VINI,  Visite in cantina

Château Roslane: vino, paesaggio e degustazione nel cuore del Marocco

Hai mai pensato al Marocco come terra del vino? Hai mai immaginato che anche in climi così caldi possa nascere qualcosa di buono? La mia visita a Château Roslane inizia proprio da questa curiosità.

Quando ho deciso di viaggiare in Marocco, ho scelto anche di visitare una cantina per scoprire più da vicino la produzione di vini marocchini. Così, arrivata nella regione di Meknès, ho iniziato a cercare una cantina che potesse ospitarmi per qualche ora. La scelta è ricaduta su Château Roslane, anche perché è la cantina che produce l’unico Premier Cru del Paese.

Château Roslane si trova a circa 20 minuti da Meknès. Un grande cancello in ferro segna l’arrivo allo château e viali ornati di alberi di ulivo fiancheggiano il vialone che ci accompagna all’entrata. Fontane con giochi d’acqua zampillanti ci salutano e l’ingresso nella hall dell’hotel, decorata a tema vino, ci lascia letteralmente a bocca aperta. La mia visita inizia da qui e, in questo articolo, vi porterò con me alla scoperta di Château Roslane e dei suoi vini marocchini.


📍 Dove si trova la cantina Château Roslane

Château Roslane si trova nella regione di Meknès, a circa 20 minuti di auto dalla città imperiale, nella zona di El Hajeb.

La cantina si trova a un’altitudine di circa 700 m s.l.m.: questa altezza garantisce importanti escursioni termiche, con notti fresche che aiutano a preservare acidità e profumi delle uve, una condizione necessaria per far fronte al sole africano.

🍇 La storia di Château Roslane e la rinascita dei vini marocchini

Château Roslane nasce dall’idea di Brahim Zniber, con l’obiettivo di elevare i vini marocchini agli standard internazionali. Il progetto prende forma nel 2005 e l’apice di questa visione è la creazione di un cru che non abbia nulla da invidiare agli château francesi.

L’approccio si basa sulla fusione del savoir-faire francese con il territorio di Meknès e la sua identità. La modernità si ritrova nelle tecnologie estrattive, mentre la tradizione emerge negli affinamenti e negli invecchiamenti in botti di rovere francese, oltre che nella gestione manuale della vigna.

Oggi Château Roslane fa parte del gruppo Diana Holding, fondato da Brahim Zniber e attualmente guidato da Maria Rita Zniber, moglie del fondatore. La cantina rientra nel progetto più ampio Les Celliers de Meknès. Attualmente la holding possiede circa 3.000 ettari, di cui 700 appartengono a Château Roslane, mentre il Premier Cru si estende su 40 ettari.

🌱 Il terroir di Meknès: clima e suoli della tenuta

Ci troviamo in una zona del mondo con un clima particolare, capace di regalare ai vini corpo e sentori unici. I vigneti sorgono su terreni argillo-calcarei, con componenti di sabbia e scisti. L’altitudine e la relativa vicinanza all’Oceano Atlantico contribuiscono a creare un microclima più fresco rispetto alla pianura.

Il vento è un elemento fondamentale e viene integrato nella gestione della vigna, poiché permette di asciugare gli acini d’uva e, di conseguenza, prevenire le malattie. Questo consente di ridurre al minimo gli interventi chimici, rendendo il trattamento della vite più naturale.

L’argilla è essenziale per trattenere l’acqua e garantire riserve idriche in un territorio caldo come quello marocchino, mentre il calcare dona mineralità e freschezza ai vini. Il Marocco non possiede vitigni autoctoni, eccezion fatta per le uve da tavola, ma coltiva varietà internazionali come Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah.

Le forme di allevamento praticate sono Guyot e cordone speronato, in particolare per il Syrah. La vendemmia è manuale solo per il Premier Cru e il fattore timing è fondamentale: le vendemmie vengono effettuate all’alba o durante la notte per preservare freschezza e aromi.

🏭 Visita alla cantina Château Roslane: il metodo di produzione

La visita in cantina è stata particolarmente emozionante. Quando sono arrivata a Château Roslane, eravamo subito dopo la vendemmia e in quel momento le uve venivano controllate e successivamente avviate alla fermentazione.

La cantina è molto grande: all’ingresso si trovano subito le vasche in acciaio, dove il mosto fermenta, insieme ai macchinari per la pressatura e per la diraspatura. Proseguendo il percorso, dopo una serie di corridoi, si incontrano anche le vasche in cemento, che in quel momento erano vuote ma che vengono comunque utilizzate nel processo produttivo.

Infine si arriva alla parte forse più suggestiva: la sala delle botti in legno. Le botti sono disposte in un ordine quasi maniacale e suddivise per tipologia di vino. Qui è possibile osservare anche dove viene prodotto lo spumante e dove riposa sui lieviti.

Château Roslane bottaia

🍷 Degustazione dei vini di Chateau Roslane

Spumante metodo classico – 100% Chardonnay

Colore giallo paglierino tendente al dorato, perlage persistente e fine. Al naso sento fiori bianchi, crema pasticcera, note di pane e una mela. Arriva anche una nota minerale. In bocca è caldo, morbido e secco, con un’acidità non molto elevata ma una buona sapidità. La bolla è elegante, tuttavia il vino non è molto persistente; nel finale ritornano note di pane.

