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Ultimo giorno a Copenaghen: Christiania, Christiansborg e il quartiere di Nørrebro

 Il gran finale: tra quartieri alternativi e fasti reali 

I primi tre giorni a Copenaghen sono stati ricchi di emozioni e bellissime scoperte. Non riesco a non essere emozionata e soprattutto presa da questa città cosmopolita e unica nel suo genere, capace di coniugare perfettamente la storia con la modernità. L’ultimo giorno è dedicato alla scoperta di luoghi alternativi ma anche alla visita dei palazzi reali che hanno segnato la storia danese. 

Inizio così il mio itinerario visitando la città libera di Christiania, per poi passare al celebre Palazzo Reale e finire infine nel vibrante quartiere di Nørrebro. In questo articolo vi porto con me a scoprire tutte le bellezze e i segreti di questi tre incredibili quartieri. 

🗺️ Itinerario del Giorno 4

  • ☮️ Christiania
  • ⛪ Chiesa del Nostro Redentore
  • 🚲 Christianshavn
  • 🌉 Cirkelbroen
  • 📚 Diamante Nero
  • 👑 Christiansborg Slot
  • 🪦 Assistens Kirkegård
  • 🌈 Superkilen

Durata: giornata intera

Spostamenti: prevalentemente a piedi

Ideale con: Copenhagen Card

Giorno 4: L’Anima Alternativa di Christiania 

Dopo la bellezza della Glyptotek, arriva l’ultimo giorno a Copenaghen e decido di andare di prima mattina nel quartiere di Christiania. 

Volevo visitare questa piccola città alternativa e dare un’occhiata. Se devo essere del tutto sincera ero un po’ titubante e avevo anche un po’ di paura. 

Questo accadeva soprattutto perché avevo letto sul web recensioni non molto positive nei confronti di chi portava con sé macchine fotografiche. 

La sorpresa di Freetown Christiania dopo la riqualificazione 

Sapevo che le fotografie in realtà erano proibite, e il solo fatto di avere una macchina fotografica rischiava di creare forti tensioni. 

La mia titubanza nasceva proprio per quello. Devo dire invece che ho trovato una città completamente diversa dalle recensioni negative lette in passato. 

Questo perché nella primavera del 2024 è stato fatto un grande lavoro di pulizia e di totale riqualifica della città alternativa. 

Difatti, ora troverete i cartelli dove dicono che le foto sono ammesse. Questo era il 2024, quindi penso che sia ancora così. 

Ha perso forse un po’ del suo fascino proibito? Forse sì, ma in tutta sincerità io mi sono sentita decisamente molto più sicura. 

Detto questo, Christiania conserva ancora intatto il suo fascino alternativo. Io sono andata lì di prima mattina, quindi era tutto chiuso e c’era pochissima gente. 

Ho potuto girare tranquillamente tra le strade e soprattutto ho potuto godermi la street art senza troppa gente intorno. 

Copenaghen - Christania

Ovviamente consiglio sempre di tenere gli occhi aperti, diciamo che alcuni personaggi non esprimevano granché fiducia. 

Resta comunque un quartiere interessante per capire l’ennesima anima di Copenaghen. Se Copenaghen rappresenta eleganza e modernità, qui parliamo di un mondo alternativo. 

Siamo di fronte a uno stato parallelo dove la città libera ha potuto esistere ed esiste in un certo senso ancora oggi. 

Perdetevi tra i vicoli e ammirate la street art, che forse è la cosa più importante da vedere in questa zona. 

Dalla chiusura di Pusher Street alla nascita della Città Libera

Quando dico che è stata sistemata, intendo che in passato c’era Pusher Street, ovvero questa via nota per la libera circolazione di droghe leggere. 

Le regole di base erano e sono tuttora chiare: no armi, no violenza, no droghe pesanti e no giubbotti antiproiettili. 

Ma come nasce Christiania? Nasce nel quartiere di Christianshavn, ed era una zona militare totalmente dismessa dopo la seconda guerra mondiale. 

Nel 1971 i residenti abbattono le recinzioni per creare un parco giochi. Il 26 settembre 1971 il giornalista anarchico Jacob Ludvigsen la proclamò città libera autogestita. 

La Chiesa del nostro Redentore e la vista sulla città 

Dopo aver visto Christiania mi avvio verso la Chiesa del Nostro Redentore, una splendida chiesa barocca luterana consacrata nel 1696. 

La guglia è in legno di quercia ed è alta ben 90 metri, con una scala a spirale di 150 gradini dorati e un Cristo portabandiera in cima. 

La riconoscete subito dalla guglia d’oro che spicca nei cieli. Su questa spettacolare guglia si può anche salire. 

Io sono salita e devo dire che, arrivata in cima, qualche attacco cardiaco avrei potuto anche averlo. 

La guglia si caratterizza per il fatto che parte abbastanza larga e si stringe sempre di più fino ad arrivare alla sommità. 

In cima ci si passa appena in una persona, quindi anche gestire il doppio senso di marcia diventa difficile. 

Inoltre il vento soffia forte, quindi bisogna fare un pochino di attenzione, ma la vista dall’alto ripaga completamente di tutto. 

