Morbegno in Cantina – tra corti, vini e sapori autunnali
Morbegno in Cantina: l’arte del Nebbiolo e del tempo lento
Morbegno in Cantina si svolge ogni anno nel territorio valtellinese, all’inizio dell’autunno. Nel corso degli anni è diventato per me un punto di riferimento stagionale, pronta così a scoprire i nuovi percorsi ma soprattutto le sfumature di nebbiolo che quest’anno mi regalerà. Amo la Valtellina e il suo territorio, e soprattutto amo il Nebbiolo, vitigno principe della regione, che cambia sfumature a seconda di ogni microarea.
Per questo motivo, Morbegno in Cantina rappresenta per me un’occasione unica per assaporare questo vitigno e i vini prodotti con esso in maniera slow, prendendosi il tempo di conoscere piccole realtà locali, accompagnati dagli stuzzichini del territorio. Inoltre, non mi piace correre: cammino lentamente tra le corti, osservo il paesaggio e assaporo i vini un passo alla volta, uno sguardo dietro l’altro. In questo articolo, vi guiderò nel percorso che ho scelto e vi porterò a scoprire le voci dei produttori.

Morbegno in Cantina 2026: Guida Pratica all’Edizione
L’edizione 2026 di Morbegno in Cantina si terrà nell’arco di tre fine settimana consecutivi d’autunno: dal 25 al 27 settembre, dal 2 al 4 ottobre e dal 9 all’11 ottobre.
Per partecipare è necessario acquistare un pass (online o in loco), che comprende il calice ufficiale e la tasca porta-bicchiere. Questo kit consente di accedere alle antiche cantine storiche e ai palazzi del centro per le degustazioni previste.
I visitatori possono scegliere tra differenti itinerari tematici:
- Rossi e Bio: selezione focalizzata sui Valtellina Superiore, le Riserve e le produzioni biologiche.
- Sforzati e Bolle: un percorso dedicato alle grandi strutture dello Sforzato DOCG e alle bollicine del territorio.
- Rossi, Bianchi & Rosé: una panoramica completa per esplorare le diverse espressioni del Nebbiolo e di altri vitigni locali.
- Voci di Vigna: itinerario orientato all’incontro diretto e al confronto con i produttori presenti.
- Esperienze collaterali: tour guidati in E-Bike, sessioni di Trekking & Wine e visite culturali a Palazzo Malacrida.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 si segnalano l’Anteprima Spritz Festival (18-19 settembre presso il Chiostro di Sant’Antonio), l’estensione dell’apertura serale del venerdì (dalle 18:00 alle 22:00) e l’evento benefico Calici Rosa previsto per venerdì 9 ottobre.
Voci di Vigna 2026: il vino raccontato dai produttori
Voci di Vigna: la mia esperienza al Chiostro di Sant’Antonio
Il percorso dedicato al racconto della vigna si è svolto interamente all’interno del Chiostro di Sant’Antonio, con la possibilità di accedere e uscire a proprio piacimento. L’itinerario prevedeva una selezione di 10 cantine presenti, tra le quali bisognava sceglierne sei per degustare i relativi vini proposti.
Accanto ai banchi di assaggio del vino, la formula comprendeva anche sei degustazioni di cibo libere da abbinare ai calici. Le premesse iniziali erano davvero molto interessanti, perché avevo una grande intenzione di parlare direttamente con i produttori per scoprirne la filosofia e i segreti della produzione.
Tuttavia, al momento della mia visita erano presenti ben pochi vignaioli, rendendo l’esperienza complessiva un po’ più deludente rispetto alle aspettative. Ho comunque apprezzato enormemente i produttori che ho incontrato e la qualità dei vini proposti, di cui vi racconto di seguito le mie personali sensazioni.
