Degustazioni,  IN CANTINA

Moscato d’Asti Il Falchetto 2023: degustazione e abbinamenti

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Moscato d’Asti: Oltre il Vino delle Feste 

Il Moscato d’Asti tra Tradizione e Nuovi Momenti di Degustazione 

Il Moscato d’Asti rappresenta sempre la festa, chi durante il Natale non ha aperto una bottiglia di Moscato per festeggiare? Ma il Moscato d’Asti non deve essere solo un vino da festa, ma può essere degustato in qualsiasi momento dell’anno. Di conseguenza, può essere abbinato con un dolce o semplicemente scelto come vino da meditazione. 

Un Assaggio Inaspettato tra Langa, Monferrato e Food Pairing 

Recentemente, ho ritrovato questo vino nella mia cantina e ho deciso di aprirlo una sera accompagnato da una crostata al limone. In questo articolo scopriremo un’altra parte della Langa e del Monferrato, quella raccontata attraverso i suoi vini. Ci lasceremo guidare alla scoperta del territorio proprio attraverso l’eccellenza e i profumi del Moscato d’Asti. 

Tenuta Il Falchetto: Storia e Passione della Famiglia Forno 

Dalle Radici del ‘600 a Santo Stefano Belbo alle Prime Bottiglie 

La storia della Tenuta Il Falchetto affonda le sue radici nel 1600, quando primi documenti storici attestano già la presenza della famiglia Forno. La famiglia è infatti originaria di Santo Stefano Belbo, cuore pulsante della produzione del Moscato d’Asti tra le colline piemontesi. Fu poi nel 1940 che Pietro Forno cominciò a produrre e vendere con grande visione le primissime bottiglie di Moscato. 

Innovazione in Cantina e le 6 Tenute tra Langa e Monferrato 

Nel corso degli anni l’azienda investì inoltre costantemente in migliorie produttive, come l’acquisto di moderne macchine per la fermentazione. Oggi la cantina viene portata avanti con dedizione dai fratelli Forno, guidando così con successo ben sei tenute vitivinicole. Il loro obiettivo principale rimane produrre vini di qualità alta, combinando tecnologie all’avanguardia e una gestione manuale dei vigneti. 

Moscato Bianco di Canelli: L’Anima Aromatica del Vino 

Le Origini del Vitigno Aromatico e la Morfologia della Foglia 

Il Moscato è riconosciuto come uno dei vitigni aromatici più antichi e affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo. Si distingue in vigna per una foglia pentalobata caratterizzata da una dentatura molto pronunciata e da una struttura robusta. La sua buccia si presenta poco pruinosa e mostra un bellissimo colore giallo dorato quando raggiunge la piena maturazione. 

Caratteristiche dell’Acino e Vulnerabilità della Vite in Vigneto 

L’acino di questo famoso vitigno bianco si presenta con una dimensione di media grandezza, ricchissimo di aromi primari. Trattandosi di un’uva delicata, la pianta risulta però particolarmente sensibile a malattie della vite come l’oidio, la peronospora e la botrite. Proprio per questa sua delicatezza richiede una cura costante e una gestione attenta del vigneto da parte dei viticoltori. 

Disciplinare Moscato d’Asti DOCG: Le Regole della Qualità 

Le Norme del Disciplinare Asti DOCG e la Zona di Produzione 

Il disciplinare di produzione dell’Asti DOCG, recentemente aggiornato e consolidato con decreto MASAF nel 2026, tutela rigorosamente l’eccellenza. 

La zona delimitata comprende 51 comuni storici distribuiti tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria. 

I vigneti devono essere composti da Moscato Bianco per garantire l’autenticità e l’espressione identitaria del terroir piemontese.  

Resa per Ettaro, Gradazione Alcolica e Pratiche di Cantina 

Per preservare l’elevata qualità delle uve, la resa massima è fissata a 10 tonnellate per ettaro di vigneto. 

Il Moscato d’Asti arresta la fermentazione alcolica per mantenere un grado svolto compreso tra 4,5% e 6,5% vol.. 