Château Roslane metodo classico

Chardonnay Premier Cru Les Coteaux de l’Atlas– 100% Chardonnay – Annata 2024

Colore giallo dorato brillante, leggermente denso alla rotazione. Al naso è intenso e schietto, fine. Sento note di agrumi, cedro e bergamotto, seguite da frutta esotica matura come la papaya. Ritornano il limone, un po’ di erbe aromatiche (rosmarino), qualche fiore giallo, fieno, una lieve nota di vaniglia e una spezia dolce. In bocca è di corpo ma non molto caldo. Forse pecca un po’ in morbidezza: è secco, con acidità presente e una leggera sapidità. Non è molto persistente e nel finale ritrovo pesca. Riscaldandosi emergono maggiormente la frutta esotica e una nota amaricante sul finale.

Château Roslane chardonnay

La Tour Roslane – Merlot 40%, Cabernet Sauvignon 60% – Annata 2022

Colore rosso rubino intenso, quasi tendente al violaceo. Gradazione alcolica tra i 13% e i 14% vol. Al naso è schietto e fine. Mi ricorda quasi un succo d’uva, con tanto frutto nero: mora matura e prugna. Avverto anche una leggera nota di marasca, un accenno spiritoso, cuoio e forse tabacco. Nel complesso lo trovo piuttosto semplice.

In bocca il corpo è poco presente, anche la densità è bassa. È leggermente caldo, molto morbido e secco. L’acidità è media, non elevata; il tannino è un po’ ruvido e la sapidità appena accennata. Ritrovo una leggera nota vegetale del Cabernet. Se dovessi definirlo, lo descriverei come un acino d’uva cavo all’interno: un vino rosso da tutti i giorni, non da cene importanti.

Château Roslane rouge

Moscato – 100% Moscato – Annata 2022

Gradazione alcolica 13,5% vol. Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso è schietto e fine: fiori, albicocca leggermente disidratata, maggiorana e una nota di vaniglia. In bocca ha poco corpo e poca morbidezza. L’acidità è elevata, forse sbilanciata, e avverto una ruvidità che non so se attribuire al legno o a una gestione delle bucce. La sapidità è bassa, la persistenza scarsa e sento subito lo zucchero. Penso che questo sia il vino meno riuscito: l’eccesso zuccherino richiama un sentore di crema pasticcera che, in realtà, è solo percezione dolce.

moscato

✨ Quale vino marocchino mi ha colpito di più?

Devo dire che la scoperta dei vini marocchini è stata una scoperta veramente interessante: tutti i vini esprimono il loro territorio e il loro clima.

Tuttavia, sono rimasta piacevolmente colpita dallo spumante metodo classico. In primo luogo perché non pensavo che, in un Paese così caldo, si potessero ottenere spumanti con un’acidità così significativa. L’ho trovato equilibrato e burroso al tempo stesso e sorseggiarlo mi ha trasmesso esattamente l’idea di relax che stavo cercando. Quel giallo dorato, infine, mi ha ricordato le dune del deserto, che tanto mi mancano.

🍽 Esperienza complessiva in cantina

L’accoglienza è calorosa ed elegante e si rimane a bocca aperta davanti alla bellezza di questo posto: pensate che il driver che era con me ha esclamato “mi sento un re!”.

Si viene accolti da chi poi ci accompagna per tutta la visita. Il tour non è affatto noioso, anzi ha un ritmo molto piacevole: si passa dagli spazi interni alla cantina fino alla degustazione in un lasso di tempo che a me è sembrato fin troppo breve, anche se in realtà erano già passate due ore. Il rapporto qualità-prezzo è assolutamente adeguato: l’importo speso è più che giustificato. Se, come me, siete appassionati di vino, consiglio sicuramente questa visita.

ℹ️ Guida pratica per visitare Château Roslane

  • Prenotazione: La visita è possibile solo su prenotazione (contact@roslaneboutiquehotel.ma).
  • Il pacchetto consigliato: Io ho scelto il Package Dégustation Premium, che include la degustazione di 4 vini e la visita guidata alla cantina storica del 1948.
  • Orari e Costi: Tour alle 11:30, 15:30 e 17:30. Il costo è di 450 MAD (circa 42 €).
  • Acquisto vini: Attenzione, non è possibile acquistare bottiglie in cantina per mancanza di licenza per la vendita al dettaglio.

Conclusione: una scoperta che va oltre il vino

Sebbene il Marocco non sia immediatamente associato al vino, questa esperienza mi ha permesso di conoscere una parte del mondo vitivinicolo che non conoscevo affatto. Per me ogni viaggio è anche scoperta e, da sommelier, lo è ancora di più quando riguarda la cultura della viticoltura.

Sono stata molto felice di averne preso parte. L’esperienza a Château Roslane mi ha regalato non solo emozioni, ma anche una conoscenza nuova e inaspettata. Per questo motivo consiglio davvero di prenotare una visita in cantina: rimarrete sicuramente stupiti dai loro vini.

E tu, avresti mai immaginato di trovare un Metodo Classico così interessante in Nord Africa? Ti incuriosisce l’idea di una degustazione tra i vigneti marocchini? Scrivimelo nei commenti!