Se la guglia è accessibile e compresa nella Copenaghen Card, lo stesso non si può dire per l’interno della chiesa.

Purtroppo, l’ho trovata chiusa ed è stata un po’ una delusione. Abbiamo aspettato, io e altri turisti, che aprisse per il suo consueto orario, ma non è successo. 

Ho aspettato un po’, ma quando ho visto che non sarebbe successo nulla ho deciso di andare via. Spero che voi siate più fortunati. 

Il quartiere dei canali: Christianshavn e il Cirkelbroen 

Mi fermo ad ammirare il quartiere di Christianshavn, che è a tutti gli effetti il quartiere dei canali di Copenaghen. 

Qui passeggiando vi ricorderà un po’ di essere a Venezia o ad Amsterdam. Nacque nel 1617 come città mercantile artificiale di stampo olandese per volere di Cristiano IV. 

Qui bisogna camminare e osservare, cercando di scoprire le caratteristiche case colorate che sembrano uscite da un film di Wes Anderson. 

Attraversiamo poi il Cirkelbroen, il ponte circolare donato alla Fondazione Nordea e progettato dal celebre artista Olafur Eliasson. 

È composto da cinque piattaforme circolari con alberi che richiamano le barche a vela. Camminando a Christianshavn sembra quasi di essere in un’altra città. 

Quest’area romantica e sognante, con i suoi canali e il passato mercantile, trasmette un senso di pace incredibile. 

Inoltre, il ponte circolare devo dire che si integra perfettamente con l’architettura circostante. Pur essendo moderno, è perfettamente integrato nel paesaggio, regalando uno scorcio molto particolare. 

Vicino al ponte circolare si trova il Teatro dell’Opera, situato su un’isola separata, l’isola di Dokøen, proprio di fronte ad Amalienborg. 

Fu progettato da Henning Larsen e donato dalla Fondazione Møller nel 2000. Dal molo si gode una visuale perfettamente allineata che unisce l’Opera, Amalienborg e la Marmorkirken. 

Le vie antiche e il Diamante Nero 

Una volta passato il ponte circolare mi dirigo verso Magstræde e Snaregade, due delle strade più antiche di Copenaghen risalenti al sedicesimo secolo. 

Sono famose per il pavé e per le splendide case sbilenche. Raggiungo infine la biblioteca in stile moderno, denominata anche come il Diamante Nero. 

Questa è la Biblioteca Reale, fondata nel 1653 da Federico III. L’edificio antico del 1906 sorge vicino ad un giardino con la statua di Søren Kierkegaard. 

Consiglio assolutamente di entrare e guardare i balconi a forma di onda. Salite ai piani superiori e scattate una foto. 

Si creerà una bellissima immagine di architettura d’interni.  

Christiansborg Slot: Il cuore del potere danese 

Ovviamente non potevo non visitare Christiansborg Slot, ovvero il grande castello situato sulla suggestiva isola di Slotsholmen, oggi prestigiosa sede del Parlamento danese. 

Prima della struttura attuale, furono costruiti esattamente nella stessa posizione altri tre castelli storici nel corso dei secoli. 

Il primo, il Castello di Absalon, fu eretto dall’omonimo vescovo nel 1167 e divenne subito un centro molto importante per il ricco commercio fluviale. 

Il castello di Absalon venne poi demolito e nel 1733 fu costruito il primo vero Christiansborg, una nuova magnifica residenza per il sovrano Cristiano VI. 

I lavori di questo primo palazzo rimasero a lungo rallentati per una cronica mancanza di fondi, e la struttura fu purtroppo distrutta da un terribile incendio nel 1794. 

Il secondo Christiansborg risale invece al periodo tra il 1803 e il 1828; in questo caso il re Federico VI decise di usarlo soltanto per l’intrattenimento di corte. 

Il sovrano si era infatti stabilito stabilmente ad Amalienborg, tuttavia il palazzo divenne il punto focale per il passaggio storico dalla monarchia alla democrazia danese. 

Dopo le celebri sommosse popolari del marzo 1848, la prima Costituzione della Danimarca fu adottata ufficialmente proprio tra queste mura il 5 giugno 1849. 

L’attuale Christiansborg è il terzo edificio della storia, sede del Parlamento danese, degli uffici del Primo Ministro e della Suprema Corte di Giustizia. 

Le sale regali, le cucine “Wow” e le scuderie 

Alcune zone del palazzo sono tuttora utilizzate attivamente dalla famiglia reale per le funzioni ufficiali di rappresentanza. 

All’ingresso vi verranno forniti dei calzari per poter visitare le sale senza rovinare i pavimenti; da non perdere assolutamente è la Sala del Trono. 

Copenaghen - sala del trono

Qui il monarca riceve ufficialmente i presidenti e gli ambasciatori stranieri per le visite di Stato e per le cene di gala più importanti. 

Saltano subito all’occhio i maestosi pilastri in marmo e i ricchi rivestimenti verdi, che donano all’ambiente un’incredibile eleganza e sontuosità. 