Allo stesso tempo, la normativa vieta severamente ogni gassificazione artificiale, consentendo solo l’anidride carbonica naturale prodotta dalla fermentazione del mosto.  

Confezionamento, Tappi e Menzione Vigna per le Eccellenze 

Il vino viene confezionato nella tipica bottiglia di vetro, tutelata dal sigillo di Stato DOCG che garantisce la tracciabilità. 

Per il Moscato d’Asti è vietato l’uso del tappo a fungo con gabbietta, riservato solo alla tipologia spumante. 

È inoltre consentito specificare la menzione Vigna con toponimo, esaltando i cru storici e le singole particelle viticole. 

📊 Scheda Tecnica e Degustazione: Moscato d’Asti DOCG Tenuta Il Falchetto (2023) 

Categoria Parametro Dettaglio / Note di Degustazione 
Identità Vino & Denominazione Moscato d’Asti DOCG 
 Produttore Tenuta Il Falchetto (Famiglia Forno) 
 Zona di Produzione Santo Stefano Belbo (Cuneo), Piemonte 
Vigneto & Terroir Vitigno 100% Moscato Bianco di Canelli 
 Composizione del Suolo Sabbia, calcare e marna arenaria 
 Raccolta Vendemmia manuale in cassette 
Vinificazione Tecnica di Cantina Pressatura soffice in atmosfera inerte e separazione mosto fiore 
 Fermentazione & Alcol Presa di spuma in autoclave; alcol svolto 5,5% vol. (Annata 2023) 
Profilo Sensoriale Esame Visivo Giallo paglierino scarico con riflessi verdolini; bolla media e persistente 
 Esame Olfattivo Scorza di limone, biancospino, mela, albicocca, pesca bianca e salvia 
 Esame Gustativo Morbido, sapido e abboccato; dolcezza presente mitigata dalla freschezza 
 Nota Retrolfattiva Caratteristico ed eccellente sentore nocciolato e succoso 
Servizio & Pairing Temperatura di Servizio 6 – 8 °C in calice da vino bianco 
 Abbinamento Provato Crostata all’arancia / Crostata con confettura di limone 
 Abbinamenti Tradizione Torta di nocciole, biscotti di meliga, panettone artigianale 
 Abbinamento Salato Pane, burro e acciughe oppure formaggi erborinati 

Degustazione Moscato d’Asti Il Falchetto 2023: Esame Sensoriale 

Analisi Visiva ed Olfattiva del Moscato d’Asti Tenuta Il Falchetto 

Nella degustazione della Tenuta Il Falchetto, il Moscato d’Asti 2023 mostra un colore giallo paglierino molto scarico con riflessi verdolini. La bolla non è troppo fine, tuttavia si presenta di grana media e con una buona persistenza nel calice. Al naso è poco intenso, con profumi di scorza di limone, biancospino, mela, albicocca e pesca bianca. 

Esame Gustativo, Gradazione Alcolica e Note di Nocciola 

In bocca si presenta di corpo e abboccato, con una freschezza ben mitigata dal dolce che tende un po’ a sovrastarlo. Entra comunque morbido e mostra una buona sapidità, lasciando avvertire in bocca quasi un inaspettato sapore nocciolato. La via retrolfattiva non è molto persistente, confermando questo sentore di nocciola e una sensazione quasi succosa. 

Annata, Alcol e Primi Spunti di Food Pairing 

Forse un po’ di nocciola si sarebbe potuta avvertire già al naso con un’attenzione maggiore durante l’esame olfattivo. Guardando l’etichetta ho confermato l’annata 2023 e il titolo alcolometrico ridotto, con un alcol di 5,5% vol.. Questo vino viene abbinato a una crostata con confettura di limone, di cui vedremo a breve il risultato complessivo. 

Come e Quando Servire il Moscato d’Asti 

La Temperatura di Servizio Ideale e l’Equilibrio al Palato 

Il Moscato d’Asti va servito ad una temperatura di circa 8 °C per valorizzarne al meglio il profilo organolettico. Sebbene non sia uno spumante, la temperatura un pochino più bassa permette di avere un giusto equilibrio nel calice. In questo modo si esaltano i profumi nel vino e si bilancia bene la dolcezza percepita in bocca. 