Rosso di Valtellina 2022 – Stefano Beltrama
L’esame visivo rivela un colore rosso granato, mentre al naso emergono chiaramente la mela rossa, la ciliegia e una nota avvolgente di prugna. Si avverte inoltre un leggero sentore di cuoio insieme a un profilo olfattivo davvero piacevole, arricchito da sfumature che richiamano note ematiche molto caratteristiche.
In bocca il vino si presenta ultra morbido, secco e sostenuto da una buona freschezza, accompagnata da una bella struttura tannica e una leggera sapidità. La sorseggiata risulta decisamente persistente, lasciando in retrolfattiva una piacevole nota ematica che conferma le sensazioni percepite inizialmente al naso.
Questo Rosso di Valtellina 2022 firmato da Stefano Beltrama si distingue per la sua corrispondenza gusto-olfattiva e per un’alcolicità ben bilanciata pari al 13,5% vol.
Anfora Vino Rosso d’Italia da Tavola – Stefano Beltrama
Questo vino si presenta con un colore rosso granato poco trasparente e una consistenza che appare quasi fluida e quasi densa nel calice. Al naso si ritrova la nota ematica, affiancata da un tocco di cipria e da una piacevole componente balsamica che ricorda chiaramente l’eucalipto. Successivamente emergono profumi più intensi di mirtillo, fragolina di bosco e una rosa leggermente secca che completa il profilo olfattivo.
Al palato entra abbastanza diritto per poi allargarsi, confermando una trama ematica e ferrosa con un tannino che risulta leggermente graffiante. Lo trovo poco morbido e poco sapido, caratterizzato da un corpo presente ma con una persistenza finale piuttosto contenuta.
In chiusura ritornano delicate note di amarena fresca leggermente aspra, confermando lo stile eclettico di questa produzione firmata ancora una volta da Stefano Beltrama.
Pietro Selva – Il Selvatico
Il colore si mostra come un rosso granato intenso, introdotto da un naso ricco in cui spiccano giuggiola, mela, mirtillo e una mora molto concentrata. Emergono anche sfumature di eucalipto, tabacco e una leggera cannella, unite a un carattere ematico ben definito che ne arricchisce il profilo.
In bocca fa il suo ingresso in modo molto morbido e caldo, con un alcolicità importante dichiarata di ben 16% vol. L’equilibrio gustativo è sostenuto da una buona sapidità e freschezza, dovute all’assemblaggio realizzato per metà con uve passite e per metà con uve fresche.
La fase retrolfattiva è lunga e persistente, regalando sul finale una stuzzicante nota piccantina di pepe che si ritrova coerentemente anche al naso.
Valtellina Superiore DOCG – Colombo Sormani
Si presenta nel calice con un colore rosso rubino poco denso, accompagnato da un leggero e piacevole sentore erbaceo al naso. Emergono profumi di fragola, lampone e spezie, impreziositi da tocchi delicati di liquirizia e da una punta di vaniglia che avvolge l’olfatto.
Al palato il sorso si rivela morbido e vellutato, sorretto da un tannino molto delicato e da una piacevole freschezza complessiva. La sapidità risulta invece più contenuta, con una persistenza media che lascia spazio alla percezione del frutto.
In retrolfattiva ritorna in evidenza il lampone sotto forma di confettura, a coronamento di un calice armonico con una gradazione alcolica stimata intorno al 14% vol.
Vitanova – Valtellina Superiore DOCG
Il vino sfoggia un colore rubino tendente al granato, con un profilo olfattivo composto da prugna, cuoio, mora, rosa, ribes e tabacco. La complessità dei profumi anticipa una beva elegante, capace di unire note fruttate e sfumature terziarie in perfetto equilibrio.
