non-colore” è ciò che lo rende unico nel panorama enologico mondiale.


Il Marocco e il vino: una storia più antica di quanto pensi

Dall’epoca romana al protettorato francese

Inizialmente, si potrebbe pensare che la viticoltura sia un’aggiunta recente, ma in Marocco l’uva è coltivata sin dall’epoca romana. Tuttavia, la trasformazione dell’uva in vino, così come la conosciamo oggi, ha ricevuto un impulso decisivo solo durante il protettorato francese. Ancora oggi l’influenza francese si sente molto: la maggior parte degli enologi delle grandi cantine marocchine proviene dalla Francia, portando competenze tecniche applicate a un terroir unico.

Il Marocco oggi: un paese musulmano che produce vino

Nonostante il Marocco sia un paese a maggioranza musulmana, dove la religione vieta il consumo di alcol, la produzione vinicola non solo esiste, ma è in costante crescita qualitativa. Attualmente il consumo è per lo più locale, rivolto ai turisti e a una parte della popolazione urbana, mentre una percentuale più bassa di export raggiunge mercati come la Francia e il Nord Europa.

Parallelamente alla produzione, negli ultimi anni le cantine hanno compiuto un grande passo avanti aprendosi all’enoturismo. Molte tenute accolgono visitatori per far conoscere da vicino la viticoltura locale, unendo degustazioni e ospitalità di alto livello. Ad esempio, un caso d’eccellenza è rappresentato da Château Roslane, di cui ho parlato approfonditamente nel mio articolo dedicato, dove il lusso e la tradizione vinicola si incontrano a Meknès.


Dove nasce il Vin Gris: il terroir di Had Brachoua

Successivamente, per capire questo vino, dobbiamo spostarci nel cuore di Château La Ferme Rouge. La tenuta si trova tra l’Oceano Atlantico e le montagne dell’Atlante, su un altopiano dove le vigne godono di un microclima eccezionale. In questa zona i suoli composti da argille nere e sabbie rosse permettono alle uve di maturare perfettamente, preservando però una freschezza sorprendente. Inoltre, l’influenza delle correnti atlantiche gioca un ruolo fondamentale per l’equilibrio dei vigneti. Grazie a queste condizioni, il Vin Gris di Had Brachoua riesce a essere vibrante e sapido, sfidando il calore del sole e regalando un sorso che sa di terra e di mare.

La denominazione: A.O.G. Zaër

Il vino che ho scelto appartiene alla denominazione A.O.G. Zaër (Appellation d’Origine Garantie), il sistema di classificazione marocchino simile alla nostra DOC. La regione di Zaër è una zona collinare situata nell’entroterra tra Rabat e Casablanca. In particolare, è celebre per vini che esprimono grande mineralità. Qui vengono coltivati principalmente vitigni internazionali e mediterranei come Grenache, Syrah, Cinsault e Chardonnay.


I Vitigni: l’anima di questo blend

Come abbiamo visto, il Gris è prodotto principalmente con Cinsault e Grenache, e questi due vitigni compongono anche il nostro blend.

La Grenache

La Grenache è un vitigno a bacca nera originario della Spagna (anche se molto diffuso in Francia) e oggi presente nei climi caldi come i territori spagnoli, francesi e italiani — un esempio su tutti è il Cannonau sardo. La Grenache è resistente ai climi secchi e alla siccità, ma è sensibile ai venti. Ha una maturazione tardiva, una vite vigorosa, una foglia trilobata o pentalobata e un grappolo medio-grande. Tradizionalmente produce vini color rosso rubino, caldi, dai sentori fruttati, corposi e generosi.

Il Cinsault

Il Cinsault è invece un vitigno dalle origini mediterranee, nato tra la Provenza e la Linguadoca. È noto per essere un vitigno rustico, capace di regalare profumi fragranti e di donare una struttura che sia allo stesso tempo morbida e scorrevole. Si tratta di una varietà molto antica: se ne hanno testimonianze già nel XIX secolo, quando veniva chiamato Sinsò.

Storicamente viene assemblato con Grenache e Syrah, ed è stato esportato con successo nei paesi del Nord Africa come Marocco e Algeria. Il Cinsault è vigoroso e produttivo, con foglie grandi e pentalobate. Gli acini sono medio-grandi con buccia sottile; germoglia precocemente ma matura tardivamente. È un vitigno che sopporta bene la siccità e i venti, ma teme l’umidità. Produce vini dal colore rosso rubino chiaro, con moderata acidità e pochi tannini, perfetto per la delicatezza di un Vin Gris.


Scheda Tecnica: Le Gris 2024 – Château La Ferme Rouge

Bottiglia di Vin Gris del Marocco Le Gris 2024
CaratteristicaDettaglio
Nome VinoLe Gris
ProduttoreChâteau La Ferme Rouge
Annata2024
DenominazioneA.O.G. Zaër (Appellation d’Origine Garantie)
PaeseMarocco (Regione Had Brachoua)
VitigniCinsault e Grenache
Alcol13% vol.
VinificazionePressatura diretta (tecnica Vin Gris)
Temperatura di servizio8° – 10° C
ColoreBuccia di cipolla scarico, limpido

Profilo di degustazione: Le Gris 2024 (La Ferme Rouge)

Esame visivo

Il colore si presenta come un buccia di cipolla molto scarico e limpido. Al naso l’intensità è netta, mentre nel calice il vino mostra una consistenza particolare: sembra quasi faticare a girare, rivelandosi più che poco denso. Gli archetti non sono numerosi e vanno giù abbastanza velocemente, un dettaglio che preannuncia la dinamicità del sorso.