Dalla Merenda Sinoira al Dopo Cena: Momenti di Consumo 

Risulta ottimo come classico vino da dessert o semplicemente per essere sorseggiato nel corso di un rilassante dopo cena. Diventa una scelta perfetta per accompagnare qualche chiacchiera in compagnia grazie al suo grado alcolico contenuto. Eventualmente potrebbe anche essere abbinato alla tradizionale merenda sinoira piemontese oppure ad un aperitivo estivo elegante. 

Abbinamenti Gastronomici Moscato d’Asti: Dal Dolce al Salato 

Tradizione Piemontese, Lievitati e Crostate agli Agrumi 

Per me il Moscato d’Asti DOCG nella versione degustata è perfetto abbinato ai dolci tradizionali piemontesi, dalla torta di nocciole a piatti con nocciola. Risulta ottimo anche abbinato al bunet, a mio parere più in versione bianca che nella classica versione con il cioccolato. Inoltre la struttura leggermente frizzante è perfetta con i lievitati, rivelandosi favolosa nell’abbinamento con il panettone artigianale. 

Il burro, il grasso e la dolcezza di canditi ed uvetta si sposano perfettamente con gli aromi del vino. È perfetto anche con la pasticceria secca o con crostate di frutta, come la crostata al limone o all’arancia da me degustata. 

Abbinamenti per Contrasto: Formaggi Erborinati, Cucina Asiatica e Frutti di Mare 

Se invece vogliamo passare ai cibi salati, per contrasto si potrebbe andare su formaggi piccanti ed erborinati come il Gorgonzola o il Roquefort. Un’altra idea stimolante è la cucina asiatica leggermente piccante, come ad esempio i piatti tipici della cucina indiana o della cucina thailandese.  

Travel Tips: Visita alla Cantina e Itinerario a Santo Stefano Belbo 

Prenotare la Visita in Cantina e le Tappe Imperdibili a Canelli 

Io non ho ancora visitato la cantina, ma in futuro mi piacerebbe davvero molto farlo. Ho visto che dal loro sito ufficiale è possibile prenotare le visite in tenuta con grande semplicità. La struttura si trova proprio nel cuore della produzione del Moscato d’Asti, tra colline e vigneti panoramici. 

In una visita a questo splendido territorio non perderei l’occasione per visitare Canelli, con la sua romantica Passeggiata degli Innamorati. 

Tra i Luoghi Pavesiani e la Fondazione Cesare Pavese 

Poiché ci troviamo a Santo Stefano Belbo, ne approfitterei per esplorare da vicino i celebri luoghi pavesiani. Vi consiglio di visitare la Fondazione Cesare Pavese, per immergervi nell’atmosfera autentica raccontata dalle sue grandi opere. In questo modo scoprirete il territorio attraverso le sfumature del vino e del suo terroir, ma anche attraverso parole e storie. 

Conclusione: Oltre i Pregiudizi sul Moscato d’Asti 

Un Cambio di Prospettiva su un Vino Storico e la Qualità dei Produttori 

A volte mi dispiace perché non ho mai molte occasioni per degustare il Moscato d’Asti, vino che ho imparato ad apprezzare soltanto nel tempo. Complici i regali dei soliti pacchi natalizi, ho sempre visto il Moscato d’Asti come un prodotto commerciale ed estremamente dolce, quasi nauseante. Eppure, nel corso degli anni ho compreso che esistono produttori d’eccellenza in grado di elevare questo vino e produrlo con una qualità altissima. 

Riescono a mantenere una piacevolezza unica, unita a una grande eleganza e cura durante l’assaggio. 

Dare Dignità al Moscato d’Asti: Territorio, Momenti e Passione 

Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di raccontarvi questa mia esperienza di degustazione all’interno dell’articolo. Il mio scopo era far capire che un grande vino può essere declinato in vari momenti dell’anno e durante la giornata. È possibile dare dignità anche a quei vini storicamente bistrattati, imparando che dietro ogni bottiglia c’è una storia di territorio. 

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