Al palato risulta morbido, secco e con una buona acidità, integrata a una leggera sapidità che rende il sorso agile e piacevole. Il tannino è molto morbido, regalando una sensazione tattile piacevole e mai aggressiva durante tutta la degustazione.
La persistenza si attesta su livelli medi, mentre in retrolfattiva emerge chiaramente una delicata nota di cannella che prolunga il finale.
Veglia Valtellina Superiore DOCG 2022 – Mario Lanzini
Un calice dal colore rosso granato poco intenso, che si apre al naso con spiccate note di rosa essiccata e prugna in confettura. Completano il quadro olfattivo sottili richiami di grafite, cuoio e liquirizia, che donano al vino un’impronta territoriale rigorosa e affascinante.
In bocca si dimostra morbido, caldo e con una buona freschezza, accompagnato da una sapidità misurata e un tannino opportunamente estratto. La struttura si rivela equilibrata e piacevole, supportata da un titolo alcolometrico pari al 13,5% vol.
Il finale in P.A.I. è decisamente persistente, caratterizzato da un ritorno chiaro di cuoio e liquirizia che appaga il palato.
Belvedere 2020 – Laura Franzi
Il colore si presenta rosso rubino tendente al granato, mostrando un profilo olfattivo inizialmente un po’ chiuso al naso. Successivamente emergono sentori di mora e prugna, accompagnati da sfumature più cupe che ricordano l’amarena sotto spirito.
Al palato evidenzia un’acidità piuttosto elevata, abbinata a poco corpo, ridotta morbidezza e un tannino che risulta decisamente aggressivo. Il sorso si mantiene secco e poco sapido, con un profilo austero che fatica a trovare un pieno bilanciamento gustativo.
La persistenza finale è comunque buona, lasciando emergere nel retrogusto la sensazione di amarena sotto spirito percepita in precedenza.
Belvedere 2017 – Laura Franzi
Questa annata sfoggia un colore ramato quasi ossidato, con un naso poco intenso ma caratterizzato da interessanti note affumicate e vegetali. Si percepiscono anche profumi di lampone secco, cannella, vaniglia e rosa essiccata, che conferiscono una certa evoluzione al bouquet.
In bocca si rivela di buon corpo, morbido e secco, sostenuto da una buona acidità e da una piacevole sapidità di fondo. I tannini sono giustamente estratti e ben integrati nella struttura generale del vino.
La persistenza in P.A.I. risulta poco prolungata, lasciando sul finale una prevalente e fresca nota vegetale.
I vini: il mio precedente percorso Rock (Edizione 2025)
Nelle precedenti edizioni, e nello specifico durante l’esperienza del 2025, avevo scelto di seguire il percorso Rock. La mia idea principale era quella di andare alla ricerca di piccole cantine indipendenti per scoprire nuove filosofie produttive. Quella degustazione mi ha permesso di conoscere diverse realtà e di confrontarmi direttamente con espressioni differenti del territorio valtellinese.
Delor – Terrazze dei Cech Alpi Retiche IGT
La mia degustazione inizia con un calice di Delor – Terrazze dei Cech Alpi Retiche IGT, prodotto con uva San Biagio e Chardonnay. Si tratta di un bianco dal colore giallo paglierino delicato, al cui naso emergono note avvolgenti di camomilla, sambuco, pera e mandorla amara, impreziosite da tocchi di limone e mela gialla. In bocca si rivela morbido e secco, con un lieve accenno di acidità citrina e un retrogusto delicato di pera: nel complesso, un calice gentile, perfetto per aprire la giornata.