I troni stessi sono reliquie storiche del periodo assolutista (1660-1848): quello del re è adornato da due leoni d’oro, quello della regina da due grifoni. 

Furono fortunatamente salvati in extremis dal devastante incendio del 1884. Questa magnifica sala del trono lascia letteralmente il visitatore a bocca aperta. 

Da menzionare è anche la Great Hall, il vero cuore pulsante del palazzo dove si tengono i ricevimenti e i banchetti di Stato più importanti. 

Dai sotterranei storici alle scuderie reali

La galleria misura ben 40 metri di lunghezza, 14 di larghezza e 10 di altezza, e può ospitare comodamente fino a un massimo di 400 illustri ospiti. 

Tutto il percorso si snoda attraverso sale sontuose ed eleganti, e nel biglietto combinato non si possono assolutamente perdere i sotterranei e le cucine. 

Le rovine storiche sotterranee sono forse quelle che mi hanno emozionato di meno; la sala buia e la mostra temporanea allestita non hanno aiutato la visita. 

Al contrario, le cucine reali erano davvero wow! Enormi, con un sacco di pentole in rame dell’epoca e le ricette tipiche segnate sui muri; mi ci sarei trasferita lì. 

Anche le scuderie reali meritano una menzione: sono ambienti davvero regali e ospitano alcuni esempi di carrozze storiche davvero notevoli e ben conservate. 

Dopo la visita è tempo per l’ultimo e immancabile pølse danese, per poi avviarmi con nostalgia verso l’ultima tappa del mio itinerario cittadino. 

Tornando verso il mio appartamento per riprendere le valigie e salutare Copenaghen, rientro nel vibrante quartiere di Nørrebro. 

Nørrebro: Il cimitero di Assistens e il finale di Superkilen 

Mi fermo prima al cimitero di Assistens, inaugurato nel 1760 come cimitero per i poveri e diventato nel 1800 un bellissimo parco pubblico cittadino. 

Ebbene sì, qui a Copenaghen i cimiteri sono vissuti anche come parchi pubblici a tutti gli effetti, senza tabù o tristezza. 

Vedrete gente che tranquillamente passeggia nel parco, porta a spasso i cani o i bambini piccoli con i passeggini all’aria aperta. 

Qui riposa lo scrittore Hans Christian Andersen, insieme al filosofo Kierkegaard. Faccio un saluto ad Andersen, dopodiché faccio un ultimo giro per il quartiere multiculturale di Nørrebro. 

La zona è interamente costellata da negozi vintage e colorati negozi etnici, dove si possono notare squarci di vita quotidiana molto diversi tra loro. 

In questa zona bisogna fare soltanto una cosa: osservare con calma la vita che scorre. L’ultima tappa del mio viaggio a Copenaghen è Superkilen. 

Questo splendido progetto di riqualificazione urbana del 2012 ha un obiettivo bellissimo: celebrare la ricca diversità culturale del quartiere. 

Non è un normale parco con il prato verde e le altalene classiche, è una vera esposizione artistica a cielo aperto di 30.000 metri quadri. 

Lo spazio è diviso in tre grandi zone cromatiche: la Piazza Rossa dedicata allo sport, il Mercato Nero per il relax e il Parco Verde per i picnic. 

La cosa bellissima è che contiene ben 100 oggetti provenienti da tutto il mondo: altalene dall’Iraq, una fontana dal Marocco, panchine da Brasile, Zanzibar, Parigi e Tokyo. 

Un’incredibile unione del mondo che celebra culture e pensieri diversi. Il progetto mi è piaciuto tantissimo e ha regalato al mio viaggio un finale riflessivo. Il tempo qui è purtroppo finito, ed è giunto il momento di riprendere la via per l’aeroporto e tornare a Milano. 

⭐ Le mie tappe preferite

  1. Christiania
    Per la sua atmosfera alternativa e la splendida street art.
  2. Le cucine reali di Christiansborg
    Molto più interessanti delle rovine sotterranee.
  3. La salita sulla guglia della Chiesa del Nostro Redentore
    Panorama incredibile… ma non adatta a chi soffre di vertigini.
  4. Superkilen
    Uno dei parchi urbani più originali che abbia mai visto.

Copenaghen nel cuore: i miei saluti alla capitale danese 

Copenaghen è entrata dritta nel mio cuore. Quello che più mi ha colpito è stata la perfetta integrazione tra vita privata e lavoro, oltre al legame indissolubile tra l’antico e il moderno. È una città che non si ferma mai, capace di modernizzarsi costantemente senza dimenticare la sua storia. 

È vero, questa capitale vive di forti contrasti. Si passa con naturalezza dalla zona alternativa allo street food, fino ai quartieri regali e alle architetture d’avanguardia. Mi sono lasciata affascinare da questa modernità, notando come ogni elemento sia perfettamente integrato nel territorio. 

Sicuramente in futuro vorrò approfondire l’aspetto del design e dell’architettura. Il mio obiettivo sarà anche quello di scoprire ulteriori zone che non ho ancora avuto modo di visitare. Perché una cosa è certa: questo non è un addio, ma solo un arrivederci a Copenaghen.