Esame olfattivo

Il bouquet è dominato dai profumi di pesca e da un’albicocca dolciastra, molto matura (quasi “sformata”), arricchiti da qualche petalo di rosa. Emerge una nota balsamica di eucalipto insieme alla freschezza della mela croccante e a un accenno di fragola; una fragola che ricorda quella del Nord Italia, più acidina. In sottofondo, una punta di vaniglia lascia presupporre un possibile passaggio in legno.

Esame gustativo

Al palato il corpo è molto morbido, vellutato e pastoso. È un vino secco con un’acidità elevata ma soffusa: parte alta per poi spegnersi subito, lasciando spazio a una sapidità attiva. Nonostante l’alcolicità del 13% e la struttura del blend Cinsault e Grenache (annata 2024), la persistenza rimane contenuta, chiudendo però con una caratteristica nota retroattiva di tè alla pesca.

Il mio verdetto: Le Gris 2024

Le Gris 2024 – Château La Ferme Rouge

La Cuoca Itinerante

Rapporto Qualità/Prezzo:
Bevibilità:
Originalità:
Persistenza:

Summary

Il Vin Gris “Le Gris” 2024 di Château La Ferme Rouge è una sorpresa magnetica dal terroir marocchino di A.O.G. Zaër. Un blend di Cinsault e Grenache che brilla per sapidità, freschezza citrina e una caratteristica nota di tè alla pesca. Un vino “di clima” che unisce alla perfezione il calore africano e il savoir-faire europeo. Promosso a pieni voti per originalità e rapporto qualità/prezzo (14 € al duty free).

4.3

Quando e come bere il Vin Gris: i miei consigli

Per godere appieno di questo vino, ci sono tre fattori fondamentali da tenere a mente che ne cambiano completamente la resa:

  • La temperatura di servizio: Non abbiate paura di raffreddarlo. Il Vin Gris va servito ben freddo, tra gli 8° e i 10°C. Se servito troppo caldo, l’alcolicità (13%) rischierebbe di coprire quelle note delicate di mela e pesca che abbiamo scoperto.
  • La stagionalità perfetta: È il vino dell’estate per eccellenza, ma non solo quella italiana. È un vino che nasce per combattere l’afa, quindi dà il meglio di sé nelle giornate più calde dell’anno.
  • L’occasione d’uso: Io lo definisco un “vino da terrazza” o un “vino da viaggio”. È perfetto per quegli aperitivi lunghi che sfociano nella cena, o per essere stappato durante una vacanza quando si ha voglia di qualcosa di fresco e dinamico.

Abbinamenti: il Vin Gris e la cucina marocchina

La massima espressione l’abbiamo sicuramente con i piatti della cucina marocchina. Per esempio, la Tajine di polpette e uova accompagnata da Zaalouk è stato un ottimo abbinamento con questo vino. Diversamente, potremmo anche optare per un couscous di pesce o un couscous di carne; oppure proverei l’assaggio di entrambi. In entrambi i casi, le spezie si abbinano con la dolcezza, la morbidezza e l’acidità del vino. Si potrebbe anche pensare a dei piatti più mediterranei come una pasta col tonno o una bella grigliata di pesce.

In sintesi, ecco gli abbinamenti consigliati:

  • Tajine di pesce o polpette: perfetto per equilibrio tra acidità e morbidezza.
  • Cous cous: ideale per bilanciare la parte speziata.
  • Cucina Mediterranea: ottimo con primi piatti al tonno e grigliate di mare.

Perché il Vin Gris racconta il Marocco meglio di tanti altri vini

Perché dovremmo sceglierlo? Sicuramente perché è un “vino di clima”, dove l’influenza dell’Atlantico si scontra con quella continentale, rendendo il profilo aromatico affascinante. Inoltre, è un vino che rappresenta una cultura e un popolo in evoluzione: è un ottimo modo per iniziare a comprendere uno dei prodotti più iconici del paese. Non da ultimo, unisce l’Africa con il suo terroir e l’Europa con il suo savoir-faire tecnico.


Conclusione – Il vino che non ti aspetti, nel posto che non ti aspetti

Mi sarebbe piaciuto tornare a casa con una cassa intera ma, purtroppo, lo spazio in valigia è sempre limitato. Rientrare con una bottiglia di “Le Gris” è stato come portare un pezzetto di Marocco con me; è stata una sorpresa incredibile, un vino equilibrato e decisamente divertente. Ho voluto dedicargli una cena marocchina una volta tornato, per rivivere attraverso i sapori quella terra che ho imparato ad amare. Se vi capita di trovarlo, non esitate a comprarlo.

E voi, avete mai assaggiato un vino marocchino? Fatemelo sapere nei commenti e non perdetevi i prossimi post qui e su Instagram!