Rosso di Valtellina “Orgoglio – Alpi Retiche IGT” di Piccapietra Giorgio
Successivamente sono passata ai rossi, dove il Rosso di Valtellina Orgoglio – Alpi Retiche IGT di Piccapietra Giorgio ha catturato subito la mia attenzione. È un vino rosso rubino limpido, caratterizzato da sentori di ciliegia, mora e mirtillo, lievemente polverosi e con un sottofondo mentolato e di cannella. Al palato risulta fresco e morbido, sorretto da tannini delicati e da una persistenza davvero piacevole.

Rosso di Valtellina “Le Gaggine” di Beltrama Stefano
Il Rosso di Valtellina Le Gaggine di Beltrama Stefano presenta invece profumi avvolgenti di lampone in confettura e un leggero sentore di cuoio. La bocca si dimostra morbida e fresca, leggermente ruvida, accompagnata da un retrogusto di frutti rossi che resta a lungo. Nel complesso è un vino equilibrato, capace di raccontare con grande semplicità la tradizione della valle.

Inferno Runscel – Valtellina Superiore DOC Cantina Riter
La quarta degustazione è stata l’Inferno Runscel – Valtellina Superiore DOC della cantina Riter, un rosso rubino tendente al granato. I suoi aromi di chiodi di garofano, liquirizia, cannella e confettura di lamponi avvolgono completamente tutti i sensi. Al palato si presenta caldo e morbido, secco, leggermente sapido, con una freschezza equilibrata e un retrogusto persistente che ne sottolinea il carattere intenso e deciso.

Sentenza – Valtellina Superiore DOCG Cooperativa Il Gabbiano
Si prosegue con il Sentenza – Valtellina Superiore DOCG della cooperativa Il Gabbiano, un rosso rubino intenso dai profumi complessi. Emergono note di prugna, ribes, lampone, cuoio e violetta essiccata, impreziosite da un tocco finale di liquirizia. Al palato mostra corpo, morbidezza e freschezza, con tannini equilibrati e un retrogusto di caramello, conquistando per la sua eleganza e la struttura armoniosa.

Belvedere – Valtellina Superiore DOCG di Laura Franzi
Infine, come ultimo vino del percorso Rock, il Belvedere – Valtellina Superiore DOCG di Laura Franzi conquista con il suo rosso rubino scarico. Il suo naso è dolce e avvolgente, ricco di sciroppo d’acero, mora e mirtillo in confettura, accompagnato da un leggero balsamico di eucalipto. In bocca è morbido, secco e fresco, con tannini delicati e un retrogusto speziato di cannella e chiodi di garofano.
Moscato Rosa – Il vino del Presidente Triacca
Per concludere la giornata mi sono voluta fare un regalo, decidendo di chiudere la degustazione con il Moscato Rosa del Presidente Triacca. Si presenta come un rosso rubino intenso e profumato come un bouquet di rose e fragole, con lievi accenni di prugna e boccioli essiccati. In bocca risulta caldo e morbido, delicatamente dolce, con una ottima freschezza e una persistenza davvero piacevole.

Tra corti, piazze e Palazzo Malacrida
Passeggiando per le vie di Morbegno, le corti storiche si aprono allo sguardo come piccoli scrigni d’arte. Tra antichi portoni in pietra e suggestivi scorci sul fiume, si respira a pieno la storia della città. Il Palazzo Malacrida, con la sua raffinatezza e la sua eleganza barocca, regala un colpo d’occhio memorabile tra un calice e l’altro.
L’atmosfera che avvolge il borgo è autunnale e calda, con i tipici colori della valle che si riflettono nei fiumi e nelle pietre dei vicoli. Definito da molti come il palazzo più chiacchierato della Valtellina, questo luogo conserva un fascino davvero unico. Durante la mia visita, mi concedo una breve sosta per ammirare le stanze e i preziosi affreschi, mentre aspetto di degustare l’ultimo vino della serata.

I piatti tipici della Valtellina
Accanto ai calici, naturalmente non mancano mai piccole degustazioni dedicate ai prodotti tipici valtellinesi. Dalla bresaola, la slinzega e il fiocco fino al Casera e al Bitto, per poi concludere in bellezza con il dolce principe di questa zona: la bisciola. Inoltre, sono sempre presenti diverse aree dedicate ai piatti caldi della tradizione locale. I pizzoccheri, ricchi di burro e formaggio, insieme agli sciatt, croccanti e filanti, raccontano con gusto la storia locale e si sposano perfettamente con i vini della regione: così, ogni boccone diventa un’esperienza sensoriale, dove sapore e memoria si incontrano.

Vivere Morbegno in Cantina lentamente
Morbegno in Cantina per me non rappresenta soltanto un semplice percorso di degustazione enologica. È un modo diverso di conoscere Morbegno e la Valtellina: camminando tra le vie del centro, entrando nelle corti storiche e fermandosi ad ascoltare chi produce il vino, prendendosi tutto il tempo necessario per assaporarlo.
Conclusione: un brindisi alla Valtellina
Come diceva Oscar Wilde:
“Si può resistere a tutto, tranne che alle tentazioni.”
E a un bicchiere di Valtellina, nemmeno. 🍷
Vuoi degustare un altro vino valtellinese? Leggi il mio articolo sul Valgella!
